LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 314 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Pagina 11 di 16

311 provvedimenti

Altri anni per Art. 314 Codice di Procedura Penale

Riparazione ingiusta detenzione: negata se c’è colpa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex imputato che chiedeva una riparazione per ingiusta detenzione. La richiesta è stata respinta perché, nonostante la successiva assoluzione e prescrizione dei reati, il suo comportamento, caratterizzato da grave colpa e imprudenza nell'intrattenere rapporti con un noto criminale per affari, ha dato causa all'adozione della misura cautelare nei suoi confronti. La sentenza sottolinea che il diritto all'indennizzo non è automatico ma è escluso in presenza di condotte gravemente negligenti.
Continua »
Riparazione detenzione: sì se trattenuto senza titolo
La Corte di Cassazione ha stabilito il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione a favore di un uomo che, sebbene prosciolto per vizio totale di mente, era stato trattenuto in carcere per mesi senza un valido titolo giuridico. La sentenza di proscioglimento aveva reso inefficace la misura cautelare, ma la successiva misura di sicurezza era stata applicata solo tempo dopo, creando un vuoto normativo che ha reso la detenzione illegittima e quindi risarcibile.
Continua »
Ingiusta detenzione: quando la condotta la esclude
Un soggetto, assolto dall'accusa di associazione mafiosa ma condannato per un reato minore, ha chiesto un indennizzo per il periodo di detenzione eccedente la pena finale. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione, confermando la decisione della Corte d'Appello. La motivazione si fonda sulla condotta dell'imputato: conversazioni intercettate che dimostravano la sua contiguità con l'ambiente mafioso sono state considerate una colpa grave, causa diretta del provvedimento restrittivo iniziale, escludendo così il diritto alla riparazione.
Continua »
Riparazione Ingiusta Detenzione: Prova illecita
Un cittadino, assolto dall'accusa di traffico di stupefacenti, ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello ha respinto la domanda basandosi su una sentenza relativa a un altro imputato, acquisita d'ufficio senza informare le parti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, ribadendo che qualsiasi prova, anche se ottenuta su iniziativa del giudice, deve essere discussa in contraddittorio tra le parti, a garanzia del diritto di difesa.
Continua »
Riparazione detenzione ingiusta per ritardo scarcerazione
Una persona, pur avendo ottenuto l'affidamento in prova, è stata scarcerata con tre mesi di ritardo a causa di un'inefficienza della cancelleria. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale ritardo costituisce titolo per la riparazione per detenzione ingiusta, annullando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza chiarisce che l'errore amministrativo della cancelleria è imputabile all'autorità giudiziaria nel suo complesso, garantendo così il diritto del cittadino all'indennizzo.
Continua »
Ingiusta detenzione: le bugie bloccano il risarcimento
Un uomo, assolto dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, si è visto negare il risarcimento per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che le menzogne e le dichiarazioni contraddittorie rese dall'imputato durante le indagini costituiscono una condotta gravemente colposa. Questo comportamento ha contribuito a creare un quadro indiziario a suo carico, causando la detenzione e precludendo di conseguenza il diritto alla riparazione economica.
Continua »
Ingiusta Detenzione: Quando la Colpa la Esclude
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego alla riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto assolto dall'accusa di tentato omicidio. La decisione si fonda sul comportamento gravemente colposo dell'individuo che, attraverso un'aggressione iniziale e dichiarazioni mendaci, ha contribuito a determinare la propria carcerazione, rendendo ininfluente la successiva assoluzione ai fini del risarcimento.
Continua »
Colpa grave e ingiusta detenzione: quando non spetta
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a una persona assolta, ritenendo sussistente la colpa grave. La sua consapevole vicinanza alle attività illecite del compagno, pur senza partecipazione diretta al reato, ha integrato la condotta ostativa al risarcimento, secondo l'art. 314 c.p.p.
Continua »
Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per risarcimento da ingiusta detenzione. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine perentorio di quindici giorni per l'impugnazione, configurando un ricorso tardivo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ingiusta detenzione: condotta ostativa e onere prova
Una donna, arrestata per rapina e poi prosciolta grazie a una perizia, si è vista negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha annullato tale diniego, stabilendo che per negare il risarcimento non basta una generica accusa di condotta omissiva, ma occorre provare un nesso causale specifico tra un comportamento gravemente colposo dell'interessato e la misura cautelare subita. La sentenza sottolinea l'autonomia del giudizio sulla riparazione e la necessità di una motivazione rigorosa.
Continua »
Ingiusta detenzione: negata se c’è colpa grave
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per ingiusta detenzione agli eredi di un ex sindaco, assolto da accuse di natura concussiva. La decisione si fonda sulla 'colpa grave' dell'imputato, il quale, con le sue ingerenze in appalti pubblici, l'abuso della sua posizione per fini privati e le dichiarazioni mendaci, ha contribuito in modo determinante a causare la misura cautelare a suo carico. La sentenza chiarisce che l'assoluzione non garantisce automaticamente il diritto alla riparazione.
Continua »
Ingiusta detenzione: quando la condotta la esclude
Un uomo, assolto dall'accusa di ricettazione, si è visto negare il risarcimento per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sua condotta, caratterizzata da connivenza con gli autori del reato e da reazioni che suggerivano vicinanza all'ambiente criminale, costituiva una colpa grave che aveva contribuito a causare il provvedimento di custodia cautelare. La sentenza chiarisce che il comportamento del soggetto, anche se non penalmente rilevante, può essere determinante per escludere il diritto all'indennizzo.
Continua »
Ingiusta detenzione: evasione riduce l’indennizzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennizzo per ingiusta detenzione deve essere ridotto per il periodo in cui la detenzione in carcere è stata causata dalla stessa condotta dolosa dell'imputato, come l'evasione dagli arresti domiciliari. In questo caso, un individuo, successivamente assolto, aveva visto la sua misura cautelare aggravata a seguito di un'evasione. La Corte ha chiarito che il 'surplus di afflizione' derivante dal ritorno in carcere è riconducibile alla sua scelta consapevole e, pertanto, l'indennizzo per quel periodo deve essere proporzionalmente diminuito in base al principio di equità.
Continua »
Ingiusta detenzione: condotta ostativa e risarcimento
In un caso di ingiusta detenzione per reati di droga, una donna assolta chiede un risarcimento. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che le aveva concesso un indennizzo parziale, stabilendo che la sua condotta ostativa, consistente in dichiarazioni mendaci alla polizia e una possibile connivenza con il convivente, deve essere riesaminata come potenziale colpa grave, idonea a escludere totalmente il diritto alla riparazione.
Continua »
Ingiusta detenzione: quando la colpa la esclude?
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che concedeva un risarcimento per ingiusta detenzione. Il caso riguardava un uomo, assolto dall'accusa di estorsione, che aveva accompagnato la vittima dall'estorsore. La Suprema Corte ha stabilito che la "colpa grave", che esclude il diritto al risarcimento, non va intesa come colpa penale, ma va valutata oggettivamente. Il giudice deve verificare se la condotta dell'assolto, analizzata ex ante, abbia creato una situazione in cui l'intervento dell'autorità giudiziaria fosse prevedibile, a prescindere dall'intenzione di commettere un reato.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione e colpa grave del reo
Un uomo, detenuto per oltre 18 mesi con accuse di associazione camorristica ed estorsione e poi pienamente assolto, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello aveva ritenuto il suo linguaggio rude una "colpa grave". La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la valutazione della colpa grave deve essere rigorosa, contestualizzata e non può basarsi su meri comportamenti "poco urbani", soprattutto in caso di "ingiustizia formale" della misura cautelare. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Ingiusta detenzione: quando la colpa la esclude
Un uomo, assolto in via definitiva dall'accusa di associazione mafiosa, si vede negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sua condotta, caratterizzata da frequentazioni ambigue e coinvolgimento in affari poco chiari con un familiare condannato, integrava una 'colpa grave'. Tale comportamento, pur non costituendo reato, ha contribuito a creare l'apparenza di colpevolezza che ha portato alla sua detenzione, escludendo così il diritto all'indennizzo.
Continua »
Ingiusta detenzione: negata per colpa grave
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della riparazione per ingiusta detenzione a un cittadino, nonostante la sua piena assoluzione. La decisione si fonda sul principio che la condotta gravemente colposa dell'interessato, consistita nel frequentare assiduamente un noto luogo di spaccio, ha contribuito a creare una legittima apparenza di colpevolezza, giustificando così l'originaria misura cautelare e escludendo il diritto all'indennizzo.
Continua »
Ingiusta detenzione: colpa grave e risarcimento
Un individuo, assolto dall'accusa di associazione a delinquere, si vede negato il risarcimento per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ritenendo che la sua condotta, caratterizzata da frequentazioni ambigue e conversazioni sospette, configuri una colpa grave che ha contribuito a creare l'apparenza di reato, escludendo così il diritto all'indennizzo.
Continua »
Ingiusta detenzione: quando la colpa grave la nega
Un soggetto, assolto dall'accusa di associazione mafiosa, si è visto negare il risarcimento per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che i suoi comportamenti, caratterizzati da una stretta e ambigua vicinanza a membri del clan (incluso il padre latitante), costituissero una "colpa grave". Tali condotte, creando una falsa apparenza di colpevolezza, hanno dato causa diretta alla misura cautelare, escludendo così il diritto all'indennizzo.
Continua »