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Art. 31, d.P.R. n. 380 del 2001

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47 provvedimenti

Ordine di demolizione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14123/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per una costruzione abusiva in area vincolata. La Corte ha stabilito che il permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune non poteva fermare la demolizione, in quanto illegittimo. La normativa nazionale, infatti, non consente il condono per abusi edilizi di tale rilevanza in zone soggette a tutela ambientale. I motivi del ricorso, inclusa la violazione del diritto all'abitazione, sono stati ritenuti generici e infondati.
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Piano di Recupero Scaduto: No a Nuove Costruzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un immobile. Il permesso di costruire era basato su un piano di recupero scaduto da oltre vent'anni, autorizzando una demolizione e ricostruzione con aumento di volume non prevista dal piano regolatore generale. La Suprema Corte ha confermato che un piano di recupero scaduto non può giustificare interventi in contrasto con la normativa urbanistica vigente.
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Piano di Recupero Scaduto: Permesso di Costruire Nullo
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di un immobile costruito sulla base di un permesso illegittimo. Il titolo edilizio si fondava su un Piano di Recupero Scaduto da oltre vent'anni, le cui previsioni non consentivano più interventi di demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria. L'impugnazione è stata dichiarata inammissibile perché le contestazioni riguardavano la valutazione di atti amministrativi, non una violazione di legge.
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Ordine di demolizione: quando si applica?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il tempo trascorso dalla condanna non è sufficiente a bloccare la demolizione se deriva dall'inerzia del condannato, che non può trarre vantaggio dal proprio illecito.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
Un soggetto aveva impugnato un'ordinanza che rigettava la richiesta di revoca di un ordine di demolizione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La sentenza chiarisce la natura formale e irrevocabile dell'atto di rinuncia.
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Ordine di demolizione: legittimo anche dopo 30 anni
L'erede di un immobile oggetto di un ordine di demolizione risalente a 30 anni prima ricorre in Cassazione, invocando la sproporzionalità della sanzione e la pendenza di un condono. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, affermando che il tempo trascorso a causa dell'inerzia del proprietario non rende illegittima la demolizione. La richiesta di condono, inoltre, non sospende l'esecuzione se il suo accoglimento è improbabile.
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Edilizia libera: no in aree protette, scatta sequestro
Un'impresa ha costruito 19 bungalow prefabbricati per turisti e una reception in un'area paesaggisticamente protetta, sostenendo che rientrassero nel regime di "edilizia libera". La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, confermando il sequestro preventivo. La Corte ha chiarito che il regime di edilizia libera non si applica nelle aree protette, dove è sempre necessaria una specifica autorizzazione paesaggistica. Inoltre, il collegamento permanente delle strutture alle reti di servizi le qualificava come costruzioni abusive che necessitavano di un permesso di costruire.
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