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art. 31, comma 2, d.P.R. n. 600 del 1973

8 provvedimenti

Visto di conformità infedele: competenza territoriale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha risolto il dubbio sulla competenza territoriale per le sanzioni derivanti da un visto di conformità infedele. La Corte ha stabilito che l'organo competente non è l'ufficio delle Entrate del domicilio del contribuente, ma la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale del professionista (RAF) che ha commesso l'irregolarità. La decisione si fonda sulla natura speciale della norma che regola la materia, la quale prevale sulle regole generali di competenza.
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Visto di conformità: competenza ufficio per sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1539/2026, ha stabilito un principio fondamentale sulla competenza territoriale in caso di visto di conformità infedele. Un professionista con domicilio fiscale a Roma aveva apposto un visto errato sulla dichiarazione di un contribuente residente a Brescia. L'ufficio di Brescia aveva irrogato la sanzione, ma la Corte ha confermato la nullità dell'atto. La competenza esclusiva per contestare le irregolarità del visto di conformità e irrogare le relative sanzioni spetta alla Direzione Regionale dell'Amministrazione Finanziaria del luogo in cui il professionista ha il proprio domicilio fiscale, e non a quella del contribuente.
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Visto di conformità infedele: la competenza a sanzionare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1272/2026, ha stabilito che la competenza a irrogare sanzioni per un visto di conformità infedele apposto su un Modello 730 spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate, e non alla Direzione Provinciale. Il caso riguardava un Responsabile dell'assistenza fiscale (RAF) sanzionato per un errore su spese sanitarie. La Corte ha annullato l'atto impositivo perché emesso da un ufficio funzionalmente incompetente, accogliendo il ricorso del professionista.
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Competenza ufficio tributario: visto infedele e sanzioni
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un Responsabile dell'Assistenza Fiscale (RAF) per un visto di conformità infedele. Il motivo della decisione risiede in un vizio di procedura: l'atto era stato emesso dalla Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate, mentre la legge stabilisce una specifica competenza dell'ufficio tributario a livello regionale. La Suprema Corte ha affermato che la competenza a contestare e irrogare sanzioni al professionista spetta esclusivamente alla Direzione Regionale, rendendo nullo l'atto emesso dall'ufficio provinciale.
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Tassazione Trust: la Cassazione conferma la neutralità
Una società, agendo come trustee, ha impugnato un avviso di liquidazione per l'imposta di successione relativo alla costituzione di un trust. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione trust: l'imposta proporzionale non è dovuta al momento della costituzione del vincolo o del trasferimento dei beni al trustee, atti considerati fiscalmente neutri. La tassazione scatta solo al momento del trasferimento finale e definitivo dei beni ai beneficiari, poiché solo allora si realizza un effettivo arricchimento e un concreto indice di capacità contributiva.
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Competenza territoriale riscossione: il limite dell’AdER
Una società con sede legale nella provincia della capitale ha impugnato un avviso di intimazione emesso dall'ufficio dell'Agente della Riscossione di un'altra regione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando il principio della competenza territoriale nella riscossione. L'atto è stato annullato perché emesso da un ufficio non competente per territorio, chiarendo che le riforme che hanno unificato l'ente di riscossione non hanno eliminato i vincoli territoriali a tutela del diritto di difesa del contribuente.
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Motivazione avviso accertamento: i chiarimenti Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento milionario. La Corte ha stabilito che la motivazione avviso accertamento è valida anche se rinvia ad altri atti (motivazione per relationem), a condizione che sia già di per sé esauriente o che riporti il contenuto essenziale degli atti richiamati. Inoltre, ha confermato la piena competenza delle Direzioni Regionali dell'Agenzia delle Entrate a svolgere attività ispettive, in virtù del potere di auto-organizzazione dell'ente.
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Operazioni inesistenti: Cassazione chiarisce oneri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un accertamento fiscale per operazioni inesistenti. L'ordinanza chiarisce i criteri di competenza territoriale dell'ufficio accertatore, basati sul domicilio fiscale al momento della dichiarazione, e ribadisce che la richiesta di riesaminare i fatti è inammissibile in sede di legittimità. La Corte ha confermato la validità dell'accertamento basato su una presunta filiera fraudolenta per l'evasione di IRES, IRAP e IVA.
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