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Art. 3 Costituzione — Anno 2025

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1535 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale contro la sentenza che riteneva illegittimo un contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui le Casse privatizzate non hanno il potere di imporre prelievi assimilabili a prestazioni patrimoniali, la cui istituzione è riservata esclusivamente alla legge statale, in base all'art. 23 della Costituzione. Tale prelievo non modifica i criteri di calcolo della pensione, ma costituisce una trattenuta su un trattamento già determinato, esulando dalle competenze dell'ente.
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Contributo solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata su una pensione. La Corte ha ribadito che tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che, secondo la Costituzione, può essere introdotta solo da una legge dello Stato e non da un atto autonomo dell'ente pensionistico. Di conseguenza, il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione di dieci anni.
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Rottamazione quater: processo sospeso, parola alle SU
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per un debito fiscale ingente. Durante il ricorso in Cassazione, ha aderito alla Rottamazione quater. La Corte, rilevando una questione giuridica fondamentale su come la rottamazione con pagamento rateale influenzi il processo in corso, ha sospeso la decisione e rinviato il caso, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sulla materia.
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Giudicato penale tributario: rinvio alle Sezioni Unite
In un caso di presunta esterovestizione societaria, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione sul ricorso. La questione centrale riguarda l'impatto di un'assoluzione penale definitiva sul relativo processo fiscale. A causa di dubbi interpretativi sull'efficacia del giudicato penale tributario, la Corte ha disposto il rinvio della causa, in attesa di un pronunciamento chiarificatore da parte delle Sezioni Unite.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima
Un contribuente vince un ricorso contro l'Agenzia delle Entrate per prescrizione di cartelle esattoriali. Il giudice di secondo grado, pur dando ragione al cittadino, decide per la compensazione spese legali con una motivazione generica. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del contribuente, stabilendo che la compensazione delle spese deve essere giustificata da ragioni 'gravi ed eccezionali' e non da formule vaghe come la 'peculiarità della questione', riaffermando il principio che chi perde la causa paga le spese.
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Estinzione giudizio tributario e Rottamazione-quater
Un contribuente, durante un contenzioso tributario pendente in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate, aderisce alla definizione agevolata dei carichi, nota come "rottamazione-quater". Sia l'ente impositore che il contribuente richiedono la cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione, richiamando recenti orientamenti giurisprudenziali, dichiara l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che le spese legali restino a carico della parte che le ha anticipate.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni già liquidate. La Corte ha ribadito che solo lo Stato può imporre prestazioni patrimoniali e che la prescrizione per la restituzione delle somme è decennale, non quinquennale, consolidando un orientamento a tutela dei diritti dei pensionati.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo la legge può istituire, riaffermando un orientamento ormai consolidato. La sentenza chiarisce anche che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Revoca giudizio abbreviato: scelta irrevocabile?
Un imputato, condannato all'ergastolo, ha richiesto in fase esecutiva la conversione della pena in trent'anni di reclusione. Sosteneva che la sua precedente decisione di revoca del giudizio abbreviato era stata viziata da una norma poi dichiarata incostituzionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la revoca del giudizio abbreviato è una scelta processuale consapevole e definitiva. Tale scelta genera una preclusione che impedisce di tornare sui propri passi, poiché gli atti processuali sono regolati dal principio del 'tempus regit actum' e non dalla retroattività della legge più favorevole.
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Pericolosità sociale: obbligo di rivalutazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione della sorveglianza speciale. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il ripristino automatico della misura di prevenzione dopo un periodo di detenzione. È sempre necessaria una nuova valutazione della pericolosità sociale del soggetto prima che la misura possa essere nuovamente efficace, a prescindere dalla durata della detenzione.
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Responsabilità ente 231: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità ente 231 quando il reato presupposto commesso dalla persona fisica è prescritto. Viene rigettato il ricorso dell'imputato, non essendo emersa una prova 'evidente' della sua innocenza. Viene invece accolto il ricorso della società, poiché la condanna dell'ente richiede una prova positiva e autonoma della sua responsabilità, non potendo derivare dalla semplice mancanza di assoluzione nel merito della persona fisica. La sentenza sottolinea la necessità di un accertamento rigoroso e indipendente per l'illecito amministrativo dell'ente.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni, in assenza di una specifica norma di legge. Confermando le decisioni dei giudici di merito, la Corte ha stabilito che tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge e ha ribadito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9553/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro un suo iscritto. La Corte ha confermato che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni da parte di un ente previdenziale privato è illegittima, poiché tale prelievo ha natura di prestazione patrimoniale imposta e rientra nella riserva di legge statale (art. 23 Cost.). L'autonomia regolamentare della cassa non può estendersi fino a introdurre trattenute di questo tipo. È stato inoltre confermato che il termine di prescrizione per la restituzione delle somme è decennale.
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Contributo solidarietà illegittimo per le Casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza che aveva imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, gli enti previdenziali privatizzati non hanno l'autonomia per introdurre tale prelievo. La richiesta di restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto con un mero atto regolamentare dell'ente, ma necessita di una base legale specifica, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. La sentenza ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, le Casse non hanno il potere di imporre tali prelievi, che configurano una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La prescrizione per la restituzione è decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica norma di legge e non può essere introdotto in via regolamentare dall'ente, il cui potere autonomo è limitato ad altri aspetti gestionali. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9547/2025, ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che una simile trattenuta, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotta autonomamente dalla Cassa ma richiede una specifica base legale, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. Di conseguenza, il ricorso dell'ente è stato respinto e si è confermato il diritto del pensionato al rimborso delle somme, con un termine di prescrizione decennale.
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Ordine di demolizione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14123/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per una costruzione abusiva in area vincolata. La Corte ha stabilito che il permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune non poteva fermare la demolizione, in quanto illegittimo. La normativa nazionale, infatti, non consente il condono per abusi edilizi di tale rilevanza in zone soggette a tutela ambientale. I motivi del ricorso, inclusa la violazione del diritto all'abitazione, sono stati ritenuti generici e infondati.
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Aggravante metodo mafioso: quando si applica?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14096/2025, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la revoca dell'aggravante del metodo mafioso. La Corte ha ribadito che tale aggravante ha natura oggettiva e non richiede la prova dell'esistenza di un'associazione mafiosa, essendo sufficiente che la violenza o la minaccia assumano la tipica veste mafiosa. Inoltre, ha sottolineato che l'impugnazione straordinaria della revisione non è ammissibile per ottenere solo una riduzione della pena, ma mira al proscioglimento, tutelando così il principio di intangibilità del giudicato.
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