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Art. 3 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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62 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Codice di Procedura Civile

Reddito immobile pignorato: si paga l’IRPEF?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che il reddito da immobile pignorato, derivante dai canoni di locazione, concorre alla formazione del reddito imponibile del proprietario-debitore, anche se questi non ne ha la materiale disponibilità. La Corte ha rigettato il ricorso di una contribuente, affermando che la titolarità del bene, fino alla vendita forzata, implica la titolarità del reddito fondiario ai fini fiscali.
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Impugnazione estratto ruolo: limiti e condizioni
Una società ha contestato un estratto di ruolo per la presunta mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come un pignoramento in corso o l'esclusione da appalti pubblici, requisito non provato nel caso specifico.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Una società ha contestato un estratto di ruolo per una cartella di pagamento che sosteneva non le fosse mai stata notificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile, specificando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e specifico, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere proposta, conformemente a recenti interventi normativi e alla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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Detrazione riqualificazione energetica: sì per immobili locati
Una società immobiliare si è vista negare la detrazione per riqualificazione energetica su immobili di proprietà locati a terzi. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'agevolazione fosse limitata ai beni strumentali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il beneficio fiscale ha una portata generale, volta a migliorare l'efficienza energetica dell'intero patrimonio immobiliare nazionale, includendo quindi anche gli immobili locati da imprese.
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Detrazione riqualificazione energetica: sì alle imprese
L'Agenzia delle Entrate negava la detrazione per la riqualificazione energetica al socio di una società immobiliare, sostenendo che gli interventi erano stati fatti su immobili locati a terzi (beni merce) e non su quelli usati direttamente dall'impresa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la detrazione riqualificazione energetica spetta ai titolari di reddito d'impresa per qualsiasi immobile, a prescindere dal suo utilizzo, poiché la norma mira a incentivare il miglioramento energetico dell'intero patrimonio immobiliare nazionale.
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Credito d’imposta avviamento: no se è un costo
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al credito d'imposta per l'acquisto di avviamento, chiarendo che non è un bene ammortizzabile ma un costo. L'agevolazione è stata inoltre esclusa perché l'investimento era anteriore alla data di efficacia della norma, rendendo illegittimo l'uso del credito d'imposta per avviamento. La sentenza ribalta le decisioni dei giudici di merito a favore del Fisco.
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Detrazione riqualificazione energetica: sì per imprese
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione per la riqualificazione energetica spetta anche alle società per interventi su immobili di loro proprietà concessi in locazione a terzi. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio, sostenendo che fosse limitato ai beni strumentali. La Corte ha rigettato il ricorso del Fisco, chiarendo che la norma ha una portata generale e mira a incentivare l'efficienza energetica dell'intero patrimonio immobiliare nazionale, senza distinzioni soggettive o oggettive riguardo alla natura del bene (strumentale o merce).
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Rimborso IRES: onere della prova e bilancio
Una società richiedeva un rimborso IRES per un investimento in un impianto fotovoltaico, basato su un beneficio fiscale. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha stabilito che la sola perizia tecnica giurata non è sufficiente a provare il diritto al rimborso. È onere del contribuente esibire le scritture contabili per dimostrare l'effettivo investimento, il pagamento e l'assenza di altri benefici incompatibili, requisiti che la corte di merito aveva erroneamente trascurato.
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Rimborso fiscale: termine di decadenza e diritto UE
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per imposte pagate su un incentivo all'esodo, basando la sua richiesta su una successiva sentenza della Corte di Giustizia UE che aveva dichiarato illegittime le differenze di trattamento fiscale basate sul genere. La richiesta è stata presentata oltre il termine di 48 mesi dal pagamento. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo che il termine per il rimborso fiscale decorre dalla data del versamento e non può essere riaperto da sentenze successive, in nome del principio della certezza del diritto e dei rapporti giuridici ormai esauriti.
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Rimborso spese di viaggio: tassazione e onere prova
Un dipendente in comando presso una sede diversa da quella abituale ha richiesto il rimborso delle tasse sul suo rimborso spese di viaggio, ritenendolo non imponibile. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che il rimborso forfettario è tassabile per la parte eccedente i limiti di legge e che, in caso di richiesta di rimborso, l'onere della prova grava sul contribuente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13341/2024, ha chiarito i limiti dell'impugnazione dell'estratto di ruolo. Una società aveva contestato un estratto relativo a debiti IVA e IRAP. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso originario inammissibile, applicando le nuove norme (art. 3-bis D.L. 146/2021) e la giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. 26283/2022). La decisione stabilisce che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come il rischio di esclusione da appalti pubblici, e non per contestare genericamente la mancata notifica delle cartelle sottostanti.
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Studi di settore: coerenza e accertamento fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9481/2024, ha stabilito che l'adeguamento ai soli ricavi previsti dagli studi di settore non è sufficiente a precludere un accertamento fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate. Per beneficiare della protezione contro gli atti impositivi, il contribuente deve essere non solo congruo ma anche coerente con gli specifici indicatori di normalità economica. Nel caso esaminato, una pizzeria, sebbene avesse adeguato i ricavi, risultava incoerente con altri parametri, legittimando così la ricostruzione induttiva del maggior reddito da parte del Fisco.
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Sopravvenuta carenza di interesse: ricorso inammissibile
Un contribuente impugna un preavviso di ipoteca. Durante il processo in Cassazione, il debito tributario sottostante viene annullato. Il contribuente chiede quindi di chiudere il caso. La Corte, rilevando la sopravvenuta carenza di interesse, dichiara il ricorso inammissibile perché la ragione del contendere è venuta meno, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Un contribuente impugna un preavviso di ipoteca. Durante il processo in Cassazione, ottiene lo sgravio del debito e chiede la cessazione della materia del contendere. La Corte Suprema, rilevando la mancanza di adesione della controparte, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il ricorrente non ha più un vantaggio pratico dalla continuazione del giudizio.
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Cumulo giuridico sanzioni: ricorso inammissibile
Una società ha impugnato avvisi di accertamento IMU, chiedendo l'applicazione del cumulo giuridico sanzioni per violazioni reiterate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché un'altra sentenza definitiva (giudicato esterno) aveva già ricalcolato e unificato le sanzioni per tutti gli anni in questione, rendendo superfluo il ricorso pendente.
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Accertamento sintetico: quando il ricorso è inammissibile
Una contribuente, erede del consorte, ha impugnato un avviso di accertamento basato sul cosiddetto "accertamento sintetico" (redditometro), fondato sulla disponibilità di beni di lusso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che le contestazioni relative alla valutazione dei fatti e delle prove sono di competenza esclusiva dei giudici di merito e non possono essere riproposte in sede di legittimità. La ricorrente è stata inoltre condannata per lite temeraria.
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Redditometro prova contraria: quando il ricorso è out
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5278/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento basato sul redditometro. La decisione sottolinea che non è possibile utilizzare il ricorso in Cassazione per contestare la valutazione dei fatti e delle prove compiuta dal giudice di merito, come la dimensione di un immobile o il valore di veicoli storici. La Corte ha ribadito che il suo ruolo è verificare la corretta applicazione della legge, non riesaminare il merito della causa. La richiesta di fornire la cosiddetta 'redditometro prova contraria' in questa sede è stata quindi respinta in quanto non configurava una violazione di legge.
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Minusvalenza da partecipazione: errore sul giudicato
Una società chiedeva il rimborso per una minusvalenza da partecipazione, basandosi su un'errata interpretazione di una precedente sentenza della Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, negando il diritto al rimborso e chiarendo che la precedente decisione non sanciva affatto la deducibilità della minusvalenza, escludendo la sussistenza di una doppia imposizione.
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Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
Un professionista si è visto dichiarare inammissibile l'appello contro un avviso di accertamento per carenza di specificità. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, ribadendo che il requisito della specificità dei motivi di appello è soddisfatto quando le argomentazioni contestano il fondamento logico-giuridico della sentenza di primo grado, anche senza una confutazione analitica di ogni passaggio. La Corte ha cassato la decisione e rinviato il caso per un esame nel merito.
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Carenza di Interesse: Ricorso Inammissibile
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale. Successivamente, ha comunicato di aver aderito a una definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'adesione alla sanatoria, anche se solo dichiarata, fa venir meno l'interesse a una decisione nel merito.
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