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Art. 2967 Codice Civile

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458 provvedimenti

Compensatio Lucri Cum Damno e Danni da Trasfusione
La Corte d'Appello di Cagliari ha parzialmente riformato una sentenza di primo grado in un caso di danno da trasfusione infetta. Pur confermando la responsabilità del Ministero della Salute, ha applicato integralmente il principio della compensatio lucri cum damno, stabilendo che l'intero ammontare del risarcimento del danno deve essere compensato con l'indennizzo, sia già percepito che futuro, previsto dalla L. 210/1992. Di conseguenza, il risarcimento è stato di fatto azzerato dall'importo maggiore dell'indennizzo.
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Accertamento sintetico: prova contraria del contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che annullava un accertamento sintetico. La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso, stabilendo che per fornire la prova contraria il contribuente non può limitarsi a dimostrare la disponibilità di fondi, ma deve documentare in modo specifico la loro provenienza, l'entità e la durata del possesso, provando che tali somme sono state effettivamente utilizzate per le spese contestate.
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Retribuzione di Risultato Dirigenti: il ruolo degli accordi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1222/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul calcolo della retribuzione di risultato dirigenti non medici del SSN. La Corte ha cassato la decisione di merito che escludeva la rilevanza della contrattazione decentrata regionale, affermando che per determinare le "quote storiche" del fondo è necessario fare riferimento agli accordi regionali vigenti prima del nuovo sistema contrattuale, al fine di garantire il contenimento della spesa pubblica.
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Prescrizione manleva assicurativa: la decisione della Corte
In un complesso caso di danni da infiltrazioni, un'impresa appaltatrice ha richiesto la manleva alle proprie assicurazioni. La Cassazione interviene sulla questione della prescrizione manleva assicurativa, stabilendo che il termine va calcolato separatamente per ogni singola fonte di responsabilità (contrattuale ed extracontrattuale). La Corte cassa la sentenza d'appello che aveva erroneamente unificato la decorrenza della prescrizione, rinviando per una nuova valutazione.
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Fideiussione omnibus ABI: nullità parziale confermata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 670/2024, ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato la nullità totale di una fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali. In linea con un precedente orientamento delle Sezioni Unite, la Corte ha ribadito che la presenza di clausole derivanti da intese illecite, come quelle dello schema ABI, determina una nullità parziale, limitata alle sole clausole viziate. La nullità dell'intero contratto di fideiussione omnibus ABI è un'eccezione che richiede una prova rigorosa dell'essenzialità di tali clausole, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per l'esenzione IMU per enti non commerciali. Un ente religioso che gestiva una scuola si era visto riconoscere l'esenzione in appello, ma il Comune ha fatto ricorso. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione non basta una retta inferiore ai costi medi, ma è necessario dimostrare che il corrispettivo sia puramente simbolico e che l'attività sia svolta senza metodo economico. L'onere della prova spetta all'ente che richiede il beneficio.
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Deducibilità contributi volontari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la piena deducibilità dei contributi volontari versati da un ex dipendente per raggiungere i requisiti pensionistici a seguito di un esodo incentivato. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso IRPEF, ma la Corte ha stabilito che tali contributi sono integralmente deducibili ai sensi del D.Lgs. 47/2000, anche se non indicati nel CUD, a condizione che il contribuente provi l'effettivo versamento.
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Eccezione di inadempimento: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fornitore contro una società di navigazione, confermando che in caso di eccezione di inadempimento, l'onere della prova si inverte. Spetta al creditore (il fornitore) dimostrare di aver eseguito correttamente la propria prestazione. La Corte ha inoltre ribadito i limiti di ammissibilità del ricorso in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito identiche sui fatti.
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Abuso del diritto: quando l’operazione è elusiva
Una società immobiliare ha creato una nuova entità (newco), da essa controllata al 99%, per venderle un complesso immobiliare precedentemente acquistato. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato l'operazione come un caso di abuso del diritto, finalizzato a ottenere vantaggi fiscali indebiti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34523/2024, ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la motivazione di 'limitare la responsabilità' non costituisce una valida ragione economica, specialmente se la società originaria è già a responsabilità limitata. L'operazione è stata ritenuta elusiva perché il suo scopo primario era il risparmio fiscale, in assenza di altre giustificazioni economiche concrete.
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Simulazione assoluta: vendita tra società collegate
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una compravendita immobiliare tra due società collegate, ritenendola una simulazione assoluta finalizzata a sottrarre beni alla garanzia di un creditore. La decisione si basa su una serie di presunzioni, come i legami societari e la mancanza di prova del pagamento del prezzo, ritenute sufficienti a dimostrare l'intento simulatorio. L'ordinanza chiarisce i requisiti per l'azione del creditore e la specificità necessaria per un atto di appello.
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Prova contratto di investimento: la Cassazione decide
Una società di investimenti, condannata a restituire una cospicua somma a un cliente, ha tentato di invalidare la pretesa in Cassazione sostenendo la nullità del contratto per assenza di forma scritta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sul principio di non contestazione: poiché la società non aveva mai negato l'esistenza del rapporto contrattuale nei gradi di merito, ma anzi aveva basato la sua difesa su altre argomentazioni, tale fatto doveva considerarsi provato. Questa ordinanza sottolinea come la condotta processuale delle parti possa essere decisiva per la prova del contratto di investimento.
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Fideiussione consumatore: quando la garanzia è valida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 34387/2024, ha stabilito che i soci e amministratori di una società che prestano una garanzia personale per i debiti della stessa non possono essere qualificati come consumatori. Di conseguenza, non possono invocare la nullità delle clausole per presunta vessatorietà ai sensi del Codice del Consumo. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando che il collegamento funzionale con l'attività imprenditoriale della società garantita esclude l'applicazione della disciplina sulla fideiussione consumatore.
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Improcedibilità del ricorso: termine perentorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da una società contro la sentenza che la condannava al pagamento di compensi per un contratto di procacciamento d'affari. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine perentorio per il deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che tale adempimento è essenziale per la prosecuzione del giudizio di legittimità e la sua omissione non è sanabile, comportando la declaratoria di improcedibilità del ricorso e la condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie.
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Onere probatorio rivendicazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34157/2024, chiarisce un punto fondamentale sull'onere probatorio rivendicazione. Nel caso di specie, una società costruttrice aveva chiesto la restituzione di un terreno a due privati, i quali avevano eccepito l'avvenuta usucapione. La Corte d'Appello aveva respinto l'usucapione e ordinato il rilascio, senza però valutare a fondo il titolo di proprietà della società. La Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che il rigetto dell'eccezione di usucapione non esonera il giudice dal verificare la titolarità del bene in capo a chi agisce in rivendica, sebbene possa attenuare la cosiddetta 'probatio diabolica'.
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Esenzione IMU beni merce: quando si perde il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'impresa costruttrice perde il diritto all'esenzione IMU sui beni merce, come i box auto invenduti, se questi vengono destinati a un uso diverso dalla vendita. Nel caso specifico, l'aver messo i box a disposizione di un servizio di parcheggio pubblico è stato ritenuto sufficiente a far decadere il beneficio fiscale, sulla base di prove presuntive ritenute valide dai giudici.
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Esenzione IMU beni merce: quando decade il beneficio?
Una società di costruzioni si è vista negare l'esenzione IMU beni merce per alcuni box auto invenduti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'utilizzo di tali immobili per il servizio di parcheggio pubblico, anche se temporaneo, costituisce uno sviamento funzionale rispetto alla destinazione di vendita. Questo utilizzo economico alternativo fa decadere il diritto al beneficio fiscale, indipendentemente dalla presentazione della dichiarazione.
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Responsabilità liquidatore per debiti IVA: l’Ordinanza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del liquidatore di una società cancellata, confermando la sua responsabilità personale per i debiti IVA derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti. L'ordinanza ribadisce che, in caso di frode fiscale, l'onere di provare la propria estraneità e la dovuta diligenza ricade sul contribuente. La responsabilità del liquidatore sorge per non aver saldato i debiti tributari prima di distribuire gli attivi.
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Valore di transazione: dubbi fondati e prova doganale
Una società importatrice si è vista contestare il valore di transazione dichiarato per merci importate, a causa di 'fondati dubbi' sollevati dall'Agenzia delle Dogane sulla reale composizione dei beni. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'amministrazione doganale può legittimamente procedere alla rettifica del valore anche senza un accesso fisico o un'ispezione della merce, a condizione che sia stato garantito al contribuente il diritto di difendersi in un contraddittorio documentale. La sentenza chiarisce che, una volta sorti dubbi fondati, l'onere di provare la correttezza del valore dichiarato si sposta sull'importatore.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per i debiti fiscali delle associazioni non riconosciute, l'amministratore con un ruolo formale di gestione è presunto responsabile. La Corte ha chiarito che spetta all'amministratore stesso dimostrare la sua estraneità alla gestione per evitare la responsabilità patrimoniale personale. Questo principio inverte l'onere della prova, rafforzando la tutela dell'erario nei confronti della responsabilità amministratori.
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Regime del margine: quando non si applica agli usati
Una società di compravendita di auto ha impugnato un avviso di accertamento fiscale relativo all'errata applicazione del regime del margine IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale regime speciale non è applicabile se i veicoli usati sono acquistati da società di noleggio o leasing, in quanto si presume che l'IVA sia già stata detratta a monte. La Corte ha sottolineato la necessità per l'acquirente di esercitare la massima diligenza nel verificare la provenienza dei beni per poter beneficiare del trattamento fiscale agevolato.
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