LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2949 Codice Civile

Pagina 3 di 3

57 provvedimenti

Modifica domanda in opposizione a decreto ingiuntivo
Un fornitore agisce contro una cantina sociale per il pagamento di alcune fatture. La cantina prova di averle pagate, così il fornitore chiede il pagamento di fatture precedenti. La Cassazione chiarisce che questa modifica della domanda è legittima se connessa alla vicenda originaria. Inoltre, stabilisce che il credito del socio per la vendita di beni è soggetto a prescrizione ordinaria decennale, non a quella breve di cinque anni prevista per i rapporti sociali.
Continua »
Responsabilità amministratori: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore, confermando la sua condanna al risarcimento danni per il suo ruolo in una complessa frode fiscale che ha portato all'insolvenza della società. La decisione si fonda principalmente sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso, poiché l'appellante non ha fornito alla Corte gli elementi necessari per valutare le sue censure. La sentenza ribadisce la severità dei requisiti procedurali per l'accesso al giudizio di legittimità e la vasta portata della responsabilità degli amministratori che partecipano a schemi illeciti.
Continua »
Translatio iudicii tra Corte dei Conti e giudice civile
Una società a partecipazione pubblica avvia un'azione di responsabilità contro i suoi ex amministratori dinanzi alla Corte dei Conti. Quest'ultima dichiara il proprio difetto di giurisdizione per i fatti anteriori alla qualificazione della società come "in house". La società riassume la causa dinanzi al tribunale civile, ma la domanda viene respinta per prescrizione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rimette la questione alla pubblica udienza per decidere se l'istituto della translatio iudicii sia applicabile, conservando gli effetti della domanda originaria.
Continua »
Eccezione di inadempimento: compenso amministratore
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di pagamento dei compensi di un'amministratrice di una società poi fallita. La Corte ha stabilito che parte del credito era prescritta e che la curatela fallimentare aveva validamente sollevato l'eccezione di inadempimento, pur senza formule sacramentali, semplicemente allegando la grave mala gestio dell'amministratrice che aveva causato danni ingenti alla società.
Continua »
Responsabilità amministratori: analisi della Cassazione
Una recente ordinanza della Cassazione analizza la responsabilità amministratori e sindaci nel caso del fallimento di una società di navigazione. La Corte ha confermato la condanna per i danni derivanti da contratti di lavoro simulati, stipulati a favore dei proprietari di fatto, e da rovinose operazioni speculative in derivati. È stata ritenuta grave anche la negligenza dei sindaci nell'attività di controllo. La sentenza è stata però cassata con rinvio su un punto: la necessità di ricalcolare il danno a carico di un amministratore, tenendo conto delle transazioni già concluse dalla curatela con altri coobbligati.
Continua »
Responsabilità fondatore unico: Cassazione nega analogia
Una banca ha citato in giudizio l'ente fondatore unico (un Comune) di una fondazione insolvente, cercando di ritenerlo responsabile per i debiti dell'ente per analogia con le norme sulle società per azioni unipersonali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la norma sulla responsabilità illimitata del socio unico (vecchio art. 2362 c.c.) è eccezionale e non può essere estesa alle fondazioni. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione delle azioni risarcitorie.
Continua »
Responsabilità amministratori: quando scatta il danno
Una ex amministratrice di S.r.l. viene condannata per il danno causato dal mancato pagamento di imposte, nonostante al momento delle sue dimissioni il patrimonio sociale fosse ancora capiente. La Cassazione conferma la condanna, chiarendo che la responsabilità amministratori sorge dall'atto illecito che impoverisce la società (in questo caso, l'omissione fiscale che genera sanzioni e interessi), anche se l'insufficienza patrimoniale si manifesta in un secondo momento. La prescrizione dell'azione, inoltre, decorre non dall'atto ma dal momento in cui l'incapienza del patrimonio diventa oggettivamente percepibile ai creditori.
Continua »
Prescrizione contributi consortili: 10 anni, non 5
Un consorzio industriale richiedeva a una società immobiliare il pagamento di contributi arretrati. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi consortili è decennale e non quinquennale, poiché non si tratta di prestazioni periodiche ma di obblighi che sorgono annualmente con l'approvazione del bilancio. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata.
Continua »
Compensazione quota socio: quando è legittima?
Un ex socio di una s.r.l. ha richiesto la liquidazione della sua quota, ma la società ha opposto un proprio credito in compensazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ex socio, confermando la legittimità della compensazione della quota socio. La Corte ha stabilito che il momento rilevante per la prescrizione è quello in cui la società esercita il suo diritto di compensazione, ovvero durante la liquidazione della quota, rendendo irrilevante l'anteriorità dei singoli debiti.
Continua »
Prescrizione del credito pignorato: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla prescrizione del credito pignorato. In un caso riguardante la liquidazione della quota di un socio escluso, pignorata da suoi creditori, la Corte ha stabilito che la notifica dell'atto di pignoramento interrompe la prescrizione. Successivamente, l'avvio del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo crea un'interruzione permanente fino alla sentenza definitiva. La Corte ha quindi respinto il ricorso della società, confermando che il diritto di credito non era prescritto.
Continua »
Prescrizione crediti soci: stop dalle scritture contabili
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla prescrizione crediti soci verso una società in amministrazione straordinaria. Un'erede e creditrice aveva ottenuto il riconoscimento del suo credito, derivante da finanziamenti e utili non distribuiti, dal Tribunale. La società ha impugnato la decisione, eccependo la prescrizione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'iscrizione del debito nei bilanci della società costituisce un riconoscimento con efficacia interruttiva della prescrizione.
Continua »
Onere della prova: indennità a un amministratore
Un'azienda speciale di una Camera di Commercio ha richiesto la restituzione delle indennità versate a un ex amministratore, sostenendo che non fossero dovute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che grava sull'azienda l'onere della prova di dimostrare che lo statuto, all'epoca dei fatti, vietasse espressamente tali compensi. Poiché la norma che introduceva la gratuità della carica è entrata in vigore solo successivamente, la richiesta di restituzione è stata ritenuta infondata.
Continua »
Azione revocatoria scissione: competenza e fallimento
Le Sezioni Unite chiariscono la competenza per l'azione revocatoria di una scissione societaria. Sebbene l'azione rientri nella materia del Tribunale delle Imprese, quando promossa dal curatore fallimentare prevale la competenza inderogabile del Tribunale fallimentare. La decisione analizza la natura dell'azione e il conflitto tra competenze specializzate.
Continua »
Responsabilità amministratori associazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità degli amministratori di un'associazione non riconosciuta. Gli eredi del presidente defunto, citati per mala gestio, avevano chiamato in causa gli altri consiglieri. La Corte ha stabilito che la chiamata in garanzia era ammissibile e che la sospensione della prescrizione si applica anche a tali enti, annullando la decisione precedente per difetto di motivazione sulla quantificazione del danno. Il caso riguarda la distrazione di un fondo mutualistico per investimenti immobiliari.
Continua »
Prescrizione ripetizione utili: 5 o 10 anni?
La Cassazione ha stabilito che l'azione di una società per recuperare utili non dovuti, distribuiti ai soci in assenza di profitti reali, è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella quinquennale. L'azione, qualificata come ripetizione di indebito, si fonda su una causa di obbligazione autonoma rispetto al rapporto sociale, giustificando così l'applicazione del termine più lungo, un punto chiave nella gestione della prescrizione ripetizione utili.
Continua »
Compenso amministratore: quando è dovuto e perso
La Corte d'Appello ha esaminato il caso di un amministratore di società che chiedeva il pagamento del proprio compenso. La società si opponeva, avanzando una domanda riconvenzionale per prelievi ingiustificati. La Corte ha stabilito che il diritto al compenso amministratore, sebbene presunto, si prescrive in cinque anni. Inoltre, ha negato il compenso per il periodo non prescritto a causa del grave inadempimento dell'amministratore, che non aveva giustificato i prelievi. Di conseguenza, l'amministratore è stato condannato a restituire le somme prelevate, al netto di una piccola parte di compenso riconosciutagli per un breve periodo residuo.
Continua »
Prescrizione azione responsabilità fondazioni: 5 anni
Una fondazione di origine bancaria ha intentato un'azione di responsabilità contro i suoi ex amministratori e sindaci per presunta mala gestio. La Corte d'Appello, confermando la sentenza di primo grado, ha dichiarato l'azione prescritta. La decisione si fonda sull'applicazione analogica del termine di prescrizione quinquennale previsto per le società per azioni (art. 2393 c.c.), anziché quello ordinario decennale. La Corte ha motivato questa scelta evidenziando come la complessità gestionale, i requisiti di professionalità richiesti agli organi e la natura dell'attività patrimoniale delle fondazioni bancarie le rendano assimilabili alle società commerciali, giustificando l'applicazione della stessa disciplina sulla prescrizione per ragioni di certezza del diritto. L'appello è stato parzialmente accolto solo riguardo alla compensazione delle spese legali, data la novità e l'incertezza della questione giuridica.
Continua »