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Art. 2946 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

147 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Contributo di solidarietà sulla pensione: stop ai prelievi Cassa
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo operato da una Cassa di previdenza dei professionisti a titolo di contributo di solidarietà sulla pensione erogata a un iscritto. L'ente previdenziale privato aveva deliberato autonomamente una decurtazione sui trattamenti pensionistici già liquidati per esigenze di equilibrio finanziario. I giudici hanno stabilito che le Casse privatizzate non hanno il potere di imporre prelievi forzosi sui trattamenti in essere, poiché tale facoltà appartiene in via esclusiva al legislatore statale. Inoltre, la Suprema Corte ha chiarito che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme trattenute ingiustamente è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria e non a quella breve di cinque anni. La Cassa previdenziale soccombente deve quindi restituire integralmente tutti gli importi trattenuti e pagare le spese di lite.
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Prescrizione Imposta di Registro: Decennale o Triennale? La Cassazione Decide
Una Società ha contestato una cartella di pagamento per imposta di registro, sostenendo l'applicazione di un termine di `prescrizione imposta di registro` più breve (triennale o di decadenza). L'Agenzia delle Entrate ha invece applicato il termine ordinario decennale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Società. Ha ribadito che, una volta definitivo l'avviso di liquidazione, per la riscossione dell'imposta di registro si applica il termine di prescrizione decennale, come previsto dall'Art. 78 del d.P.R. n. 131/1986, e non i termini più brevi di decadenza o prescrizione triennale. La Società ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Contributi Previdenziali: Prescrizione, Cassa e Pensionati
La Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti ha richiesto la restituzione di un contributo di solidarietà a due Pensionati, ma la Corte d'Appello ha stabilito che tale contributo non era dovuto. La Cassa ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando anche la questione della `prescrizione contributi previdenziali`, contestando se il termine fosse di cinque o dieci anni. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto (carattere nomofilattico), ha deciso di non pronunciarsi immediatamente. Ha invece rimesso la causa a un'altra sezione per una decisione più approfondita, senza entrare nel merito della controversia.
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Prescrizione sanzioni tributarie: Contribuente vince contro Fisco
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un contribuente che ha contestato una cartella esattoriale per crediti tributari, sanzioni e interessi. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che aveva applicato la prescrizione quinquennale. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale sulla prescrizione sanzioni tributarie: se la cartella esattoriale non si basa su una sentenza passata in giudicato (cioè definitiva), il termine di prescrizione per le sanzioni e gli interessi è di cinque anni. L'Agenzia delle Entrate ha perso il ricorso, confermando la vittoria del contribuente.
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Imposta di Registro: La Prescrizione dei Crediti Tributari è Decennale
Un Contribuente ha impugnato alcune intimazioni di pagamento relative a cartelle esattoriali, eccependo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte d'Appello ha riconosciuto la `prescrizione crediti tributari` per tre cartelle, ma l'ha negata per una riguardante l'imposta di registro, ritenendo applicabile il termine decennale. Il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la mancata opposizione alla cartella non trasforma il termine di prescrizione da breve a decennale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che i crediti erariali, inclusa l'imposta di registro, hanno un termine di `prescrizione crediti tributari` ordinario di dieci anni, salvo diversa previsione specifica, e la mancata impugnazione della cartella non modifica tale termine.
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Contributo di solidarietà: La Cassazione rinvia sul rimborso ai Commercialisti
L'Ente Nazionale di Previdenza dei Commercialisti ha contestato il rimborso di un contributo di solidarietà a un professionista in pensione. I giudici di merito avevano già stabilito che il contributo non era dovuto. La Cassazione, esaminando il ricorso dell'Ente, ha rilevato una questione cruciale sulla prescrizione del diritto al rimborso. Ritenendo questa questione di carattere nomofilattico, ha deciso di rimettere la causa a un'altra sezione per una decisione più approfondita.
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Prescrizione tributi erariali: vale il termine di 10 anni
L'Agente della Riscossione ha notificato al contribuente un'intimazione di pagamento per debiti relativi a IRPEF, IRAP e IVA. I giudici tributari d'appello hanno annullato l'atto, ritenendo decorso il termine breve di cinque anni tra la notifica della cartella esattoriale e l'intimazione successiva. L'Erario ha quindi presentato ricorso davanti ai giudici di legittimità. La Suprema Corte ha accolto le ragioni del Fisco, ribadendo che la prescrizione tributi erariali segue sempre il termine ordinario decennale e non quello quinquennale. Le imposte statali non costituiscono infatti prestazioni periodiche e conservano la durata ordinaria anche in assenza di una sentenza definitiva passata in giudicato.
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Prescrizione Tributi Erariali: Notifica Valida, Termine Decennale
Un Contribuente ha contestato le intimazioni di pagamento relative a diverse cartelle. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato le cartelle, sostenendo irregolarità nelle notifiche e l'avvenuta prescrizione tributi erariali. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che la notifica al portiere è valida se seguita da raccomandata informativa e che la prescrizione tributi erariali (IRPEF, IRES, IRAP, IVA) è decennale. La Corte ha inoltre ribadito che la mancata impugnazione di una cartella non converte un termine di prescrizione breve in uno lungo, salvo sentenza definitiva. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Contributo di solidarietà sulle pensioni: la Cassa deve restituirlo
La Cassa di previdenza dei professionisti ha applicato un prelievo forzoso sui trattamenti di quiescenza già liquidati per esigenze di bilancio. I giudici di merito hanno dichiarato l'illegittimità delle somme trattenute e hanno condannato l'ente alla restituzione integrale degli importi versati. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso della Cassa. Gli ermellini hanno chiarito che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni costituisce una prestazione patrimoniale obbligatoria soggetta alla riserva di legge statale ex art. 23 della Costituzione. Gli enti previdenziali privatizzati non possiedono l'autorità regolamentare per introdurre simili prelievi. Inoltre, l'azione di recupero promossa dal pensionato per ottenere le somme illegittimamente decurtate soggiace all'ordinaria prescrizione decennale e non al termine breve quinquennale.
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Prescrizione cartella esattoriale IRPEF: il termine è decennale
L'Agenzia delle Entrate ha inviato un'intimazione di pagamento a Il Contribuente per una cartella relativa all'IRPEF. Il Contribuente ha sostenuto che il credito fosse prescritto per il decorso di cinque anni tra la cartella e l'intimazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione cartella esattoriale IRPEF è decennale. I giudici hanno chiarito che la mancata impugnazione dell'atto rende il debito incontestabile, ma non riduce il termine di prescrizione ordinario di dieci anni previsto per le imposte statali. Poiché il termine decennale non era scaduto, l'Agenzia delle Entrate ha vinto il ricorso e la decisione favorevole al debitore è stata annullata.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il taglio della cassa
Un ente previdenziale privatizzato ha applicato sulle rate di pensione di un professionista una trattenuta mensile a titolo di contributo di solidarietà. Il pensionato ha contestato il prelievo e ha chiesto la restituzione di tutte le somme indebitamente trattenute dalla cassa. I giudici di merito hanno accolto la domanda del professionista, dichiarando illegittima la decurtazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'ente. La Suprema Corte ha stabilito che le casse professionali non possiedono il potere di imporre prelievi patrimoniali straordinari sui trattamenti pensionistici già consolidati, poiché tale facoltà appartiene solo alla legge. I giudici hanno inoltre chiarito che il diritto al recupero delle trattenute indebite si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non in quello breve di cinque.
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Rivalutazione contributiva amianto: il ritardo costa il beneficio
Un lavoratore ha richiesto all'ente previdenziale i benefici pensionistici per esposizione a sostanze nocive. L'ente ha eccepito la prescrizione del diritto. Il lavoratore aveva presentato la prima domanda all'ente assicuratore nel 2005 e la richiesta previdenziale nel 2015. I giudici hanno accertato il superamento del termine decennale senza atti interruttivi. La rivalutazione contributiva amianto si prescrive infatti in dieci anni decorrenti dalla consapevolezza dell'esposizione, coincidente con la prima istanza amministrativa. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda del lavoratore per intervenuta prescrizione del diritto azionato.
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Imposta di Registro: Prescrizione Decennale, Non Decadenza Breve
Il Ministero della Giustizia ha impugnato una decisione relativa a una cartella di pagamento per imposta di registro, emessa nei confronti di una Società. La tassa riguardava un atto giudiziario divenuto definitivo. La Società contestava la notifica della cartella oltre il termine di decadenza. La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto il ricorso della Società. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che per l'imposta di registro su atti giudiziari definitivi, il termine applicabile per la riscossione è quello decennale di prescrizione, e non il più breve termine di decadenza previsto per l'accertamento.
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Lite Fisco e rimborso IVA: definizione agevolata della lite
Una società contribuente ha richiesto il rimborso di un credito IVA maturato in un anno in cui aveva omesso la dichiarazione fiscale. L'Amministrazione Finanziaria ha respinto la richiesta. I giudici di merito hanno però dato ragione alla contribuente, accertando la tempestività dell'istanza e l'operatività della prescrizione decennale. L'Amministrazione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha depositato istanza per accedere alla definizione agevolata della lite tributaria introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. La Suprema Corte ha preso atto della volontà di chiudere la contesa in via agevolata e ha disposto la sospensione del processo, rinviando la trattazione a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Prescrizione Risarcimento TFR: Notifica Errata Blocca la Cassazione
Un ex lavoratore ha chiesto il risarcimento danni a un ente pubblico per il tardivo investimento delle somme destinate al TFR. La Corte d'Appello ha respinto la sua domanda, ritenendo il diritto prescritto con il termine quinquennale, anziché decennale. Il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha rilevato un errore nella notifica del ricorso all'ente pubblico. Ha quindi disposto il rinvio della causa e la rinnovazione della notifica, senza ancora decidere sulla questione della prescrizione risarcimento TFR.
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Prescrizione cartelle esattoriali: Agenzia perde per ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione contro una sentenza che aveva parzialmente annullato un'iscrizione ipotecaria. L'iscrizione era dovuta al mancato pagamento di cartelle esattoriali. I giudici precedenti avevano applicato il termine di prescrizione quinquennale per alcuni crediti, dichiarandoli estinti. L'Agenzia sosteneva invece che la prescrizione dei crediti tributari fosse decennale e che il termine fosse stato sospeso. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che i motivi presentati non coglievano la ragione principale della decisione impugnata e mancavano di autosufficienza. La sentenza precedente si basava sulla mancata prova della valida notifica di tutte le cartelle, non solo sull'errata applicazione del termine di prescrizione cartelle esattoriali.
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Prescrizione tributi erariali: Cassazione conferma dieci anni per IRPEF
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione dei tributi erariali. Un Contribuente contestava debiti IRPEF e addizionali dal 1999 al 2002, sostenendo la prescrizione quinquennale. L'Agenzia delle Entrate Riscossione, invece, chiedeva l'applicazione del termine decennale. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che i tributi erariali, come l'IRPEF, si prescrivono in dieci anni, non in cinque. Questo perché non sono considerati prestazioni periodiche, ma si riferiscono a singoli anni d'imposta. La sentenza ha cassato la decisione precedente, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Prescrizione del Credito Tributario: La Cassazione chiarisce i termini
Un Contribuente ha impugnato una cartella esattoriale relativa alla TARSU, contestando la tardività della notifica e la **prescrizione del credito tributario**. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato torto al Contribuente. La Corte di Cassazione ha chiarito che la mancata impugnazione di un atto tributario non trasforma automaticamente la **prescrizione del credito tributario** breve (quinquennale per la TARSU) in decennale. Questo avviene solo se esiste una sentenza definitiva. La Corte ha accolto il ricorso del Contribuente, rinviando la causa alla Commissione Tributaria Regionale per una nuova decisione.
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Prescrizione Crediti Tributari: Decennale o Quinquennale? La Cassazione Chiarisce
Una Contribuente ha contestato la prescrizione di crediti IRPEF, IVA, IRAP e imposta di registro, oltre alla regolarità della notifica di alcune cartelle di pagamento. La Commissione Tributaria Regionale aveva stabilito la prescrizione decennale per i tributi erariali e la validità della notifica anche se a persona diversa dal destinatario, ma senza l'invio della comunicazione di avvenuta notifica (CAN). La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione crediti tributari è decennale per IRPEF, IVA, IRAP, poiché l'obbligazione è unitaria. Ha anche ribadito che la notifica di atti tributari al portiere richiede solo una raccomandata
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Notifica PEC casella piena: il ricorso del Fisco va in udienza
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro Il Contribuente per contestare l'annullamento di intimazioni di pagamento relative a debiti IRPEF. Durante il procedimento di legittimità è emersa una questione nodale sulla notifica PEC casella piena del destinatario. Il gestore telematico ha registrato la mancata consegna del ricorso a causa del riempimento della casella di posta certificata. La Corte di Cassazione ha rilevato l'assenza di un'immediata evidenza decisoria sulla validità di tale notificazione. Con ordinanza interlocutoria, i giudici hanno trasmesso il fascicolo alla Sezione Tributaria ordinaria per la trattazione in pubblica udienza, rinviando ogni decisione sul merito della pretesa fiscale.
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