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Art. 2946 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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486 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Notifica cartella: sanatoria con intimazione successiva
Un contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento originarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata impugnazione di una successiva intimazione di pagamento sana il vizio di notifica della cartella originaria. Se il contribuente acquisisce conoscenza del debito tramite un atto successivo e non lo contesta, non può più far valere il difetto di notifica iniziale. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale per tributi come IRPEF e IVA.
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Impugnabilità estratto di ruolo: nuove condizioni
Un contribuente ha impugnato degli estratti di ruolo relativi a diverse cartelle di pagamento, sostenendo di non averle mai ricevute. L'Agente della Riscossione si è opposto. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa (art. 3-bis d.l. 146/2021), ha stabilito che l'impugnabilità dell'estratto di ruolo non è più un diritto incondizionato. È necessario dimostrare un pregiudizio concreto e specifico, come previsto dalla nuova norma. Poiché il contribuente non ha fornito tale prova, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso originario, cassando la sentenza precedente senza rinvio.
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Prescrizione crediti tributari: 10 o 5 anni? Decide la Cassazione
Un contribuente ha contestato diverse cartelle esattoriali per IRPEF, IRAP e IVA, eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6916/2025, ha chiarito le regole sulla prescrizione dei crediti tributari. Ha stabilito che per i tributi erariali (IRPEF, IVA) si applica il termine ordinario di dieci anni, mentre per le sanzioni e gli interessi il termine è di cinque anni. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato un termine unico, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione crediti erariali: la richiesta di rateizzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei crediti erariali per tributi come IRPEF, IRAP e IVA è decennale, non quinquennale. Inoltre, ha chiarito che la richiesta di rateizzazione del debito da parte del contribuente costituisce un atto interruttivo della prescrizione, poiché implica un riconoscimento del debito stesso. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva erroneamente ritenuto prescritti i crediti e ignorato l'effetto della domanda di rateizzazione.
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Prescrizione crediti tributari: 10 o 5 anni? Cassazione
Una contribuente impugna una cartella esattoriale per un debito IRPEF risalente al 1993, eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6211/2025, chiarisce la differente natura della prescrizione crediti tributari: si applica il termine ordinario di dieci anni per l'imposta principale (IRPEF), ma il termine breve di cinque anni per le componenti accessorie come interessi e sanzioni. La sentenza di secondo grado, che aveva applicato il termine decennale a tutto il credito, viene cassata con rinvio.
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Intimazione di pagamento: quando è obbligatorio impugnarla
La Corte di Cassazione stabilisce che l'intimazione di pagamento è un atto che va obbligatoriamente impugnato. Se il contribuente non contesta questo atto, non potrà più far valere in un momento successivo, come durante un pignoramento, vizi precedenti come la prescrizione del credito. La mancata impugnazione rende definitiva l'obbligazione tributaria.
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Notifica atti fiscali: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, stabilendo principi chiave sulla notifica atti fiscali. È stata confermata la validità della prova della notifica prodotta in copia durante il giudizio d'appello e l'inapplicabilità della Comunicazione di Avvenuta Notifica (CAN) per le notifiche dirette via posta. Inoltre, è stato ribadito che la prescrizione per il credito IRPEF è decennale e non quinquennale.
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Rendita catastale parcheggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un parcheggio coperto, anche se gratuito e pertinenziale a un centro commerciale, possiede un'autonoma capacità reddituale. Di conseguenza, è corretto attribuirgli una propria rendita catastale (nella specie, categoria D/8), distinta da quella delle unità commerciali principali. La Corte ha rigettato il ricorso di due società, confermando che la funzionalità del parcheggio incrementa la redditività complessiva del centro, giustificandone un classamento separato.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una contribuente impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti e la prescrizione dei crediti. Sebbene i giudici di merito le avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Applicando una nuova legge (norma sopravvenuta) con effetto retroattivo, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e specifico, come l'esclusione da appalti. La domanda è stata quindi respinta per carenza di interesse ad agire.
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Notifica nulla ma sanabile se raggiunge lo scopo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 585/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia processuale: una notifica nulla, come quella di un ricorso tributario inviato per posta anziché via PEC, è da considerarsi sanata se l'atto raggiunge comunque il suo scopo, ovvero se il destinatario si costituisce in giudizio. La Corte distingue tra nullità (vizio sanabile) e inesistenza (vizio insanabile), affermando che l'utilizzo di un metodo di notifica diverso da quello telematico obbligatorio configura una mera nullità, la cui sanatoria ha effetto retroattivo (ex tunc), rendendo ammissibile il ricorso sin dall'origine.
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Prescrizione pretesa fiscale: quando decorre?
Una società contesta una cartella di pagamento, sostenendo la prescrizione decennale della pretesa fiscale. Il contenzioso si estingue per mancata riassunzione. La Cassazione chiarisce che la prescrizione pretesa fiscale decorre dalla definitività dell'atto impositivo, non dalla notifica originale, ribaltando le decisioni dei giudici di merito.
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Credito revolving accise: la Cassazione chiarisce
Una società ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta derivante da versamenti di accise eccedenti il dovuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di rapporto continuativo, il credito ha natura di 'credito revolving'. Di conseguenza, il termine di decadenza biennale per la richiesta di rimborso non decorre da ogni singolo versamento, ma dalla data di presentazione dell'ultima dichiarazione annuale che certifica un'eccedenza non più compensabile, proteggendo così il diritto del contribuente.
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Prescrizione sanzioni: 5 anni per sanzioni e interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3195/2025, ha stabilito che la prescrizione per le sanzioni tributarie e per gli interessi è quinquennale, anche se il tributo principale si prescrive in dieci anni. Il caso riguardava una società del settore turistico che aveva impugnato una cartella di pagamento. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che sanzioni e interessi sono obbligazioni autonome con un proprio termine di prescrizione, fissato rispettivamente dal D.Lgs. 472/1997 e dal Codice Civile.
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Notifica nulla cartella: valida se raggiunge lo scopo
Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale lamentando, tra l'altro, una notifica nulla perché eseguita da un operatore postale privato non abilitato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica, sebbene viziata, non è inesistente. Poiché la contribuente ha ricevuto l'atto e ha proposto ricorso, la notifica ha raggiunto il suo scopo e il vizio è stato sanato. La Corte ha inoltre ribadito che per crediti come IRPEF e IVA si applica la prescrizione decennale e non quella quinquennale.
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Notifica irreperibilità assoluta: quando è valida?
Un contribuente contesta delle cartelle esattoriali per un vizio di notifica, essendo state recapitate presso la vecchia residenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo valida la notifica per irreperibilità assoluta. Secondo i giudici, se le verifiche anagrafiche non rivelano un cambio di residenza, la procedura è corretta e l'onere di comunicare il trasferimento grava sul cittadino. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale per i tributi contestati.
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Notifica nulla e prescrizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notifica di un atto fiscale è nulla se non rispetta le procedure corrette, anche se queste sono state definite da una sentenza della Corte Costituzionale successiva alla notifica stessa. Il caso riguardava un contribuente che contestava un'intimazione di pagamento per debiti vecchi, sostenendo la prescrizione. L'Agenzia delle Entrate riteneva che la prescrizione fosse stata interrotta da notifiche precedenti. La Cassazione ha chiarito che la pronuncia di incostituzionalità sulle modalità di notifica ha efficacia retroattiva sui rapporti non ancora 'esauriti', cioè quelli ancora oggetto di contestazione giudiziaria. Di conseguenza, la notifica nulla non ha interrotto la prescrizione, portando all'accoglimento del ricorso del contribuente.
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Prescrizione contributi consortili: 5 o 10 anni?
Un Consorzio di Bonifica ha impugnato una sentenza che applicava la prescrizione di cinque anni ai contributi per l'utenza irrigua. Il Consorzio sostiene che il termine corretto sia quello decennale. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla natura e sulla prescrizione dei contributi consortili, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce la durata della prescrizione dei crediti erariali. Un contribuente si opponeva a una richiesta di pagamento sostenendo la prescrizione quinquennale dei debiti. La Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, ha stabilito che per imposte come IRPEF e IVA si applica il termine ordinario decennale, non quello breve di cinque anni, in quanto l'obbligazione tributaria non ha natura periodica.
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Prescrizione crediti erariali: 10 o 5 anni? Decide la Cassazione
Un contribuente impugna una comunicazione di iscrizione ipotecaria basata su vecchie cartelle di pagamento, eccependo la prescrizione crediti erariali di 5 anni. L'Agente della Riscossione sostiene il termine decennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4723/2025, chiarisce la distinzione: il credito per tributi erariali si prescrive in dieci anni (prescrizione ordinaria), mentre sanzioni e interessi si prescrivono nel termine più breve di cinque anni. La Corte ha inoltre dichiarato l'estinzione parziale del giudizio per omessa pronuncia su un annullamento di debiti minori.
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Difesa erariale: ricorso nullo se l’Agenzia sbaglia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. La decisione non si basa sul merito della questione tributaria (prescrizione dei crediti), ma su un vizio procedurale decisivo: la violazione delle norme sulla difesa erariale. L'Agenzia, infatti, era rappresentata da un avvocato del libero foro anziché dall'Avvocatura dello Stato, come previsto per i giudizi di legittimità, senza aver provato la sussistenza delle necessarie condizioni di deroga.
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