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Art. 2946 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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486 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Notifica cartella esattoriale: le regole della Cassazione
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per vecchie cartelle fiscali, eccependo vizi nella notifica cartella esattoriale e l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, chiarendo le diverse modalità di notifica (postale, a mani, al portiere) e i relativi requisiti, come la necessità o meno della raccomandata informativa. La Corte ha inoltre ribadito la distinzione tra la prescrizione decennale per i tributi erariali e quella quinquennale per sanzioni e interessi, annullando parte del debito accessorio.
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Prescrizione debiti fiscali: la notifica alla società
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei debiti fiscali relativi all'IRPEF è decennale. Inoltre, ha chiarito che la notifica di una cartella di pagamento a una società di persone interrompe la prescrizione anche per i soci illimitatamente responsabili, in virtù del vincolo di solidarietà. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente che aveva erroneamente dichiarato prescritto il debito di un socio, al quale la cartella era stata notificata cinque anni dopo la notifica alla società.
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Avviso di mora: quando è inoppugnabile la pretesa
Un contribuente ha impugnato un avviso di mora del 2007, sostenendo la mancata notifica della cartella esattoriale presupposta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la mancata impugnazione di un precedente avviso di mora, identico e notificato nel 1997, aveva reso la pretesa tributaria definitiva e inoppugnabile. Di conseguenza, il secondo avviso di mora era un atto meramente reiterativo, non contestabile per vizi degli atti precedenti ormai sanati.
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Avviso di mora inoppugnabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata impugnazione di un primo avviso di mora rende la pretesa tributaria definitiva e inattaccabile. Di conseguenza, il contribuente non può contestare un successivo avviso di mora, identico nel contenuto, eccependo la mancata notifica dell'atto presupposto (come la cartella di pagamento). Il primo atto non contestato ha sanato ogni vizio precedente, rendendo il debito esigibile.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un'iscrizione ipotecaria, sostenendo la mancata e invalida notifica della cartella esattoriale e la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, confermando la validità della notifica effettuata tramite posta raccomandata a un familiare convivente. Ha inoltre ribadito che per i principali tributi erariali si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Ricorso tardivo contro cartelle: inammissibilità
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento e un avviso di iscrizione ipotecaria molti anni dopo la loro notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità del ricorso tardivo, in quanto presentato ben oltre il termine di decadenza di 60 giorni. L'ordinanza chiarisce inoltre che, una volta notificata e non opposta una cartella, il credito tributario si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non in quello, più breve, previsto per i singoli tributi.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per debiti fiscali risalenti agli anni '80, eccependo la prescrizione dei crediti tributari. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto l'acquisizione dei fascicoli dei gradi di merito. La Corte intende verificare la corretta riproposizione dell'eccezione di prescrizione in appello e valutare la questione della decadenza del potere di riscossione, non rilevata dal giudice precedente.
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Prescrizione Imposta di Registro: 10 anni, ecco perché
Un contribuente ha contestato un sollecito di pagamento per imposta di registro, lamentando un vizio di notifica della cartella originaria e l'applicazione di un termine di prescrizione errato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che le attestazioni del messo notificatore sono atti pubblici e possono essere contestate solo con querela di falso. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dell'imposta di registro è decennale per legge, e non quinquennale.
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Prescrizione tributi locali: Cassazione conferma 5 anni
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione di cinque anni per i tributi locali come la TARSU. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione sosteneva un termine decennale, ma la Corte ha ribadito che la prescrizione breve si applica a prestazioni periodiche e il termine più lungo vale solo per crediti accertati con sentenza definitiva, non per una semplice cartella di pagamento. Il ricorso dell'Agenzia è stato quindi respinto, confermando la correttezza della decisione dei giudici di merito sulla prescrizione tributi locali.
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Rateizzazione debito tributario: interrompe la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32679/2024, ha stabilito che la richiesta di rateizzazione di un debito tributario costituisce un atto di riconoscimento del debito stesso, con conseguente interruzione della prescrizione. L'Agente della Riscossione aveva impugnato una sentenza di secondo grado che aveva dichiarato prescritti alcuni crediti tributari nonostante il contribuente avesse presentato un'istanza per pagarli a rate. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che la rateizzazione del debito tributario, pur non essendo una rinuncia a contestare la pretesa, è incompatibile con l'eccezione di prescrizione e ha chiarito che per i tributi erariali si applica il termine decennale.
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Prescrizione cartelle esattoriali: la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria per un debito di oltre 116.000 euro, sostenendo la prescrizione di diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto i motivi relativi alla prescrizione cartelle esattoriali, stabilendo che la mancata impugnazione di una cartella non converte il termine di prescrizione breve (es. 3 o 5 anni) in quello ordinario decennale. La Corte ha cassato la sentenza precedente e ha rinviato il caso per una nuova valutazione dei termini di prescrizione applicabili a ciascun tributo.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un sollecito di pagamento per vari tributi, eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32895/2024, ha accolto il ricorso, chiarendo la differente natura della prescrizione crediti tributari. Per i tributi locali periodici come la TARSU, il termine è quinquennale. Per i tributi statali annuali come l'IRPEF e il Canone RAI, si applica il termine ordinario decennale. La Corte ha cassato la sentenza precedente che applicava indistintamente il termine di dieci anni, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Prescrizione interessi tributari: 5 anni, non 10
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto il pagamento di interessi maturati durante la sospensione di un precedente giudizio tributario. Il contribuente ha eccepito la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha confermato che, in assenza di una sentenza passata in giudicato, la prescrizione per gli interessi tributari è di cinque anni (quinquennale) e non di dieci (decennale), respingendo il ricorso dell'ente impositore.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento basandosi sulla prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34398/2024, ha ribaltato la decisione del giudice di merito, affermando che la prescrizione crediti erariali, come IRPEF e IVA, è decennale. La Corte ha chiarito che tali tributi, pur essendo annuali, costituiscono obbligazioni autonome e non pagamenti periodici, escludendo così l'applicazione del termine breve. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Rottamazione-quater: estinzione del processo tributario
Un contribuente, dopo un lungo contenzioso fiscale per Irpef e Iva relativo al 1996, ha aderito alla "Rottamazione-quater" pagando il dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto della definizione agevolata, ha dichiarato estinto il giudizio, ponendo fine alla disputa. Le spese legali sono state poste a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Impugnazione estratto di ruolo: l’interesse ad agire
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso iniziale inammissibile. La decisione si fonda sulla mancanza di un "interesse ad agire" concreto da parte del contribuente, poiché l'ente della riscossione non aveva ancora avviato alcuna azione esecutiva. La sentenza chiarisce che la semplice conoscenza di un'iscrizione a ruolo tramite estratto non è sufficiente per avviare un'azione legale, se non si dimostra un pregiudizio attuale e concreto.
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Rimborso IVA: 10 anni se cessa l’attività
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di cessazione dell'attività, la richiesta di rimborso IVA indicata nella dichiarazione fiscale è soggetta al termine di prescrizione ordinario di dieci anni e non al termine di decadenza biennale. Un'erede ha agito per ottenere un credito IVA del defunto, e la Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, la quale sosteneva la tardività della richiesta. È stato inoltre dichiarato inammissibile il motivo con cui l'Agenzia contestava per la prima volta in Cassazione la prova del credito.
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Sospensione giudizio tributario per rottamazione
Un contribuente, in causa con l'Agente della Riscossione per la prescrizione di alcune cartelle esattoriali, ha richiesto la sospensione del giudizio tributario pendente in Cassazione a seguito dell'adesione alla "Rottamazione-quater". La Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione, concedendo alle parti 60 giorni per fornire la documentazione completa che attesti il regolare pagamento delle rate del piano di definizione agevolata, ritenendo insufficiente la prova di un unico versamento.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un contribuente si opponeva a una richiesta di pagamento per sanzioni e interessi, eccependo la prescrizione quinquennale. Mentre il ricorso dell'agente della riscossione era pendente, una nuova legge ha annullato i debiti oggetto della controversia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse, dichiarando il ricorso inammissibile e disponendo la compensazione integrale delle spese legali tra le parti.
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Prescrizione crediti tributari: 10 anni per IRAP e IVA
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per debiti IRAP e IVA, sostenendo la loro estinzione per decorrenza del termine di cinque anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32881/2024, ha ribaltato la decisione dei giudici di merito, chiarendo che la corretta prescrizione dei crediti tributari come IRAP e IVA è quella ordinaria di dieci anni, poiché non costituiscono prestazioni periodiche.
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