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Art. 2946 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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420 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Prescrizione indebito retributivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di prescrizione indebito retributivo. Un ente pubblico aveva tentato di recuperare somme erogate a due dipendenti oltre dieci anni prima, a titolo di assegno ad personam. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, confermando la decisione d'appello che aveva sancito l'avvenuta prescrizione del diritto al recupero. La sentenza sottolinea che la Cassazione non può riesaminare nel merito i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Prescrizione crediti INPS: 5 o 10 anni?
Una società si opponeva a un'iscrizione ipotecaria per crediti previdenziali, sostenendone l'avvenuta prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso dell'Agente di riscossione per motivi specifici, ha ribadito un principio fondamentale sulla prescrizione crediti INPS: se la cartella di pagamento non viene impugnata nei termini, il diritto alla riscossione si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non più in quello breve di cinque.
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Legittimazione ad agire: Riscossione e Crediti INPS
L'Agente della Riscossione ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti alcuni crediti previdenziali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7372/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo fondamentale è la carenza di legittimazione ad agire dell'agente: solo l'ente impositore (in questo caso l'Ente Previdenziale) è titolare del diritto e può quindi discutere nel merito della pretesa, inclusa l'eccezione di prescrizione. L'agente è un mero esattore e non può sostituirsi al creditore.
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Prescrizione amianto: quando inizia a decorrere?
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto a causa della prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che il termine di prescrizione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore dimostra consapevolezza dell'esposizione, presentando domanda di accertamento all'ente assicuratore. Questa ordinanza sottolinea l'importanza di agire tempestivamente.
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Prescrizione amianto: quando inizia a decorrere?
Un lavoratore si è visto negare i benefici per l'esposizione ad amianto a causa della prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7322/2024, ha confermato che il termine di prescrizione amianto decorre dal momento della presentazione della domanda di accertamento all'INAIL. Tale atto dimostra la piena consapevolezza del lavoratore, rendendo irrilevante l'esito, anche negativo, della richiesta stessa ai fini del decorso del tempo per agire verso l'INPS.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
Un ente previdenziale aveva imposto un "contributo di solidarietà" sulle pensioni dei suoi iscritti basandosi su un proprio regolamento interno. Un pensionato ha contestato questa trattenuta. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che il contributo di solidarietà costituisce una prestazione patrimoniale imposta che, secondo la Costituzione, può essere introdotta solo da una legge. L'autonomia regolamentare dell'ente non può estendersi fino a creare tali prelievi. Il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'agenzia di riscossione in un caso di prescrizione contributi previdenziali. Ha inoltre rigettato il ricorso dell'ente impositore, chiarendo che la prescrizione quinquennale in materia previdenziale è un principio di ordine pubblico e non può essere rinunciata, neanche con una richiesta di rateizzazione successiva alla sua maturazione.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che solo la legge statale può introdurre prelievi patrimoniali, non le Casse autonome. È stato inoltre chiarito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Prescrizione decennale per il dipendente infedele
Un ex dipendente bancario, responsabile di ammanchi, sosteneva che la richiesta di restituzione della banca fosse prescritta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'applicazione della prescrizione decennale dipendente (ordinaria) e non quella più breve legata al reato. La Corte ha stabilito che l'illecito del lavoratore costituisce una violazione degli obblighi contrattuali del rapporto di lavoro, giustificando così il termine di prescrizione più lungo. Inoltre, ha chiarito che l'esito del processo penale non vincola il giudice civile nella valutazione della responsabilità contrattuale.
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Prescrizione incentivo esodo: 5 o 10 anni? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5188/2024, ha stabilito che la prescrizione per l'incentivo all'esodo è di cinque anni. Un ex dipendente aveva richiesto un ricalcolo dell'incentivo, ma la sua domanda è stata respinta perché presentata oltre il termine. La Corte ha chiarito che tale incentivo ha natura retributiva, assimilabile alle indennità di fine rapporto, e non deriva da un accordo novativo che giustificherebbe una prescrizione decennale.
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Prescrizione credito restitutorio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa alla richiesta di alcuni professionisti di restituzione di somme indebitamente trattenute da un ente comunale. La Corte ha stabilito che, per determinare la corretta prescrizione del credito restitutorio, è necessario un'analisi dettagliata della natura del credito, della periodicità dei pagamenti e dell'eventuale esistenza di un precedente giudicato. La mancanza di chiarezza su questi punti ha reso la decisione di secondo grado errata, portando al rinvio del caso per un nuovo esame.
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Prescrizione danno contrattuale: 10 anni, non 5
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3990/2024, ha stabilito che la domanda di risarcimento per perdita di chance, derivante dall'inadempimento contrattuale del datore di lavoro (nella specie, la mancata istituzione di un fondo per la retribuzione di risultato), è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella quinquennale prevista per i crediti retributivi. La Corte ha accolto il ricorso di alcuni dirigenti sanitari su questo punto, cassando la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato il termine più breve. La decisione chiarisce una distinzione fondamentale tra pretesa risarcitoria e pretesa retributiva, con importanti conseguenze sulla durata del diritto ad agire in giudizio.
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Prescrizione credito da lavoro: quando scatta?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che chiedeva la restituzione di somme erogate a dipendenti oltre i termini di prescrizione. Il caso riguarda la prescrizione del credito da lavoro per la ripetizione di un assegno 'ad personam' il cui riassorbimento era stato sospeso. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale decorre dal momento in cui il diritto al recupero poteva essere esercitato, non dalla fine del periodo di erogazione continuata, respingendo la tesi dell'ente e consolidando i principi sull'interpretazione degli accordi e sul dies a quo della prescrizione.
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Prescrizione decennale medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2913/2024, ha stabilito che si applica la prescrizione decennale medici specializzandi per i crediti relativi alla rivalutazione e rideterminazione delle borse di studio. La Corte ha chiarito che, non essendo tali crediti liquidi ed esigibili senza un atto specifico della P.A., non può applicarsi la prescrizione breve di cinque anni. La decisione si fonda anche sul fatto che la mancata corresponsione deriva dall'inadempimento di obblighi comunitari, configurando una responsabilità contrattuale dello Stato.
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Giudicato: limiti all’azione legale e abuso processo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un candidato idoneo in una graduatoria del 1999, il quale lamentava la mancata assunzione da parte di un ente pubblico. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la questione era già coperta da precedente giudicato, formatosi in seguito a numerosi contenziosi tra le stesse parti. Anche se il ricorrente ha tentato di basare la nuova azione su una delibera successiva, la Corte ha ritenuto che tale atto rientrasse nell'ambito di ciò che era già stato deciso o che si sarebbe potuto decidere nei precedenti giudizi. Infine, il ricorrente è stato condannato per abuso del processo a causa della sua insistenza nel riproporre la medesima lite.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri iscritti. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, viola la riserva di legge prevista dalla Costituzione e non può essere introdotto tramite regolamenti interni dell'ente. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge: un prelievo patrimoniale di questo tipo non può essere introdotto da un semplice regolamento interno dell'ente, ma necessita di una specifica norma di legge. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero.
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Prescrizione rimborso premi: da quando decorre?
Una società chiedeva il rimborso di premi assicurativi versati per un errato inquadramento di settore. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 717/2024, ha stabilito che la prescrizione del diritto al rimborso decorre dalla data di ogni singolo pagamento non dovuto e non dal successivo atto di riclassificazione dell'ente. Di conseguenza, l'azione della società, avviata a distanza di anni, è stata giudicata tardiva e la richiesta respinta per intervenuta prescrizione del rimborso premi.
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Jus postulandi: ricorso inammissibile se manca procura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ente di Riscossione contro due contribuenti. La decisione non si è basata sulla prescrizione delle cartelle esattoriali, ma su un vizio procedurale: la carenza di 'jus postulandi'. L'Ente, infatti, si era avvalso di un avvocato privato senza dimostrare i presupposti necessari per derogare alla rappresentanza legale dell'Avvocatura Generale dello Stato, rendendo la procura invalida.
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Patrocinio Ente Riscossione: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato dall'Ente di Riscossione per un vizio di rappresentanza legale. La decisione si fonda sul mancato rispetto di un protocollo che affida il patrocinio Ente Riscossione all'Avvocatura dello Stato, salvo specifiche eccezioni. L'assenza di tali eccezioni ha reso invalida la nomina di un avvocato privato, portando all'inammissibilità del ricorso.
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