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Art. 2944 Codice Civile

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280 provvedimenti

Giudicato esterno: quando un diritto è già deciso
Una collaboratrice linguistica ha citato in giudizio un'università per ottenere un trattamento retributivo superiore, equiparato a quello di un ricercatore confermato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in base al principio del giudicato esterno, poiché la stessa pretesa era già stata respinta in via definitiva in un precedente giudizio tra le stesse parti. La Corte ha inoltre sottolineato la carenza di autosufficienza del ricorso, che non documentava adeguatamente le proprie argomentazioni.
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Simulazione assoluta e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione affronta un caso di simulazione assoluta e prescrizione. Due promissari acquirenti, dopo aver stipulato un contratto preliminare, si vedono sottrarre l'immobile a causa di una vendita simulata orchestrata dall'erede del venditore. La Suprema Corte chiarisce che il termine di prescrizione per agire in giudizio per l'adempimento del preliminare non decorre fino a quando la vendita fraudolenta non viene dichiarata nulla con sentenza passata in giudicato. Questo perché l'atto simulato costituisce un doloso occultamento del debito che impedisce l'esercizio del diritto.
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Rimborso Irap: come ottenerlo con dichiarazione tardiva
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che un contribuente ha diritto al rimborso Irap per imposte versate in eccesso anche se non ha presentato una dichiarazione integrativa nei termini. L'istanza di rimborso, presentata entro 48 mesi dal versamento, è uno strumento autonomo e alternativo. Il caso riguardava un ente che, pur avendo maturato un cospicuo credito Irap, aveva presentato la dichiarazione in ritardo e omesso di riportare il credito l'anno successivo. La Corte ha cassato la decisione di merito che negava il rimborso, affermando la prevalenza della sostanza sulla forma e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Prescrizione concordato: quando si sospende?
Una società in concordato preventivo ha chiesto al tribunale di dichiarare prescritti i debiti verso i suoi creditori, sostenendo che il termine di prescrizione fosse decorso dalla data di omologa del piano. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che la prescrizione nel concordato viene sospesa dopo la fase di omologa. Il piano omologato rende i crediti temporaneamente inesigibili, creando un impedimento legale che sospende la prescrizione fino alla scadenza dei termini di pagamento previsti dal piano stesso.
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Disconoscimento fotocopie: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria per tributi locali non pagati, contestando la validità delle fotocopie degli atti prodotti dal Comune. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il disconoscimento fotocopie deve essere specifico e non generico per essere efficace. La Corte ha inoltre ribadito che la richiesta di rateizzazione del debito costituisce un riconoscimento dello stesso, interrompendo la prescrizione.
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Interruzione prescrizione: un invito a transigere non basta
Una società creditrice ha perso il suo diritto al pagamento da un ente pubblico perché la sua comunicazione, intesa come un invito a negoziare, non è stata ritenuta un atto valido per l'interruzione prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che per interrompere i termini è necessaria una chiara intimazione di pagamento, non una semplice proposta di accordo.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un preavviso di iscrizione ipotecaria. La Corte ha confermato che la prescrizione crediti erariali per imposte come IRPEF e IVA è decennale e non quinquennale. È stato inoltre chiarito che la contestazione delle copie degli atti fiscali deve essere specifica e non generica. Infine, si è ribadito che la notifica di avvisi di intimazione interrompe efficacemente la prescrizione.
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Erroneo inquadramento: prescrizione quinquennale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una dipendente pubblica che chiedeva differenze retributive per un erroneo inquadramento professionale. La Corte ha confermato l'applicazione della prescrizione quinquennale, distinguendo nettamente il caso da un'ipotesi di demansionamento, che avrebbe previsto una prescrizione decennale. La decisione si fonda sulla qualificazione della domanda come rivendicazione di crediti da lavoro e non come risarcimento del danno.
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Riconoscimento di debito: la rateazione interrompe
Una società ha impugnato una cartella di pagamento eccependo la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la precedente richiesta di rateizzazione del debito da parte della società costituiva un riconoscimento di debito, atto idoneo a interrompere il decorso della prescrizione, anche per sanzioni e interessi. La Corte ha inoltre chiarito i requisiti per un valido disconoscimento di documenti prodotti in fotocopia.
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Notifica a residente AIRE: quando l’ipoteca è nulla
Un cittadino italiano residente all'estero e iscritto all'AIRE ha impugnato un'iscrizione ipotecaria per vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la notifica a residente AIRE della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria deve essere effettuata all'indirizzo estero. Una notifica eseguita presso il precedente indirizzo italiano è invalida e comporta la nullità dell'ipoteca per violazione del diritto al contraddittorio. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione per i crediti tributari erariali è decennale.
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Notifica cartella di pagamento: le regole della Cassazione
Un contribuente contesta una intimazione di pagamento, eccependo l'irregolare notifica della cartella di pagamento e la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo la prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi e precisando le formalità necessarie per la notifica a un familiare convivente, rinviando il caso a nuovo esame.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto gli atti di notifica prodromici. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa (art. 12, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è permessa solo in tre specifici casi di pregiudizio concreto e attuale per il debitore, che non erano stati dimostrati nel caso di specie, determinando un difetto di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla recente normativa che qualifica l'estratto di ruolo come un mero documento informativo, non autonomamente impugnabile. Secondo la Corte, manca l'interesse ad agire del contribuente fino a quando non venga notificato un atto esecutivo o di intimazione. L'impugnazione estratto di ruolo è quindi possibile solo in casi eccezionali previsti dalla legge, non riscontrati nella fattispecie.
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Fermo amministrativo rimborso: blocca la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22304/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale: il fermo amministrativo disposto dall'Agenzia delle Entrate su un rimborso IVA ha efficacia interruttiva della prescrizione. Il caso riguardava una società che, dopo una richiesta di rimborso, si era vista opporre la prescrizione del proprio diritto. La Suprema Corte ha chiarito che il fermo costituisce un impedimento giuridico all'esercizio del diritto di credito del contribuente. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale non corre durante il periodo del fermo e ricomincia a decorrere solo dalla cessazione della causa impeditiva. La sentenza del giudice di merito, che aveva ritenuto maturata la prescrizione, è stata quindi cassata con rinvio.
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Estratto di ruolo: quando non è più impugnabile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica di cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa con efficacia retroattiva, ha dichiarato l'azione inammissibile. L'estratto di ruolo, infatti, non è più direttamente contestabile in tribunale, salvo in casi eccezionali di pregiudizio grave e dimostrato, non presenti in questa vicenda. La sentenza è stata quindi cassata senza rinvio per difetto di interesse ad agire.
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Prescrizione contributi: no a 10 anni senza sentenza
L'Ente di riscossione ha impugnato una decisione che confermava la prescrizione contributi previdenziali in cinque anni, sostenendo l'applicazione del termine decennale a seguito della notifica della cartella esattoriale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso la questione alla Sezione Lavoro, senza decidere nel merito, per approfondire sia la durata della prescrizione che una questione preliminare sulla rappresentanza legale del nuovo Ente di riscossione.
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Mediazione immobiliare: doveri e prescrizione del compenso
Un acquirente si oppone al pagamento della provvigione per una mediazione immobiliare, sostenendo la prescrizione del diritto e l'inadempimento informativo dell'agente riguardo a difformità dell'immobile. Il Tribunale rigetta l'opposizione, affermando che il tentativo di negoziare uno sconto sulla provvigione ha interrotto la prescrizione. Inoltre, stabilisce che il mediatore aveva correttamente informato l'acquirente, consegnandogli tutta la documentazione sulle irregolarità prima della conclusione dell'affare.
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Impugnazione lodo arbitrale e ordine pubblico: i limiti
Una sentenza della Corte d'Appello di Roma stabilisce i limiti dell'impugnazione lodo arbitrale per contrarietà all'ordine pubblico. Il caso riguardava un appello contro un lodo che aveva dichiarato un credito prescritto. La Corte ha ritenuto l'appello inammissibile, specificando che le norme sulla prescrizione attengono all'ordine pubblico 'interno' e la loro violazione non giustifica l'annullamento del lodo, riservato a violazioni di principi fondamentali ('ordine pubblico internazionale').
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Contributi previdenziali: quando sono dovuti?
Una società ha impugnato un verbale di accertamento relativo a contributi previdenziali non versati su alcune somme erogate ai dipendenti. Il Tribunale ha stabilito che il "contributo di trasporto" forfettario, non essendo un mero rimborso spese, ha natura retributiva e deve essere soggetto a contribuzione. La Corte ha inoltre differenziato le sanzioni per evasione e omissione, applicando la prima al mancato versamento sul contributo di trasporto e la seconda al recupero di sgravi contributivi indebitamente fruiti. È stata anche dichiarata la prescrizione parziale dei crediti più datati.
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Prescrizione contributi: l’opposizione tardiva è nulla
Un'impresa si è opposta a un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali, lamentando la mancata notifica delle cartelle originarie e l'avvenuta prescrizione contributi. Il Tribunale di Trento ha respinto il ricorso, stabilendo che le notifiche erano regolari e, soprattutto, che l'eccezione di prescrizione doveva essere sollevata entro 40 giorni dalla notifica delle cartelle. Non avendolo fatto, il ricorrente è decaduto dal diritto di farla valere. La Corte ha inoltre rilevato plurimi atti interruttivi della prescrizione successivi alle notifiche.
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