LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2943 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 5 di 7

134 provvedimenti

Altri anni per Art. 2943 Codice Civile

Interruzione usucapione: ricorso al TAR efficace?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22032/2024, ha stabilito un importante principio in materia di interruzione usucapione. Il caso riguardava una costruzione realizzata a distanza illegale, per la quale si voleva far valere l'usucapione di una servitù. I proprietari confinanti avevano agito dinanzi al giudice amministrativo per ottenerne la demolizione. La Corte ha chiarito che anche un'azione giudiziaria intentata presso un'autorità diversa dal giudice civile, come il TAR, se mira a rimuovere la situazione di fatto illegittima (in questo caso, con la demolizione), è un atto idoneo a interrompere il decorso del tempo necessario per usucapire.
Continua »
Risarcimento danno permanente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce i termini di prescrizione per il risarcimento danno permanente a un immobile. In un caso di infiltrazioni, ha stabilito che la richiesta di risarcimento economico si prescrive 'giorno per giorno' per i danni via via prodotti, a differenza della richiesta di eliminazione della causa del danno. Inoltre, ha ribadito che il giudice non può concedere un risarcimento per un tipo di danno (danno alla coltivazione) mai richiesto dalla parte attrice, cassando la sentenza precedente per violazione del principio del 'chiesto e pronunciato'.
Continua »
Obbligo di informazione avvocato: compenso a rischio
Un avvocato ha avviato una seconda causa per i suoi clienti nell'ambito di una complessa controversia ereditaria, ma senza dimostrare di averli adeguatamente informati sulla necessità e sulle implicazioni di tale azione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, negando il compenso professionale al legale. La sentenza sottolinea come l'obbligo di informazione dell'avvocato sia un dovere fondamentale, la cui violazione può comportare la perdita totale del diritto al pagamento per l'attività svolta.
Continua »
Vizi costruzione immobile: notifica e responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna di due società per gravi vizi di costruzione in un immobile. La sentenza chiarisce che un errore nel nome della società in una notifica non la invalida se il destinatario è comunque identificabile. Inoltre, la società che acquista un edificio al rustico e lo completa per poi venderlo, assume la responsabilità per tutti i difetti, anche quelli preesistenti. Rigettati quindi i ricorsi delle società costruttrici basati su presunti vizi procedurali e sull'errata attribuzione di responsabilità.
Continua »
Prescrizione azione: ricorso cautelare la interrompe
In una disputa condominiale per la costruzione di verande abusive lesive del decoro architettonico, la Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione azione condominiale ventennale per la rimozione delle opere è interrotta dal deposito di un ricorso cautelare. La Corte d'Appello aveva erroneamente considerato prescritta l'azione per alcune delle opere, non tenendo conto dell'efficacia interruttiva del procedimento d'urgenza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Interruzione usucapione: la dichiarazione che blocca
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva l'usucapione di un immobile. La Corte ha stabilito che la dichiarazione dell'occupante, resa in un precedente procedimento, di detenere l'immobile a titolo di comodato gratuito, costituisce un riconoscimento del diritto altrui, causando l'interruzione usucapione e rendendo impossibile l'acquisto della proprietà per possesso prolungato.
Continua »
Azione petitoria: quando interrompe l’usucapione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azione petitoria, intentata dal convenuto in un giudizio possessorio, pur essendo proceduralmente inammissibile ai sensi dell'art. 705 c.p.c., è comunque idonea a interrompere il termine per l'usucapione. La Corte ha chiarito che il rischio del maturare dell'usucapione non costituisce quel "danno grave e irreparabile" che, secondo la Corte Costituzionale, consentirebbe di derogare al divieto di cumulo tra giudizio possessorio e petitorio. Di conseguenza, l'azione è stata rigettata e la parte ricorrente condannata alle spese, in quanto la sua domanda, sebbene efficace sul piano sostanziale, era proceduralmente superflua e inammissibile.
Continua »
Decorrenza interessi compenso: la Cassazione decide
Un avvocato ha agito legalmente contro un ex cliente e un istituto di credito per ottenere il pagamento dei suoi onorari. I tribunali di merito gli avevano riconosciuto una somma, ma avevano stabilito che gli interessi decorressero solo dalla data della sentenza. L'avvocato ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, soffermandosi sulla questione della decorrenza interessi, ha parzialmente accolto il ricorso. Ha stabilito che gli interessi sui compensi professionali decorrono dalla data della domanda giudiziale, che costituisce formale messa in mora, e non dal momento della successiva liquidazione da parte del giudice. Le altre richieste del legale, tra cui la responsabilità solidale della banca e una maggiore quantificazione degli onorari, sono state respinte.
Continua »
Garanzia vizi appalto: motivazione apparente annulla la sentenza
In un caso di fornitura di prodotti difettosi, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente. La Corte d'Appello aveva condannato il fornitore basandosi su un impegno a eliminare i vizi 'documentalmente provato', senza però specificare quali documenti lo dimostrassero. La Suprema Corte ha ritenuto tale motivazione insufficiente, violando il minimo costituzionale. Inoltre, ha censurato l'errata applicazione della disciplina sulla garanzia vizi appalto a una serie di contratti di vendita distinti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione garanzia vizi: basta la lettera?
Un'azienda cartaria acquista un macchinario industriale che presenta difetti. Il fornitore eccepisce la prescrizione annuale della garanzia. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, stabilisce che per interrompere la prescrizione per garanzia vizi non è necessario un atto giudiziario, ma è sufficiente una comunicazione stragiudiziale, come una lettera di messa in mora, purché chiara e formale. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio fondamentale.
Continua »
Composizione collegiale: nullità decisione monocratica
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Nola relativa al pagamento di compensi professionali a un avvocato. Il motivo principale dell'annullamento risiede in un vizio di procedura: la decisione è stata presa da un giudice monocratico anziché da un collegio, come espressamente richiesto dalla legge per questa tipologia di controversie. La Suprema Corte ha ribadito che la violazione delle norme sulla composizione collegiale del giudice comporta la nullità del provvedimento, cassando la decisione e rinviando la causa allo stesso Tribunale per un nuovo esame da parte di un organo correttamente composto.
Continua »
Trascrizione domanda nullità e diritti dei terzi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8580/2024, chiarisce gli effetti della trascrizione della domanda di nullità di un contratto di compravendita immobiliare sui diritti dei sub-acquirenti. Il caso riguarda una catena di vendite successive a un primo atto nullo per violazione di una prelazione agraria. La Corte ha stabilito che la trascrizione della domanda giudiziale di nullità, se effettuata entro cinque anni dalla trascrizione dell'atto nullo, rende inopponibili ai vincitori della causa tutti gli acquisti successivi, anche se trascritti prima della domanda stessa. Di conseguenza, i diritti dei sub-acquirenti vengono meno, e la loro pretesa di acquisto per usucapione abbreviata è stata respinta a causa dell'interruzione del possesso da parte dell'azione legale. La sentenza conferma il principio della "prenotazione" degli effetti della sentenza grazie alla trascrizione domanda nullità.
Continua »
Riunione di cause: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società acquirente ha contestato il malfunzionamento di un macchinario industriale, avviando due distinte azioni legali: una per la riduzione del prezzo e una successiva per la risoluzione del contratto, basate su difetti diversi. I giudici di merito, dopo aver disposto la riunione di cause, hanno accolto la domanda di risoluzione utilizzando però i fatti posti a fondamento della prima azione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, ribadendo che la riunione di cause non fonde i procedimenti, i quali restano autonomi. Il giudice non può quindi basare la sua decisione su fatti allegati in una causa diversa da quella che sta decidendo.
Continua »
Usucapione terreno: il possesso vince la proprietà
Una società immobiliare perde la proprietà di alcuni terreni a seguito di una causa per usucapione terreno. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, riconoscendo che un soggetto privato aveva esercitato per oltre vent'anni un possesso pacifico, pubblico e ininterrotto, realizzando e gestendo un impianto sportivo. I ricorsi della società, basati sulla presunta carenza di legittimazione ad agire dell'attrice e su una errata valutazione delle prove, sono stati respinti, consolidando l'acquisto della proprietà a titolo originario da parte della posseditrice.
Continua »
Oggetto del contratto: quando è valido il preliminare?
Un promissario acquirente ha richiesto la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dichiarato nullo il contratto per indeterminatezza dell'oggetto, in quanto l'immobile non era descritto con dati catastali. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'oggetto del contratto, anche se non completamente descritto, era comunque determinabile "per relationem", ossia tramite il riferimento esplicito a un altro documento (nella fattispecie, una dichiarazione di successione), rendendo così il contratto valido. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Distanze legali tra costruzioni: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4851/2024, ha stabilito che le norme sulle distanze legali tra costruzioni si applicano anche a un edificio non ancora completato, purché costituisca una struttura stabile e definita. La Corte ha rigettato il ricorso dei costruttori, chiarendo che il proprietario leso può scegliere l'azione legale più opportuna senza un ordine di priorità. Inoltre, ha ritenuto infondata l'eccezione di usucapione del diritto a mantenere l'opera a distanza irregolare, poiché non era trascorso il termine legale di vent'anni.
Continua »
Obbligo sanatoria venditore: i doveri post-vendita
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un venditore a rimborsare i costi per una sanatoria edilizia non completata. La sentenza stabilisce che l'obbligo sanatoria venditore, assunto nel rogito tramite un procuratore, è valido e vincolante. Viene inoltre chiarito che la prescrizione per tale inadempimento decorre non dalla data della vendita, ma dal momento in cui l'acquirente ha avuto notizia certa della mancata regolarizzazione da parte del Comune.
Continua »
Interruzione usucapione e azione di confine: la guida
In una controversia tra fratelli per un confine conteso, la Corte di Cassazione chiarisce che l'azione di regolamento dei confini è sufficiente a determinare l'interruzione usucapione. Questo perché tale azione legale include implicitamente la richiesta di restituzione della porzione di terreno indebitamente occupata, tutelando così il diritto del proprietario.
Continua »
Accertamento tecnico preventivo e prescrizione: la guida
La Cassazione conferma che l'avvio di un accertamento tecnico preventivo interrompe in modo permanente, e non solo istantaneo, la prescrizione per gravi difetti di costruzione. La Corte ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, condannata per vizi strutturali, validando l'uso della perizia ATP nel processo e la legittimità del mancato pagamento del saldo da parte del committente a fronte dei gravi inadempimenti.
Continua »
Accollo imposte preliminare: ICI esclusa dal rimborso
In una controversia nata da un contratto preliminare di vendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di accollo imposte preliminare, se riferita genericamente alle "imposte sul reddito", non può includere l'ICI, in quanto quest'ultima è un'imposta di natura patrimoniale e non reddituale. La Corte ha inoltre ribadito che la consegna anticipata del bene al promissario acquirente costituisce mera detenzione e non possesso utile ai fini dell'usucapione, respingendo la relativa domanda riconvenzionale.
Continua »