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Art. 2938 Codice Civile

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151 provvedimenti

Onere di allegazione: la prova in giudizio non basta
Un'agenzia di riscossione ha visto il suo ricorso dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte ha ribadito che, oltre a produrre prove, il creditore ha l'onere di allegazione, cioè il dovere di spiegare in modo specifico come ogni documento supporti la propria pretesa e interrompa la prescrizione. La semplice presentazione di una massa di documenti, senza una chiara illustrazione della loro pertinenza, impedisce al giudice di valutare il merito della domanda.
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Prescrizione crediti INPS: la Cassazione conferma 5 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9024/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di prescrizione dei crediti INPS. La Corte ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento non opposta dal contribuente non trasforma il termine di prescrizione da quello breve di cinque anni a quello ordinario di dieci. La sentenza chiarisce che solo un provvedimento giudiziale definitivo può determinare tale conversione. Di conseguenza, il credito previdenziale si è estinto per il decorso del quinquennio.
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Onere della prova affidamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28990/2025, ha rigettato il ricorso di un correntista, confermando che l'onere della prova dell'affidamento bancario, inclusa la specificazione del suo limite, spetta interamente al cliente. Tale prova è fondamentale per contrastare l'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca riguardo alle rimesse effettuate sul conto. La Corte ha chiarito che senza la dimostrazione precisa del limite del fido, è impossibile distinguere tra rimesse solutorie (che estinguono un debito) e ripristinatorie (che ricostituiscono la disponibilità), rendendo di fatto inefficace la difesa del correntista. La documentazione della Centrale Rischi è stata ritenuta insufficiente a tal fine.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8715/2024, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i loro corsi negli anni '80. La Corte ha confermato il principio della prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale per l'azione risarcitoria è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Ha inoltre chiarito i criteri di calcolo per l'aumento delle spese legali in cause con più parti.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se oscuro
Una società di trasporti ha intentato causa contro un istituto di credito per presunte irregolarità su conti correnti. Dopo una parziale riforma in appello, la società ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della sua esposizione confusa e disorganica, che impediva di comprendere le censure mosse alla sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea l'importanza cruciale della chiarezza e della sinteticità nella redazione di un ricorso in Cassazione.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7984/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione dei corsi frequentati tra il 1979 e il 1993. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione decennale del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. Poiché l'azione legale è stata avviata nel 2011, il diritto è stato ritenuto estinto per decorrenza dei termini.
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Dimissioni per violenza privata: annullabilità
Un lavoratore, costretto a dimettersi sotto minaccia, ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare per le retribuzioni non percepite, sostenendo la nullità delle dimissioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che le dimissioni per violenza privata configurano un "reato in contratto", rendendo l'atto annullabile e non nullo. Poiché l'azione di annullamento era prescritta, la Corte ha respinto la richiesta di retribuzioni, confermando il solo diritto al risarcimento del danno.
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Prescrizione Medici Specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione tra il 1984 e il 1993. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando la prescrizione del diritto. Il termine decennale per l'azione di risarcimento è stato fissato al 27 ottobre 1999. La domanda, presentata nel 2015, è stata ritenuta tardiva, consolidando un orientamento giurisprudenziale sulla prescrizione per i medici specializzandi.
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Accertamento redditometrico: la prova della donazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamento redditometrico a carico di un contribuente che aveva ricevuto una somma di denaro dal fratello, sostenendo fosse una donazione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione di appello. È stato stabilito che il contribuente non aveva fornito prove sufficienti a dimostrare la natura di liberalità della somma, sottolineando che l'onere della prova grava su di lui. Il giudizio è stato dichiarato parzialmente estinto per un'annualità a seguito di definizione agevolata.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4742/2024, ha stabilito che il diritto alla rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto si estingue per prescrizione decennale. Il termine decorre dalla data di pensionamento, momento in cui il lavoratore ha conoscenza della lesione del proprio diritto. La Corte chiarisce che la prescrizione rivalutazione contributiva estingue il diritto in sé, non solo i singoli ratei, data la sua natura autonoma rispetto al diritto alla pensione.
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Nullità mutuo fondiario: Cassazione e causa illecita
Un gruppo imprenditoriale ha contestato un'esecuzione immobiliare basata su un mutuo, sostenendone la nullità. L'argomento principale era che il finanziamento servisse unicamente a ripianare debiti pregressi, e potenzialmente illegittimi, di altre società collegate verso la stessa banca. Data la complessità delle questioni giuridiche sollevate, tra cui la potenziale nullità del mutuo fondiario per causa illecita e il collegamento negoziale fraudolento, la Corte di Cassazione ha ritenuto opportuno rinviare la causa a una pubblica udienza per una discussione approfondita, senza decidere nel merito con questa ordinanza interlocutoria.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante i loro corsi tra il 1982 e il 1990. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale per tali richieste è iniziato il 27 ottobre 1999. Secondo la sentenza, l'incertezza giurisprudenziale successiva non era un valido motivo per sospendere la decorrenza della prescrizione medici specializzandi. I ricorrenti sono stati condannati anche per lite temeraria.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento per la mancata attuazione delle direttive UE sulla remunerazione durante la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi inferiori, respingendo il ricorso in quanto il diritto era estinto. La Corte ha chiarito sia le scadenze procedurali per sollevare l'eccezione di prescrizione medici specializzandi in caso di intervento di terzi, sia il momento iniziale del termine decennale, confermato al 27 ottobre 1999.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle richieste di risarcimento di alcuni medici per la mancata retribuzione durante la specializzazione. La Corte ha ribadito che la prescrizione del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, sanzionando l'abuso del processo per aver insistito su tesi già ampiamente respinte dalla giurisprudenza consolidata.
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Prescrizione compenso gratuito patrocinio: i chiarimenti
Un avvocato si è visto negare il compenso per gratuito patrocinio a causa della prescrizione presuntiva di tre anni. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per i crediti verso lo Stato si applica la prescrizione ordinaria decennale. Inoltre, ha ribadito che la prescrizione presuntiva non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, ma deve essere eccepita dal debitore. La sentenza chiarisce i termini di prescrizione del compenso per gratuito patrocinio.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito il suo orientamento consolidato sul risarcimento medici specializzandi per la mancata corresponsione della borsa di studio prima del 1991. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento del danno decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso definitiva l'inadempienza dello Stato, cristallizzando il diritto al risarcimento e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione, rendendo tardive le azioni legali successive.
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Giudicato: limiti all’azione legale e abuso processo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un candidato idoneo in una graduatoria del 1999, il quale lamentava la mancata assunzione da parte di un ente pubblico. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la questione era già coperta da precedente giudicato, formatosi in seguito a numerosi contenziosi tra le stesse parti. Anche se il ricorrente ha tentato di basare la nuova azione su una delibera successiva, la Corte ha ritenuto che tale atto rientrasse nell'ambito di ciò che era già stato deciso o che si sarebbe potuto decidere nei precedenti giudizi. Infine, il ricorrente è stato condannato per abuso del processo a causa della sua insistenza nel riproporre la medesima lite.
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Prescrizione manleva assicurativa: la decisione della Corte
In un complesso caso di danni da infiltrazioni, un'impresa appaltatrice ha richiesto la manleva alle proprie assicurazioni. La Cassazione interviene sulla questione della prescrizione manleva assicurativa, stabilendo che il termine va calcolato separatamente per ogni singola fonte di responsabilità (contrattuale ed extracontrattuale). La Corte cassa la sentenza d'appello che aveva erroneamente unificato la decorrenza della prescrizione, rinviando per una nuova valutazione.
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Prescrizione eredità e testamento falso
Il caso riguarda la prescrizione eredità del diritto di un istituto benefico di accettare un lascito testamentario. L'accettazione è stata impedita dalla comparsa di un testamento successivo, poi risultato falso, a favore del fratello del defunto. La Cassazione ha chiarito che il termine decennale di prescrizione, pur partendo dall'apertura della successione, resta sospeso per tutto il periodo in cui il testamento falso costituisce un impedimento giuridico all'accettazione, riprendendo a decorrere solo dal passaggio in giudicato della sentenza che ne accerta la falsità. In questo caso, il diritto si è comunque prescritto.
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Collegamento negoziale: mutuo e conto corrente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un correntista contro un istituto di credito. La domanda di ripetizione d'indebito, basata sulla nullità di clausole di conti correnti e sul presunto collegamento negoziale con un mutuo successivo per ripianare il debito, è stata respinta per motivi procedurali. La Corte ha confermato che il mutuo aveva una causa autonoma e ha rigettato le nuove argomentazioni del ricorrente come inammissibili.
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