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Art. 2934 Codice Civile — Anno 2024

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138 provvedimenti

Altri anni per Art. 2934 Codice Civile

Prescrizione benefici amianto: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore in pensione che chiedeva la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La domanda era stata presentata oltre il termine decennale di prescrizione. La Corte ha stabilito che, sebbene il dies a quo della prescrizione benefici amianto non coincida automaticamente con la data del pensionamento, spetta al ricorrente dimostrare la non conoscibilità del diritto in quel momento. In assenza di prove specifiche, la decisione della Corte d'Appello, che aveva individuato la decorrenza dalla data di pensionamento basandosi su elementi presuntivi, è stata confermata.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto perché la richiesta era stata presentata oltre il termine di prescrizione decennale, calcolato dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il termine per la prescrizione rivalutazione contributiva non decorre automaticamente dalla pensione, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza del proprio diritto, ovvero dell'avvenuta esposizione nociva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Prescrizione benefici amianto: quando inizia a decorrere?
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decorrenza della prescrizione benefici amianto dalla data del pensionamento, ritenendo che a quel momento il lavoratore avesse già consapevolezza del proprio diritto. La domanda, presentata dopo oltre dieci anni, è stata considerata tardiva.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando inizia?
Un lavoratore si è visto negare la maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto a causa della decorrenza dei termini. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione rivalutazione amianto, di durata decennale, inizia a decorrere non dalla data del pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza del rischio, un momento che può coincidere con la presentazione della domanda di certificazione all'ente preposto.
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Prescrizione pensione: l’eccezione ambigua è inefficace
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi. L'ente previdenziale si è opposto eccependo la prescrizione pensione in modo ambiguo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, stabilendo che un'eccezione di prescrizione deve essere chiara, tempestiva e specifica. L'ambiguità tra la prescrizione del diritto alla rivalutazione e quella dei singoli ratei ha reso l'eccezione inefficace, confermando il diritto del pensionato alla ricostituzione della pensione.
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Gestione Separata avvocati: obbligo e sanzioni
Una professionista ha contestato la richiesta dell'INPS per contributi alla Gestione Separata relativi al 2009, dato il suo reddito inferiore a 5.000 euro e il versamento del contributo integrativo alla cassa di categoria. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di versare i contributi, specificando che solo quelli che generano una copertura pensionistica effettiva (e non il contributo integrativo) esonerano dall'iscrizione. Tuttavia, in linea con una sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato le sanzioni civili per il periodo antecedente alla legge chiarificatrice del 2011.
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Iscrizione Gestione separata: no sanzioni per avvocati
Un professionista con reddito inferiore alla soglia per l'iscrizione alla cassa di categoria ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21682/2024, ha confermato l'obbligo di iscrizione ma ha annullato le sanzioni civili per l'anno 2010. La decisione si fonda su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per i periodi antecedenti a una specifica legge del 2011, data l'incertezza normativa del passato. Di conseguenza, il ricorso principale dell'ente previdenziale, che verteva sulla tipologia di sanzione da applicare, è stato dichiarato assorbito.
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Interessi compensativi: da quando decorrono nel danno?
Una associazione di categoria ha citato in giudizio un istituto bancario per i danni subiti a seguito di investimenti in titoli a rischio. La Corte di Cassazione, respingendo il ricorso della banca e accogliendo quello dell'associazione, ha stabilito un principio fondamentale sugli interessi compensativi. La Corte ha statuito che, in caso di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, gli interessi decorrono dal giorno in cui il danno si è verificato (l'inadempimento stesso) e non dalla successiva data della domanda giudiziale, garantendo così una riparazione completa al danneggiato.
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Apertura di credito: onere della prova e prescrizione
Un'azienda ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi illegittimi su un conto corrente, sostenendo l'esistenza di un'apertura di credito non formalizzata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova sull'esistenza dell'affidamento grava sul correntista. Poiché tale prova non è stata fornita, la richiesta di far decorrere la prescrizione per la restituzione delle somme dalla chiusura del conto è stata respinta.
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Risarcimento danno permanente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce i termini di prescrizione per il risarcimento danno permanente a un immobile. In un caso di infiltrazioni, ha stabilito che la richiesta di risarcimento economico si prescrive 'giorno per giorno' per i danni via via prodotti, a differenza della richiesta di eliminazione della causa del danno. Inoltre, ha ribadito che il giudice non può concedere un risarcimento per un tipo di danno (danno alla coltivazione) mai richiesto dalla parte attrice, cassando la sentenza precedente per violazione del principio del 'chiesto e pronunciato'.
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Sfratto alloggi popolari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un inquilino di un alloggio popolare avverso la sentenza che confermava lo sfratto per morosità. La decisione si fonda su vizi procedurali del ricorso, come la mancata specificità dei motivi e l'incapacità di confrontarsi con le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ribadisce la validità della procedura speciale per lo sfratto alloggi popolari e sottolinea che, una volta avviato il giudizio di opposizione, eventuali vizi della fase monitoria diventano irrilevanti.
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Prescrizione specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione negli anni '80. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione specializzandi, di durata decennale, ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria, per aver insistito su tesi già ampiamente respinte dalla giurisprudenza.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione tra il 1980 e il 1990. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. Questa decisione ribadisce un orientamento consolidato sulla prescrizione per i medici specializzandi, specificando che le incertezze giurisprudenziali non spostano il termine iniziale per agire.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici specializzandi per il risarcimento danni da mancata attuazione di direttive UE. La Corte ha confermato che la prescrizione per i medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/99, respingendo le tesi sull'incertezza giurisprudenziale come causa di sospensione del termine.
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Sfratto alloggi popolari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'inquilina contro un ordine di sfratto alloggi popolari per morosità. La Corte ha chiarito che le contestazioni sulle procedure speciali di ingiunzione diventano irrilevanti una volta instaurato il giudizio di opposizione, che valuta il merito della morosità. I motivi di ricorso sono stati respinti per vizi procedurali e perché miravano a un riesame dei fatti.
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Nullità atto impositivo: i motivi vanno proposti subito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18707/2024, ha stabilito che la nullità dell'atto impositivo per vizi formali, come la mancanza di firma, costituisce un motivo di ricorso autonomo. Tale vizio deve essere eccepito nell'atto introduttivo del giudizio e non può essere introdotto tardivamente, poiché non è riconducibile né all'eccezione di prescrizione né a quella di decadenza. La tardiva proposizione del motivo ne comporta l'inammissibilità.
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Costituzione tardiva: conseguenze sulla prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18450/2024, ha stabilito che la costituzione tardiva del convenuto in giudizio comporta la decadenza dalla facoltà di sollevare l'eccezione di prescrizione. Nel caso esaminato, riguardante la richiesta di remunerazione di alcuni medici specializzandi contro la Presidenza del Consiglio, la Corte ha chiarito le modalità di calcolo dei termini processuali 'a ritroso', precisando che se la scadenza cade di sabato, il termine è anticipato al giorno lavorativo precedente. La tardività ha reso l'eccezione di prescrizione inammissibile, portando alla cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Cessione bancaria: la Cassazione rinvia la decisione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha rinviato la decisione su un caso di cessione bancaria. La controversia nasce dalla richiesta di un correntista di rimborso per addebiti illegittimi. A seguito della liquidazione della banca originaria, la causa è proseguita nei confronti dell'istituto di credito cessionario, condannato in appello. La Cassazione, rilevando che la questione principale (l'interpretazione degli effetti della cessione secondo il D.L. 99/2017) è già oggetto di un altro procedimento, ha sospeso il giudizio in attesa di una definizione, al fine di garantire coerenza giurisprudenziale.
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Cancellazione società crediti: si rinuncia all’azione?
Un'ordinanza interlocutoria affronta il tema della cancellazione società crediti incerti e illiquidi. Una società, in causa con una banca per la restituzione di somme, viene cancellata dal registro imprese. La Cassazione, riscontrando un contrasto giurisprudenziale sul se tale cancellazione implichi rinuncia tacita al credito, rimette la questione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo.
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Cessione crediti bancari: il contenzioso passa?
Una società fa causa a una banca per addebiti illegittimi. La banca viene posta in liquidazione e cede parte delle sue attività a un altro istituto di credito. La Corte d'Appello esclude che il contenzioso sia stato trasferito alla banca cessionaria. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, riconosce la complessità della questione legata alla cessione dei crediti bancari delle ex banche venete e rinvia la causa a nuovo ruolo per una trattazione congiunta con altri casi analoghi.
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