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Art. 2934 Codice Civile — Anno 2023

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90 provvedimenti

Altri anni per Art. 2934 Codice Civile

Medici specializzandi: prescrizione risarcimento
Un gruppo di medici specializzandi ha agito contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione di direttive europee riguardanti la retribuzione dei corsi di specializzazione svolti prima del 1991. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il diritto al risarcimento per i medici specializzandi è soggetto a una prescrizione decennale. Tale termine inizia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha rimosso ogni incertezza normativa sulla spettanza del compenso.
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Prescrizione medici specializzandi: guida ai termini
Un gruppo di medici ha citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e vari Ministeri per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione delle direttive europee sulla remunerazione dei corsi di specializzazione (1983-1991). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione medici specializzandi è decennale e decorre dal 27 ottobre 1999. Tale data coincide con l'entrata in vigore della Legge 370/1999, che ha rimosso ogni incertezza normativa sulla spettanza del diritto, rendendo superflua ogni ulteriore attesa giurisprudenziale.
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Prescrizione bancaria: regole su conti e anticipi
Una società correntista ha agito contro un istituto di credito per ottenere la rideterminazione del saldo di un conto corrente, contestando clausole nulle. La banca ha eccepito la prescrizione bancaria decennale. La Corte d'Appello ha stabilito che tale eccezione copriva anche i conti anticipi collegati, escludendo il rimborso per le operazioni oltre il decennio. La Cassazione ha confermato la decisione, precisando che l'eccezione di prescrizione è validamente formulata quando si allega l'inerzia del titolare del diritto, e che l'interpretazione dell'estensione di tale eccezione spetta esclusivamente al giudice di merito.
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Vittima del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione ha confermato che il riconoscimento della qualifica di **vittima del dovere** costituisce uno status imprescrittibile, permettendo al dipendente pubblico di agire in ogni tempo per il suo accertamento. Il caso riguardava un addetto alle apparecchiature radar che aveva contratto infermità in servizio. Sebbene il diritto alla qualifica non scada mai, la Corte ha precisato che i singoli ratei delle provvidenze economiche arretrate restano soggetti alla prescrizione decennale ordinaria, decorrente dalla presentazione della domanda amministrativa.
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Pensione complementare: ricalcolo e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni ex dipendenti bancari alla riliquidazione della pensione complementare. Il contenzioso riguardava l'aliquota applicabile: l'85% previsto per i Quadri o l'82% per i Funzionari. La Corte ha stabilito che deve prevalere la qualifica rivestita al momento della cessazione dal servizio. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di prescrizione decennale sollevata dal Fondo, ribadendo che il diritto all'esatta misura della pensione è imprescrittibile, mentre si prescrivono solo i singoli ratei arretrati.
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Prescrizione pensionistica: limiti agli arretrati
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della prescrizione pensionistica in relazione agli incrementi in quota fissa previsti dalla legge. La controversia riguardava la richiesta di differenze economiche su una pensione di reversibilità, contestate dall'ente previdenziale per decorso dei termini. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene il diritto alla pensione sia imprescrittibile, le singole maggiorazioni e i ratei arretrati sono soggetti a prescrizione decennale. Inoltre, è stata confermata la validità dell'eccezione di prescrizione sollevata dall'ente, in quanto formulata in modo onnicomprensivo sin dal primo grado di giudizio.
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Pensioni pro rata: regole su incrementi e prescrizione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito al calcolo delle pensioni pro rata e al riconoscimento degli incrementi in quota fissa. La controversia riguardava la richiesta di una pensionata di ottenere maggiorazioni sulla pensione di reversibilità in regime internazionale. La Suprema Corte ha stabilito che il diritto a tali incrementi è soggetto a prescrizione decennale e che, per verificare il diritto al beneficio, occorre considerare esclusivamente la quota di pensione italiana, senza sommare quella estera. La decisione ribadisce che l'eccezione di prescrizione sollevata dall'ente copre l'intera pretesa di riliquidazione e non solo i singoli ratei arretrati.
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Riduzione del canone: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società locatrice che contestava la riduzione del canone operata unilateralmente dal conduttore. Il contratto prevedeva una diminuzione automatica del corrispettivo qualora non fossero stati eseguiti lavori di miglioria entro un termine prestabilito. La Suprema Corte ha chiarito che tale riduzione del canone non è un diritto soggetto a prescrizione decennale, bensì una regola contrattuale di determinazione del prezzo. Il fatto che il conduttore abbia pagato la cifra intera per anni non comporta rinuncia, ma configura un indebito oggettivo per le somme versate in eccedenza.
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Pensione di reversibilità: i requisiti essenziali
Un'ordinanza della Cassazione interviene sulla pensione di reversibilità per il figlio inabile, chiarendo due punti fondamentali. Primo, non basta dimostrare l'inabilità al lavoro, ma è essenziale provare anche la 'vivenza a carico' del genitore defunto. Secondo, la prescrizione decennale non cancella il diritto, ma limita il recupero degli arretrati a quelli maturati nei dieci anni precedenti la domanda. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva trascurato questi aspetti.
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Diritto di parcheggio: risarcimento senza proprietà?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33122/2023, ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva concesso un risarcimento per il mancato utilizzo di un posto auto, pur avendo negato agli acquirenti sia il diritto di proprietà che quello di uso sull'area. La Suprema Corte ha ravvisato una 'motivazione apparente' e contraddittoria, chiarendo che il risarcimento del danno presuppone l'esistenza di un titolo giuridico violato, e ha affermato principi importanti in materia di diritto di parcheggio e onere della motivazione per i giudici.
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Conversione lire euro: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32961/2023, ha risolto un'importante questione sulla conversione lire euro. Il caso riguarda un cittadino che ha richiesto di poter cambiare le sue vecchie lire dopo la scadenza. La Corte ha stabilito che il termine per esercitare tale diritto è di prescrizione ordinaria decennale e non un termine di decadenza, come sostenuto dal Ministero dell'Economia. Questa decisione si basa sull'analisi degli effetti di una precedente pronuncia di incostituzionalità che, annullando una norma restrittiva, ha creato un vuoto normativo colmato dalla disciplina generale del codice civile. Di conseguenza, il ricorso del Ministero è stato respinto.
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Indennità ferie non godute: onere della prova del datore
Un dirigente medico si dimette con un cospicuo numero di ferie non godute e l'azienda sanitaria gli nega l'indennità sostitutiva. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32807/2023, ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che il diritto all'indennità per ferie non godute non si perde con le dimissioni se il datore di lavoro non prova di aver formalmente invitato il dipendente a fruirne, avvisandolo della possibile perdita. Inoltre, la prescrizione del diritto decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32759/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specialisti che chiedevano il risarcimento per la mancata corresponsione di un'adeguata retribuzione durante la specializzazione. Il caso riguarda la tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999. Da quel momento, infatti, i medici avevano la ragionevole certezza del loro diritto al risarcimento, rendendo irrilevanti le successive incertezze sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione.
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Eccezione di prescrizione: quando si estende agli altri?
In una causa per il risarcimento danni avviata da medici contro lo Stato, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di prescrizione sollevata contro gli attori originari non si estende automaticamente ai terzi che intervengono successivamente. La parte convenuta deve formulare una specifica eccezione contro gli intervenuti nel primo atto difensivo successivo al loro ingresso nel processo, altrimenti il loro diritto non potrà considerarsi prescritto.
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Impugnabilità estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento per tasse automobilistiche, venendo a conoscenza del debito solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio della limitata impugnabilità dell'estratto di ruolo. L'impugnazione è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale, come l'esclusione da un appalto. La semplice eccezione di prescrizione non è stata ritenuta sufficiente a tale scopo.
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Usucapione immobile: no se il venditore resta in casa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31434/2023, ha negato la possibilità di usucapione immobile ai venditori che, dopo aver ceduto la proprietà a una società, erano rimasti ad abitarvi. La Corte ha stabilito che la loro permanenza costituiva una mera detenzione, non un possesso utile ai fini dell'usucapione, a causa di un accordo scritto in cui si impegnavano a rilasciare i locali. Questa decisione chiarisce la fondamentale differenza tra possesso e detenzione nel contesto di una compravendita immobiliare.
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Credito ipotecario e confisca: la tutela del terzo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la tutela a due fratelli, titolari di un credito ipotecario su un immobile confiscato al padre per reati fiscali. La Corte ha ritenuto che la decisione del giudice di merito fosse basata su mere congetture, senza alcuna prova concreta che l'acquisto del credito fosse un'operazione simulata o fiduciaria. La sentenza ribadisce l'importanza di una motivazione solida e ancorata ai fatti per poter sacrificare i diritti di un terzo creditore.
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Prescrizione crediti rappel: è provvigione
Una società finanziaria ha citato in giudizio una banca per il mancato pagamento di bonus di produttività, noti come 'rappel'. La banca ha eccepito l'estinzione del diritto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che il 'rappel' ha natura di provvigione aggiuntiva. Di conseguenza, si applica la prescrizione crediti breve di cinque anni e non quella ordinaria decennale. La Corte ha inoltre escluso che la condotta della banca costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere la prescrizione.
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Rimborso fiscale per calamità: i termini di scadenza
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per calamità basandosi su una legge successiva al pagamento delle imposte. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il termine per agire è di due anni dall'entrata in vigore della nuova legge e non di quarantotto mesi dal pagamento. Essendo la domanda presentata oltre tale termine, il diritto al rimborso è stato dichiarato estinto.
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Sospensione prescrizione contributi per sisma aquilano
La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa emergenziale post-sisma dell'Aquila ha causato la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali. Un ingegnere aveva contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, ottenendo in appello la declaratoria di prescrizione. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che i termini erano stati sospesi, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. È stato inoltre confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti che, essendo anche lavoratori dipendenti, non sono iscritti alla propria cassa di categoria.
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