LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2909 Codice Civile — Anno 2024

Pagina 14 di 40

1249 provvedimenti

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Permuta aliud pro alio: terreno non edificabile
Una proprietaria terriera scambia un fondo con un costruttore in cambio di futuri appartamenti. La concessione edilizia viene però revocata per inidoneità del terreno, a causa di documentazione errata fornita dalla stessa proprietaria. La Corte di Cassazione conferma la risoluzione del contratto, qualificando l'operazione come permuta aliud pro alio, poiché il bene trasferito (il terreno) era radicalmente diverso da quello pattuito, mancando della qualità essenziale (edificabilità) promessa.
Continua »
Prededuzione del credito: l’eccezione del debitore
Una società fornitrice ha richiesto l'ammissione di un credito con prededuzione nei confronti di una grande impresa in amministrazione straordinaria. La richiesta è stata accolta solo in parte. La creditrice ha impugnato la decisione, sostenendo che l'opposizione della debitrice fosse un'eccezione tardiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la contestazione dei requisiti per la prededuzione del credito costituisce una mera difesa, non un'eccezione in senso stretto, e può essere sollevata anche in fase di opposizione.
Continua »
Litispendenza locazione: no se causa petendi diversa
Una società immobiliare avvia due cause per ottenere il rilascio di un immobile: la prima per finita locazione alla scadenza naturale, la seconda per diniego motivato di rinnovo alla prima scadenza. Il Tribunale dichiara la litispendenza locazione, ma la Cassazione annulla la decisione. La Suprema Corte stabilisce che, essendo diversa la 'causa petendi' (la ragione giuridica della pretesa), non vi è litispendenza ma continenza. Di conseguenza, il secondo giudizio non deve essere cancellato ma sospeso in attesa della definizione del primo, annullando anche la condanna per lite temeraria.
Continua »
Efficacia del giudicato: la Cassazione fa chiarezza
Un consorzio, già esonerato dal pagamento di bollette idriche con una prima sentenza passata in giudicato, si è visto nuovamente addebitare consumi per un periodo successivo. La Corte di Cassazione ha confermato l'efficacia del giudicato della prima decisione, stabilendo che l'accertamento della cessazione del rapporto contrattuale impedisce al fornitore di avanzare ulteriori pretese future, annullando così il nuovo debito.
Continua »
Percentuale di ricarico: Cassazione detta le regole
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento IVA a carico di un'impresa individuale. La decisione si fonda su due principi chiave: l'illegittimità del calcolo della percentuale di ricarico basato su una media aritmetica semplice per beni eterogenei e l'efficacia vincolante di una precedente sentenza (giudicato esterno) che aveva già bocciato lo stesso metodo di calcolo per lo stesso anno d'imposta. La Corte ha rinviato il caso al giudice di secondo grado per un nuovo esame.
Continua »
Calcolo percentuale di ricarico: i criteri della Corte
Un imprenditore ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su un calcolo della percentuale di ricarico ritenuto errato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'Amministrazione finanziaria non può utilizzare una media aritmetica semplice su categorie di beni eterogenee. Ha invece sottolineato la necessità di un'analisi qualitativa, basata su una media ponderata e su un campione rappresentativo di merci, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: guida pratica
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso relativo a una richiesta di risarcimento per migliorie su un immobile e furto di beni. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 366 n. 3 c.p.c., poiché il ricorrente non ha fornito una esposizione sommaria dei fatti sufficiente a consentire alla Corte di comprendere la controversia senza consultare altri atti. Questo caso evidenzia l'importanza cruciale della corretta redazione dell'atto per superare il vaglio di ammissibilità, sottolineando come la chiarezza e completezza dell'esposizione siano requisiti sostanziali e non mere formalità.
Continua »
Sequestro conservativo: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro conservativo su beni di due indagati per bancarotta fraudolenta. La vicenda riguarda una presunta operazione immobiliare simulata, utilizzata per distrarre ingenti somme da una società poi fallita. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame, dopo un primo annullamento, avesse correttamente motivato la sussistenza dei requisiti del 'fumus commissi delicti' e del 'periculum in mora', basandosi su elementi concreti come flussi finanziari anomali e il rischio di dispersione dei beni.
Continua »
Vincolo conformativo: no indennizzo se non è esproprio
Un proprietario immobiliare ha richiesto un indennizzo per un vincolo urbanistico sul suo terreno, considerandolo di natura espropriativa. Dopo un lungo iter legale, i giudici amministrativi hanno stabilito che si trattava di un vincolo conformativo, finalizzato alla zonizzazione generale (verde pubblico) e non a una specifica espropriazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato questa linea, stabilendo che in assenza della natura espropriativa del vincolo, non spetta alcun indennizzo. La sentenza del giudice amministrativo sulla natura del vincolo è risultata vincolante per il giudice civile, chiudendo di fatto la possibilità di ottenere un indennizzo.
Continua »
Rapporti tra giudizio penale e civile: il caso usura
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27906/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per risarcimento danni da usura. La decisione sottolinea i corretti rapporti tra giudizio penale e civile, affermando la piena autonomia del giudice civile nel valutare i fatti, anche se originati da un procedimento penale. La Corte ha chiarito che una precedente sentenza civile di rescissione per lesione non costituisce giudicato vincolante in un diverso processo contro un soggetto differente, ribadendo che la valutazione delle prove è prerogativa del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Giudicato esterno: l’errore che ha riaperto il caso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27897/2024, ha prima revocato una propria precedente ordinanza per un errore di fatto sul termine di deposito di un ricorso. Successivamente, nel merito, ha affermato il principio del giudicato esterno, stabilendo che una domanda giudiziale, già decisa con sentenza passata in giudicato, non può essere riproposta, anche se diversamente qualificata (in questo caso, da azione di accertamento della proprietà a petizione di eredità), qualora gli elementi costitutivi – parti, oggetto e causa della pretesa – rimangano sostanzialmente identici.
Continua »
Giudicato esterno e tributi periodici: la Cassazione
Una società contesta una richiesta di pagamento per l'occupazione di suolo pubblico. La Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che una precedente sentenza su un'annualità diversa (giudicato esterno) è vincolante per gli anni successivi, in quanto decide su elementi stabili del rapporto. La Corte d'Appello aveva errato nell'ignorare tale precedente decisione.
Continua »
Azione surrogatoria appalti: interessi e riserve
Una società di costruzioni, non pagata da un concessionario fallito per la realizzazione di uno stadio, ha intrapreso un'azione surrogatoria contro l'ente pubblico committente. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al pagamento del capitale, ma ha negato gli interessi di mora. La decisione si fonda sul fatto che il contratto di concessione, che regola i rapporti tra l'ente e il concessionario, prevedeva l'emissione di una fattura per far scattare i termini di pagamento, adempimento mai avvenuto. In un'azione surrogatoria appalti, il creditore subentra nei diritti (e nei limiti) del proprio debitore. La Corte ha però cassato la sentenza per un riesame di alcune riserve contrattuali, giudicando illogica la motivazione del giudice di merito.
Continua »
Azione revocatoria: effetti sulla cessione d’azienda
Un ente sanitario locale ha erroneamente richiesto la restituzione di un pagamento indebito al fallimento di una società, dopo che la cessione d'azienda a un terzo era stata colpita da azione revocatoria. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'azione revocatoria non comporta la 'retrocessione' del bene e che il diritto alla restituzione sorge verso chi ha materialmente ricevuto il pagamento.
Continua »
Credito concorsuale: nascita e termini per l’insinuazione
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del credito concorsuale e i termini perentori per la sua insinuazione al passivo. Un'azienda sanitaria ha visto respingere la sua domanda tardiva di ammissione di un credito, poiché il momento genetico del debito risaliva a un'epoca ben anteriore al fallimento, rendendo irrilevante la successiva esigibilità. La Corte ha stabilito che né la cessione d'azienda né l'esito di un'azione revocatoria possono giustificare il superamento dei termini di decadenza previsti dalla legge fallimentare.
Continua »
Trasferimento dipendenti IPAB: a chi agire?
Ex dipendenti di un istituto pubblico di assistenza (IPAB) in crisi finanziaria hanno citato in giudizio l'ente per ottenere, tra le altre cose, il passaggio alle dipendenze del Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la domanda di trasferimento dipendenti IPAB deve essere rivolta all'ente successore nel rapporto di lavoro, ossia il Comune, e non all'IPAB originario, che non ha la legittimazione passiva per rispondere a tale pretesa.
Continua »
Giudicato sostanziale: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile una domanda per la preclusione da giudicato sostanziale. La Suprema Corte ha chiarito che, per affermare l'esistenza del giudicato, il giudice deve compiere una rigorosa verifica sull'identità di 'petitum' e 'causa petendi' tra la vecchia e la nuova causa, fornendo una motivazione specifica. In assenza di tale analisi, la decisione è illegittima.
Continua »
Debito di valore: sì a interessi e rivalutazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27736/2024, ha rigettato il ricorso di un Comune contro una società di costruzioni, confermando la sua condanna a un cospicuo risarcimento per inadempimento contrattuale. Il caso riguardava la rescissione illegittima di un contratto d'appalto per il restauro di un edificio. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'obbligazione di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale costituisce un debito di valore. Di conseguenza, alla somma liquidata spettano sia la rivalutazione monetaria, per adeguarne il potere d'acquisto al momento della sentenza, sia gli interessi compensativi, per ristorare il creditore del mancato godimento del bene per tutta la durata del processo.
Continua »
Errore revocatorio: i limiti secondo la Cassazione
Un proprietario terriero contesta i contributi a un consorzio di miglioramento fondiario. Dopo aver perso in appello, chiede la revocazione della sentenza per un presunto errore di fatto. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che un'errata valutazione giuridica del giudice non costituisce un errore revocatorio, il quale deve consistere in una svista puramente percettiva su un fatto decisivo e non controverso.
Continua »
Definizione agevolata: estingue il giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata di una controversia tributaria estingue il giudizio nei confronti del contribuente che vi ha aderito, anche se l'Agenzia delle Entrate aveva emesso una nuova cartella di pagamento non impugnata. Per gli altri contribuenti, non aderenti e non coobbligati in solido, il ricorso è stato rigettato, poiché un presunto errore di calcolo in una precedente sentenza non costituiva un 'errore materiale' ma una questione di merito che doveva essere contestata tramite appello.
Continua »