LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2901 Codice Civile

Pagina 53 di 40

1469 provvedimenti

Azione revocatoria: basta un credito futuro e contestato
Una ex amministratrice di un istituto di credito trasferiva ai propri figli le quote di alcune società. La banca, vantando un potenziale credito risarcitorio nei confronti della donna, ha esercitato con successo l'azione revocatoria per rendere inefficaci tali atti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che per l'azione revocatoria è sufficiente una semplice aspettativa di credito, anche se litigiosa, e che la consapevolezza del pregiudizio può essere provata tramite presunzioni, come lo stretto legame di parentela.
Continua »
Revocatoria del credito: inesistenza e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare in un'azione di revocatoria del credito. La decisione si fonda sulla 'sopravvenuta inesistenza' del credito stesso, estinto a seguito della revoca di una concessione pubblica e sostituito da un diritto all'indennizzo. Questo ha reso l'azione revocatoria priva di oggetto, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Vendita indiretta: revocatoria e tutela dei creditori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6583/2024, ha confermato la decisione di merito che qualificava una complessa operazione immobiliare come vendita indiretta. L'operazione, volta a evitare una doppia imposizione fiscale, consisteva nella vendita di un immobile da parte di un procuratore speciale (acquirente sostanziale) a una società terza, senza che il bene transitasse formalmente nel patrimonio del procuratore. I creditori del procuratore hanno agito con azione revocatoria. La Corte ha stabilito che anche una vendita indiretta costituisce un atto dispositivo lesivo della garanzia patrimoniale, suscettibile di essere dichiarato inefficace, confermando che il pregiudizio per i creditori (eventus damni) sussiste anche in caso di mera trasformazione del patrimonio del debitore in beni più difficilmente aggredibili.
Continua »
Azione revocatoria: quando l’atto è pregiudizievole
La Corte di Cassazione conferma la revoca di alcuni atti di disposizione patrimoniale compiuti da fideiussori a danno di un istituto di credito. La sentenza chiarisce che per l'azione revocatoria è sufficiente che l'atto renda più incerta o difficile la riscossione del credito. Si precisa inoltre che la pendenza di un giudizio sulla validità del credito non impone la sospensione del processo revocatorio e che l'onere di dimostrare la sufficienza del patrimonio residuo grava sul debitore.
Continua »
Cessione del credito: l’azione revocatoria si trasferisce?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6582/2024, ha stabilito che in caso di cessione del credito, l'azione revocatoria non si trasferisce automaticamente al nuovo creditore, ma è necessario che vi sia un'espressa volontà negoziale delle parti. Nel caso di specie, una società acquirente di un credito in blocco è stata ritenuta legittimata a proseguire l'azione revocatoria iniziata dalla banca cedente, poiché il contratto di cessione includeva il trasferimento di 'ogni e qualsiasi diritto, ragione e pretesa, azione ed eccezione' connessa al credito. La Corte ha valorizzato un'interpretazione conservativa del contratto, ritenendo tale clausola sufficiente a manifestare la volontà di trasferire anche l'azione in corso, respingendo così il ricorso dei debitori.
Continua »
Azione revocatoria: quando è inammissibile il ricorso
Una società immobiliare ha perso un'azione revocatoria contro una donazione familiare. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è possibile modificare in appello la data di origine del credito a fondamento della domanda, poiché ciò costituisce un'inammissibile mutamento della causa.
Continua »
Principio di non contestazione: limiti e prove
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6448/2024, ha chiarito i confini del principio di non contestazione. Nel caso di un'azione revocatoria fallimentare, la Corte d'Appello aveva liquidato un risarcimento basandosi su una valutazione immobiliare prodotta dal fallimento e non contestata dalla controparte. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il principio di non contestazione si applica ai fatti storici allegati dalle parti, ma non alle prove documentali o alle valutazioni di terzi, che il giudice deve sempre valutare criticamente.
Continua »
Mancata comunicazione udienza: rinvio della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di una causa a una nuova udienza a causa di un vizio procedurale. Nello specifico, è stata accertata la mancata comunicazione dell'avviso di udienza al difensore dei ricorrenti, atto indispensabile per garantire il corretto svolgimento del contraddittorio. Il procedimento nasce da un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato l'inefficacia di alcuni atti di compravendita immobiliare, ritenuti lesivi per un istituto di credito.
Continua »
Litisconsorzio necessario: debitore va sempre citato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per difetto di integrità del contraddittorio. In un'espropriazione immobiliare contro il terzo proprietario, una società creditrice si opponeva al piano di riparto che assegnava parte del ricavato alla curatela fallimentare di uno dei debitori originari. La Corte ha stabilito che anche l'altro debitore originario, non fallito, era parte necessaria del giudizio (litisconsorzio necessario). La sua mancata partecipazione ha reso nulla la sentenza, con rinvio della causa al primo grado per un nuovo giudizio con tutti i soggetti coinvolti.
Continua »
Liquidazione controllata: obblighi di trasparenza
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di una procedura di liquidazione controllata per un debitore che aveva omesso di dichiarare la vendita di tutti i suoi immobili a un prezzo irrisorio a una società del figlio. La Corte ha stabilito che la completezza e l'attendibilità della documentazione sono un presupposto essenziale, e il controllo del giudice sulla relazione dell'OCC non è meramente formale ma sostanziale, a tutela dei creditori.
Continua »
Prova presuntiva e azione revocatoria: il caso esaminato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva dichiarato inefficace una compravendita immobiliare tramite azione revocatoria. La decisione è stata cassata perché basata su una prova presuntiva non valida: la precedente trascrizione di un sequestro conservativo, poi revocato e cancellato. La Suprema Corte ha chiarito che un singolo elemento indiziario, privo dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, non è sufficiente a dimostrare la 'scientia fraudis' del terzo acquirente.
Continua »
Cessione crediti in blocco: prova e oneri del cessionario
In un caso di azione revocatoria, un credito viene trasferito a una società veicolo tramite una cessione crediti in blocco. La Corte di Cassazione stabilisce che la mera pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito se il debitore la contesta. Il cessionario ha l'onere di fornire prova documentale che lo specifico credito rientri nell'operazione di cessione per poter agire in giudizio.
Continua »
Azione revocatoria: il credito da lavoro è anteriore
Un lavoratore agisce con un'azione revocatoria contro gli ex datori di lavoro che avevano donato i loro immobili ai figli. La Cassazione chiarisce che il credito del lavoratore, derivante da differenze retributive, sorge durante il rapporto di lavoro e non con la sentenza che lo accerta. Pertanto, il credito è anteriore alle donazioni, rendendo sufficiente la prova della consapevolezza del debitore di arrecare pregiudizio (scientia damni) per dichiarare l'inefficacia dell'atto.
Continua »
Azione revocatoria e vendita dell’unico immobile
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare. L'operazione, riguardante gli unici beni dei debitori, è stata ritenuta inefficace perché compiuta dopo l'insorgere del debito e con la consapevolezza, presunta, di ledere le ragioni del creditore. L'azione revocatoria è stata accolta, poiché i debitori non hanno provato di avere un patrimonio residuo sufficiente a garantire il credito.
Continua »
Azione Revocatoria: il vincolo familiare è prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5328/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due coniugi avverso una sentenza che rendeva inefficace un trasferimento immobiliare tra loro. Al centro del caso un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito. La Corte ha ribadito un principio consolidato: nell'ambito dell'azione revocatoria, il vincolo di coniugio e la convivenza costituiscono una presunzione grave, precisa e concordante della conoscenza, da parte del coniuge acquirente, della situazione debitoria dell'altro coniuge, integrando il requisito della 'scientia damni'.
Continua »
Eccezione in senso stretto: la Cassazione decide
Una coppia impugna in Cassazione la declaratoria di inefficacia di un atto di vendita immobiliare tra coniugi, sostenendo di aver sollevato tardivamente un'eccezione. La Corte Suprema rigetta il ricorso, confermando che l'irrevocabilità dell'atto dispositivo compiuto per pagare un debito scaduto costituisce un'eccezione in senso stretto, da proporsi tassativamente nella prima difesa utile, pena la decadenza. La sentenza ribadisce il consolidato orientamento giurisprudenziale sulla natura e i tempi di proposizione di tale difesa.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per cassazione proposto da una società in concordato contro la decisione della Corte d'Appello che aveva confermato l'annullamento di alcuni contratti infragruppo per conflitto di interessi e nullità. La Suprema Corte ha ritenuto i motivi di ricorso generici, non specificamente confrontati con la sentenza impugnata e basati su una sovrapposizione di censure incompatibili, ribadendo il rigore formale richiesto per l'accesso al giudizio di legittimità.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: vendita e tutela del credito
L'erede di un socio di maggioranza ottiene la revoca della vendita dell'azienda sociale tramite un'azione revocatoria ordinaria. La Cassazione conferma che una notevole sproporzione tra prezzo di vendita e valore di mercato è sufficiente a presumere la consapevolezza del pregiudizio da parte dell'acquirente, tutelando così il creditore.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: le rationes decidendi
Una società ha visto il proprio ricorso respinto dalla Corte di Cassazione. La questione centrale riguarda l'inammissibilità del ricorso cassazione, determinata dal fatto che la sentenza d'appello si fondava su due motivazioni distinte e autonome ('rationes decidendi'). La società ricorrente non ha impugnato validamente una di queste motivazioni, rendendola definitiva. Poiché tale motivazione era di per sé sufficiente a sorreggere la decisione, la Corte ha dichiarato l'intero ricorso inammissibile per carenza di interesse, senza esaminare gli altri motivi.
Continua »
Cessione del credito: l’azione revocatoria si trasferisce?
Un creditore avvia un'azione revocatoria contro un trust creato dal debitore. Durante la causa, il creditore cede il suo credito a una società. La Cassazione chiarisce che con la cessione del credito, il diritto di beneficiare dell'azione revocatoria si trasferisce automaticamente al nuovo creditore, garantendogli la possibilità di aggredire i beni del trust.
Continua »