LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 29 d.lgs. n. 276 del 2003

Pagina 2 di 2

30 provvedimenti

Indennità una tantum: l’ultimo datore non paga per il passato
Un lavoratore ha richiesto all'attuale datore di lavoro il pagamento dell'intera indennità una tantum per il periodo di vacanza contrattuale di 44 mesi, nonostante avesse lavorato per gran parte di quel periodo alle dipendenze di altre imprese appaltatrici. La Corte d'Appello aveva accolto la domanda del lavoratore. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che l'indennità una tantum spetta solo in proporzione ai mesi di servizio effettivamente prestati presso ciascun datore di lavoro. Trattandosi di un compenso legato alla prestazione lavorativa, non è corretto addossare l'intero importo all'ultimo datore di lavoro in assenza di una specifica clausola contrattuale contraria. Di conseguenza, la domanda originaria del lavoratore è stata rigettata.
Continua »
Appalto illecito e licenziamento: le sanzioni corrette
La Cassazione chiarisce le tutele per il lavoratore in caso di appalto illecito. Sebbene venga riconosciuto il rapporto di lavoro con l'utilizzatore, il licenziamento illegittimo per motivi economici non comporta la reintegra totale, ma un'indennità risarcitoria limitata.
Continua »
Cessione del quinto: a chi spetta il credito?
Un lavoratore ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, l'appaltatore e il committente poiché il datore di lavoro, dopo aver trattenuto le rate per un prestito con cessione del quinto, non le aveva versate all'istituto finanziario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore, chiarendo che con la cessione, il credito si trasferisce all'istituto finanziario, che diventa l'unico creditore. Di conseguenza, il lavoratore non può rivendicare tali somme per sé, e la responsabilità solidale del committente e dell'appaltatore non si applica a questo specifico debito.
Continua »
Lavoro subordinato: quando il fatto notorio non basta
Una società organizzatrice di eventi è stata sanzionata per il presunto impiego irregolare di undici addetti alla sicurezza. Le corti inferiori hanno confermato la sanzione, ritenendo 'notorio' che tale attività costituisse lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la qualificazione di un rapporto come lavoro subordinato non può basarsi su una presunzione di notorietà, ma richiede una prova concreta dell'assoggettamento del lavoratore al potere direttivo del datore di lavoro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Appalto non genuino: quando è illecito (Cassazione)
La Cassazione chiarisce la differenza tra appalto lecito e appalto non genuino. Se l'appaltatore fornisce solo manodopera senza un'organizzazione propria e potere direttivo, il rapporto di lavoro si costituisce con il committente. L'ordinanza analizza un caso di interposizione fittizia di manodopera, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Responsabilità solidale appalto: la guida completa
Una società appaltatrice è stata condannata a pagare i salari dei lavoratori impiegati da una sua subappaltatrice. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo il principio di responsabilità solidale appalto, che tutela i lavoratori garantendo il pagamento delle loro retribuzioni da parte di tutti i soggetti coinvolti nella catena contrattuale (committente, appaltatore e subappaltatori). L'ordinanza chiarisce che tale responsabilità sussiste a prescindere dalla complessità della struttura contrattuale, rendendo inammissibile il ricorso che non affronta questo principio cardine.
Continua »
Responsabilità solidale: anche sanzioni a carico?
Una società committente è stata ritenuta solidalmente responsabile per i contributi previdenziali non versati da una sua subfornitrice. La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità solidale si applica indipendentemente dalla qualificazione del contratto come appalto o subfornitura e non è soggetta al termine di decadenza biennale per le azioni degli enti previdenziali. Crucialmente, ha stabilito che la responsabilità si estende anche alle sanzioni civili per i debiti maturati prima del 10 febbraio 2012, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e rigettando quello dell'azienda.
Continua »
Interposizione illecita di manodopera: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito in un caso di interposizione illecita di manodopera. Un lavoratore, formalmente dipendente di una società di servizi, era di fatto eterodiretto da una grande azienda committente. La Corte ha stabilito che, quando il committente esercita un potere direttivo e organizzativo effettivo e costante, l'appalto è fittizio e si costituisce un rapporto di lavoro subordinato direttamente con l'utilizzatore della prestazione. La sentenza ha inoltre respinto la questione di legittimità costituzionale di una norma interpretativa inserita in un decreto-legge emergenziale, ritenendola sufficientemente connessa alle finalità di sostegno al lavoro del decreto stesso.
Continua »
Indebita compensazione: la responsabilità del committente
La Corte di Cassazione analizza un caso di frode fiscale basato su fittizi contratti di appalto, chiarendo la responsabilità del committente nel reato di indebita compensazione. La sentenza conferma il sequestro preventivo nei confronti della società committente, ritenuta pienamente consapevole del meccanismo illecito. Tuttavia, annulla la misura cautelare per l'amministratrice di una delle società appaltatrici, in carica solo per 44 giorni, per assenza di prove concrete del suo coinvolgimento. Vengono inoltre rigettate le eccezioni sul 'ne bis in idem' e sulla competenza territoriale.
Continua »
Appalto di servizi di trasporto: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una grande società committente al pagamento delle differenze retributive di un lavoratore, dipendente di una cooperativa subappaltatrice. La sentenza chiarisce che quando un contratto, pur formalmente di trasporto, prevede una serie continuativa e organizzata di prestazioni accessorie, si configura un appalto di servizi di trasporto. Questa qualificazione estende la responsabilità solidale del committente ai crediti del lavoratore, anche se non è il suo datore di lavoro diretto.
Continua »