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Art. 29 Codice di Procedura Civile

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74 provvedimenti

Clausola foro competente: quando non è esclusiva?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola foro competente generica, senza un'espressa dichiarazione di esclusività, non deroga alla competenza territoriale ordinaria. Il caso riguarda l'opposizione a un decreto ingiuntivo in un contratto di subappalto, dove la società committente invocava una clausola per spostare il giudizio. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che per rendere un foro convenzionale esclusivo, la volontà delle parti di escludere altri fori legali deve essere inequivocabile.
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Eccezione di incompetenza territoriale: la Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di due coniugi fideiussori, confermando che l'eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata tempestivamente nel primo atto difensivo. Il caso riguardava un'azione revocatoria intentata da una società di factoring per rendere inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale da parte del fideiussore. La Corte ha ritenuto tardiva l'eccezione, in quanto proposta lo stesso giorno della prima udienza e non entro i termini di costituzione in giudizio. Accolto, invece, il ricorso incidentale della società creditrice per un ricalcolo delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se c’è accordo
Una società aveva proposto ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza del Tribunale di Forlì. Prima dell'udienza, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, applicando le nuove norme procedurali, ha dichiarato estinto il giudizio. In virtù dell'accettazione della rinuncia, la Corte non ha condannato la parte ricorrente alle spese, accogliendo la richiesta congiunta delle parti di compensarle integralmente.
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Clausola foro convenzionale: Cassazione sulla validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa immobiliare contro una società di leasing, confermando la validità di una clausola sul foro convenzionale che stabiliva fori diversi per le parti. L'ordinanza chiarisce che tali clausole asimmetriche sono lecite nei rapporti tra imprese se specificamente approvate. Inoltre, la Corte ha stabilito che la valutazione sull'equità di una clausola penale in un contratto di leasing risolto può avvenire solo dopo la restituzione del bene da parte dell'utilizzatore.
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Eccezione di incompetenza: tutti i fori alternativi
Una professionista ottiene un decreto ingiuntivo contro la propria compagnia assicurativa, la quale solleva un'eccezione di incompetenza territoriale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della professionista, stabilendo che l'eccezione è inammissibile. La Corte chiarisce che la parte che eccepisce l'incompetenza deve contestare la sussistenza di tutti i fori alternativi previsti dalla legge, non solo quello della propria sede. La mancata contestazione completa rende l'eccezione tamquam non esset, radicando la competenza presso il giudice adito.
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Eccezione di incompetenza: l’errore che la annulla
Una società turistica ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale in una causa di rimborso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'eccezione inammissibile perché la società non ha contestato tutti i fori alternativi previsti dalla legge, in particolare quello relativo alla presenza di uno stabilimento con rappresentante nel luogo del giudizio. Di conseguenza, la competenza del primo giudice è stata confermata.
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Competenza territoriale: clausola nel codice di rete
Una società del settore energetico ha citato in giudizio un distributore di gas per abuso di dipendenza economica. Il distributore ha eccepito l'incompetenza del tribunale adito, indicando come foro esclusivo quello della propria sede, come previsto nel suo "codice di rete". La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola che deroga alla normale competenza territoriale è inefficace se non contenuta in un contratto scritto e specificamente approvata per iscritto dalla controparte, anche nei settori monopolistici. La Corte ha quindi affermato la competenza del tribunale originariamente scelto dall'attrice.
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Foro convenzionale esclusivo: la Cassazione chiarisce
Una società creditrice si oppone alla decisione di un Tribunale che si era dichiarato incompetente a favore di un altro foro indicato in un contratto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la clausola che designa un foro competente, per essere considerata un foro convenzionale esclusivo, deve contenere un'espressione di volontà chiara e inequivocabile, come l'uso dell'aggettivo 'esclusivo'. In mancanza di ciò, il foro indicato si aggiunge a quelli previsti dalla legge, come quello del domicilio del creditore per le obbligazioni di pagamento.
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Adesione incompetenza territoriale: no spese legali
La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di adesione all'eccezione di incompetenza territoriale, il giudice non ha il potere di decidere sulle spese legali. La causa deve essere semplicemente cancellata dal ruolo con ordinanza, senza alcuna statuizione accessoria. Un'eventuale sentenza che condanna alle spese è illegittima e può essere impugnata limitatamente a tale capo.
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Operazioni inesistenti: la Cassazione sui profitti
La Corte di Cassazione conferma la tassabilità dei profitti derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti. Una società, operante sia nel commercio di metalli che come "cartiera", si è vista confermare l'accertamento fiscale che recuperava a tassazione sia i ricavi occulti dell'attività reale, sia un compenso presunto per il suo ruolo di interposta fittizia. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che anche i proventi illeciti costituiscono reddito imponibile e che l'accertamento induttivo è legittimo in presenza di scritture contabili inattendibili a causa dell'emissione di fatture false.
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Eccezione incompetenza: come formularla correttamente
Una società subappaltatrice ottiene un decreto ingiuntivo contro una società costruttrice. Quest'ultima solleva un'eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che il foro competente sia quello della propria sede legale. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'eccezione di incompetenza è incompleta, e quindi considerata come non proposta, se la società convenuta non contesta specificamente, oltre alla sede legale, anche l'inesistenza di una sede secondaria o di uno stabilimento con rappresentante legale nel foro adito.
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Inammissibilità del ricorso: chiarezza è requisito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per revocazione presentato da due garanti. L'appello, fondato su un presunto errore di fatto del giudice, è stato giudicato contraddittorio e poco chiaro, violando il dovere processuale di sinteticità. La Corte ha stabilito che la mancata chiarezza nell'esposizione dei motivi impedisce l'esame nel merito, confermando così la precedente decisione e condannando i ricorrenti alle spese. Questo caso sottolinea l'importanza della chiarezza formale negli atti giudiziari.
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Recesso locazione commerciale: la clausola vince
Un locatore ha impugnato la decisione di primo grado che convalidava il recesso anticipato di un conduttore da un contratto di sublocazione ad uso professionale. La Corte d'Appello ha respinto l'appello, confermando che una specifica clausola contrattuale che consentiva il recesso con un preavviso di soli 20 giorni era pienamente valida. La sentenza sottolinea come l'autonomia contrattuale delle parti possa prevalere sulle disposizioni di legge standard in materia di recesso locazione commerciale, che prevedono un preavviso di sei mesi per gravi motivi.
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Riduzione compensi gioco lecito: la decisione
Una sentenza della Corte di Appello di Firenze ha confermato la condanna di una società di gestione di apparecchi da gioco a pagare una somma a una società concessionaria a titolo di 'riduzione compensi gioco lecito', un prelievo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015. La Corte ha rigettato tutti i motivi di appello, stabilendo la competenza territoriale del Tribunale in base al domicilio del creditore al momento della scadenza dell'obbligazione. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la questione di costituzionalità sul criterio di calcolo del prelievo, basato sul numero di apparecchi anziché sul volume delle giocate, e ha confermato che il gestore è responsabile del versamento, avendo trattenuto indebitamente somme destinate alla filiera.
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