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Art. 281-sexies Codice di Procedura Civile

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556 provvedimenti

Azione revocatoria: pagamenti pre-fallimento revocati
Il Tribunale di Torino ha accolto un'azione revocatoria promossa da una società in amministrazione straordinaria. Ha dichiarato inefficaci due pagamenti per oltre 183.000 euro, effettuati a favore di un fornitore nei sei mesi antecedenti la dichiarazione di insolvenza. La decisione si basa sulla presunzione di conoscenza dello stato di crisi del debitore da parte del creditore, desunta dalla necessità di quest'ultimo di intraprendere ripetute azioni legali per ottenere il pagamento dei propri crediti.
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Danni da infiltrazioni: chi paga in condominio?
Il Tribunale di Torino ha esaminato un caso di danni da infiltrazioni in un condominio. Due proprietarie hanno citato in giudizio il condominio, il quale ha chiamato in causa la propria assicurazione e il proprietario dell'appartamento sovrastante. La sentenza ha rigettato le domande delle attrici, ritenendo che gli indennizzi già versati dall'assicurazione fossero sufficienti a coprire i danni materiali quantificati dalla Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU). È stata inoltre respinta la richiesta di danno morale per mancanza di prova di una lesione grave e dichiarata inammissibile una nuova domanda, formulata nel corso del processo, volta a ottenere l'esecuzione di lavori di riparazione.
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Regolarità contributiva appalto: quando è legittimo?
Analisi di una sentenza sulla regolarità contributiva in un contratto di appalto. Il Tribunale ha revocato un decreto ingiuntivo, ritenendo legittima la sospensione dei pagamenti da parte del committente a fronte della mancata prova, da parte dell'appaltatore, del corretto versamento dei contributi previdenziali e fiscali, come previsto dal contratto.
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Contratto minore annullabile senza autorizzazione
Il Tribunale di Venezia ha annullato un contratto di sponsorizzazione sportiva per un'atleta minorenne. I genitori avevano firmato l'accordo in nome e per conto della figlia, assumendo obblighi economici significativi. La corte ha stabilito che, trattandosi di un atto di straordinaria amministrazione, era necessaria l'autorizzazione del Giudice Tutelare. In assenza di tale autorizzazione, il contratto minore è annullabile, a prescindere dalle responsabilità dei genitori, poiché la normativa mira a proteggere il patrimonio del minore.
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Nesso di causalità: quando le complicanze non sono colpa medica
Un paziente ha citato in giudizio una struttura sanitaria e i medici per gravi complicanze seguite a un intervento cardiochirurgico. Il Tribunale ha respinto la domanda, non ravvisando un nesso di causalità tra la condotta dei sanitari e il danno subito. Le complicanze, sebbene gravi, sono state ritenute conseguenze prevedibili ma inevitabili della complessa situazione clinica del paziente, e non frutto di negligenza medica.
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Opposizione all’esecuzione: motivi e limiti del debito
Una debitrice ha presentato opposizione all'esecuzione per un pignoramento dello stipendio derivante da un mutuo non pagato. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, confermando che il contratto di mutuo è un titolo esecutivo valido anche per il debito residuo dopo una prima esecuzione immobiliare. Inoltre, ha chiarito che l'onere di provare l'estinzione del debito spetta al debitore e ha definito le regole per il pignoramento dello stipendio in presenza di altre trattenute.
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Credito amministratore condominio: quando è provato?
Un Tribunale ha riformato una sentenza di primo grado, revocando un decreto ingiuntivo a favore di un ex amministratore. La decisione chiarisce che il credito amministratore condominio per anticipazioni non può basarsi sul semplice disavanzo di cassa o sul verbale di passaggio di consegne. È necessaria una prova rigorosa delle spese sostenute con fondi propri e una delibera assembleare di approvazione o ratifica.
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Distanze tra costruzioni: chi paga i danni?
Una causa per violazione delle distanze tra costruzioni si conclude con una sentenza complessa: il Tribunale accerta una violazione reciproca da parte di entrambi i proprietari confinanti. Di conseguenza, rigetta la richiesta di risarcimento danni e ordina a entrambe le parti di chiudere le aperture irregolari. Il progettista dell'opera più recente viene ritenuto responsabile e condannato a manlevare i propri clienti dai costi. Tuttavia, la sua compagnia assicurativa non è tenuta a pagare, poiché il professionista era a conoscenza della violazione prima di stipulare la polizza, configurando una reticenza che rende il contratto inefficace.
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Usucapione: la prova del possesso per 50 anni
Una sentenza del Tribunale di Bari ha riconosciuto l'usucapione di una porzione di terreno a favore di alcuni soggetti che, insieme alla loro dante causa, ne avevano mantenuto il possesso pacifico e pubblico per oltre cinquant'anni. La decisione si fonda sulle prove testimoniali concordanti e su una consulenza tecnica che ha identificato e frazionato catastalmente l'area. I convenuti, proprietari formali, non si sono costituiti in giudizio e sono stati dichiarati contumaci.
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Abuso strumento monitorio: quando è lite temeraria
Il Tribunale di Roma revoca un decreto ingiuntivo definendolo un'ipotesi di abuso strumento monitorio. Un creditore, già in possesso di un titolo esecutivo definitivo per il suo credito, aveva richiesto un nuovo decreto basandosi su titoli ormai revocati. Il giudice ha accolto l'opposizione, annullando il decreto e condannando il creditore per lite temeraria ai sensi dell'art. 96 c.p.c., sanzionando la superflua duplicazione processuale.
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Manutenzione ascensore: obblighi e responsabilità
Un condominio si è opposto a un decreto ingiuntivo di una società di manutenzione ascensore, lamentando un grave inadempimento contrattuale. Il Tribunale ha revocato il decreto, stabilendo che la società ha violato l'obbligo di segnalare per iscritto la necessità di interventi straordinari. La richiesta di risarcimento danni del condominio è stata però respinta, poiché la vetustà dell'impianto rendeva comunque necessari interventi radicali. Il caso sottolinea l'importanza della comunicazione formale nei contratti di manutenzione ascensore.
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Accettazione tacita eredità: notifica a erede defunto
Una società creditrice ha agito in giudizio per ottenere l'accertamento dell'accettazione tacita di eredità da parte degli eredi di un suo debitore. Il Tribunale ha dichiarato la nullità del ricorso notificato a un'erede già deceduta, poiché un giudizio non può essere instaurato contro un soggetto inesistente. Per gli altri eredi, che nel corso della causa hanno accettato l'eredità, il giudice ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, condannandoli però al pagamento delle spese legali in base al principio della soccombenza virtuale, a causa della loro iniziale inerzia che aveva reso necessario l'avvio del contenzioso.
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Azione diretta sanità: inammissibile se pre-decreto
Una recente sentenza del Tribunale di Roma dichiara inammissibile l'azione diretta sanità promossa da un paziente contro l'assicurazione di una struttura sanitaria. La causa, intentata prima dell'entrata in vigore del decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco (16 marzo 2024), è stata respinta poiché il diritto stesso non era ancora sorto al momento della notifica dell'atto di citazione, senza possibilità di sanatoria retroattiva.
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Prestito tra coniugi: i messaggi WhatsApp valgono?
Un marito si opponeva a un decreto ingiuntivo per la restituzione di 20.000 euro alla moglie, sostenendo che si trattasse di un contributo per i bisogni familiari. Il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione, confermando che si trattava di un prestito tra coniugi. La decisione si è basata principalmente su messaggi WhatsApp in cui l'uomo ammetteva la natura del prestito e prometteva la restituzione, dimostrando il valore probatorio delle comunicazioni digitali.
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Cessione del credito: prova e oneri del creditore
Un debitore si opponeva a un decreto ingiuntivo, contestando la legittimità del creditore subentrato tramite una cessione del credito. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, ritenendo che la società finanziaria avesse fornito prove adeguate della cessione, come il contratto e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La sentenza chiarisce anche che la prescrizione del finanziamento decorre dalla scadenza dell'ultima rata e che un TAEG errato non invalida il contratto.
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Termine lungo appello: quando decorre nel rito lavoro
La Corte d'Appello di Trieste ha dichiarato inammissibile un appello in materia di previdenza perché depositato oltre il termine lungo semestrale. La sentenza chiarisce che, nel rito del lavoro, se il giudice legge la sentenza completa di motivazioni in udienza, il termine lungo appello di sei mesi decorre da quella data, non da una successiva comunicazione della cancelleria. La presenza o meno degli avvocati alla lettura è irrilevante se vi hanno rinunciato.
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