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Art. 2740 Codice Civile

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430 provvedimenti

Cessione ramo d’azienda: debiti fiscali e responsabilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la società acquirente in una cessione di ramo d'azienda è solidalmente responsabile per i debiti fiscali della società cedente, anche se accertati dopo il trasferimento. La sentenza chiarisce che se l'acquirente non richiede il certificato dei carichi pendenti all'Amministrazione Finanziaria, la sua responsabilità si estende ai debiti sorti nell'anno della cessione e nei due precedenti, anche se non ancora formalizzati. Viene inoltre confermato che, una volta che il debito è sancito da una sentenza definitiva, il termine per la riscossione è quello decennale ordinario e non i più brevi termini di decadenza fiscale.
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Responsabilità socio accomandante: limiti e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la responsabilità del socio accomandante per i debiti tributari di una società in accomandita semplice è strettamente limitata alla quota di capitale conferita. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate non può irrogare sanzioni direttamente al socio accomandante per le violazioni fiscali della società, poiché quest'ultimo è privo di legittimazione passiva. Il Fisco non può agire direttamente nei suoi confronti, ma deve rivolgersi alla società e, eventualmente, al socio accomandatario.
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Litisconsorzio necessario società: nullità del processo
La Corte di Cassazione ha annullato un intero processo tributario riguardante un accertamento fiscale a una società in accomandita semplice. La decisione si fonda sulla violazione del litisconsorzio necessario società, poiché uno dei soci non era stato incluso nel giudizio. Questo vizio procedurale ha reso nulle le sentenze di primo e secondo grado, con rinvio della causa al primo giudice per una nuova trattazione nel rispetto del contraddittorio tra tutte le parti coinvolte.
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Contratto preliminare condizionato: inefficacia e danni
Il Tribunale di Milano ha rigettato le domande di un soggetto che chiedeva l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare condizionato. La decisione si basa sull'inefficacia del contratto a causa del mancato avveramento della condizione sospensiva entro il termine stabilito. Sono state respinte anche le richieste di risarcimento danni, sia dell'attore che del convenuto, per insussistenza dei presupposti.
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Azione revocatoria: donazione e competenza territoriale
La Corte d'Appello di Torino ha confermato la sentenza di primo grado che accoglieva un'azione revocatoria promossa da un ente creditore. Il caso riguarda una madre che, dopo aver ricevuto avvisi di accertamento per un debito fiscale, donava diversi immobili alle figlie. La Corte ha rigettato l'eccezione di incompetenza territoriale, stabilendo che il foro competente è quello del domicilio del creditore. Ha inoltre qualificato gli atti come donazioni pure e semplici, ritenendo sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni) sia la consapevolezza del debitore di arrecare tale danno (scientia damni), data la stretta vicinanza temporale tra la notifica del debito e gli atti di donazione.
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Azione revocatoria spese legali: quando sorge il credito
Un'analisi della sentenza della Corte d'Appello di Trieste sull'inammissibilità dell'azione revocatoria per spese legali prima della sentenza di condanna. Il caso chiarisce che il credito per le spese di lite sorge solo con la pronuncia del giudice, rendendo inefficace un'azione revocatoria su atti di disposizione anteriori a tale momento.
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Sequestro conservativo: prova del periculum in mora
L'amministratore di sostegno di una persona anziana richiedeva un sequestro conservativo per circa 130.000 euro contro un terzo che aveva ricevuto ingenti somme dalla stessa. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, sottolineando che il ricorrente non aveva fornito prova del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto e attuale che il debitore disperdesse il proprio patrimonio. La sola dimostrazione del trasferimento dei fondi è stata ritenuta insufficiente.
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Liquidazione Controllata: anche senza beni attuali?
Un imprenditore agricolo ha impugnato l'apertura della liquidazione controllata a suo carico, sostenendo la nullità della notifica e l'assenza di beni da liquidare. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, confermando la correttezza della notifica e stabilendo un principio chiave: la procedura di liquidazione controllata può essere avviata anche in assenza di un patrimonio attuale, poiché il debitore risponde delle obbligazioni anche con i beni futuri.
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Azione revocatoria: quando si valuta la malafede?
La Corte d'Appello di Genova ha respinto un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito contro la vendita di un immobile. La sentenza stabilisce che la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio al creditore (scientia damni) deve essere valutata al momento della stipula del contratto preliminare. Poiché a quella data il debitore non era ancora inadempiente, l'azione è stata rigettata, confermando che le successive modifiche al contratto definitivo erano giustificate e non indice di frode.
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Cancellazione ipoteca: il creditore può rinunciare?
Una debitrice si oppone alla decisione del creditore di richiedere la cancellazione di un'ipoteca da lei concessa su una quota immobiliare. La Corte d'Appello conferma che il creditore ha il diritto incondizionato di rinunciare a una garanzia ritenuta inadeguata o inefficiente per il recupero del credito. La richiesta di cancellazione ipoteca da parte del creditore è quindi legittima e il debitore non può impedirla.
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