LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2740 Codice Civile

Pagina 20 di 22

430 provvedimenti

Azione revocatoria fallimentare: la Cassazione chiarisce
Un creditore avvia un'azione revocatoria per annullare delle vendite immobiliari. La società debitrice fallisce e la curatela subentra nel processo. La Cassazione conferma che l'azione prosegue a beneficio di tutti i creditori, senza che la domanda si modifichi, e corregge il calcolo delle spese legali, che va basato sul valore del credito e non su quello degli immobili.
Continua »
Abuso personalità giuridica: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2284/2025, ha cassato la decisione di merito che escludeva l'abuso della personalità giuridica solo perché la società era effettivamente operativa. Secondo la Corte, l'abuso può configurarsi anche in un momento successivo alla costituzione, qualora un'operazione specifica sia posta in essere con il solo scopo di conseguire un indebito vantaggio fiscale, senza valide ragioni economiche. Il caso riguardava la vendita di un immobile seguita dalla cessione delle quote societarie, un meccanismo che secondo l'Amministrazione Finanziaria mirava a eludere la tassazione sulla plusvalenza immobiliare.
Continua »
Domanda tardiva: quando il ritardo è imputabile?
Una società, promissaria acquirente di un immobile, ha presentato una domanda tardiva di insinuazione al passivo nel fallimento della società venditrice, che nel frattempo aveva venduto lo stesso bene a terzi. La ricorrente sosteneva che il ritardo non fosse a lei imputabile, poiché il contratto preliminare era sospeso in attesa delle decisioni del curatore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il diritto al risarcimento era sorto e divenuto esigibile al momento della vendita al terzo, ovvero prima del fallimento. Di conseguenza, il ritardo di quasi dieci anni nella presentazione della domanda è stato considerato ingiustificato e imputabile al creditore.
Continua »
Cancellazione ipoteca concordato: no a vendite private
Una banca, titolare di un'ipoteca su un immobile, ha contestato la cancellazione della sua garanzia disposta dal giudice delegato nell'ambito di una procedura di concordato preventivo. La vendita dell'immobile non è avvenuta tramite asta competitiva, ma attraverso l'esecuzione di un contratto preliminare preesistente. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della banca, ha stabilito che il potere speciale del giudice di cancellare le ipoteche (cd. potere purgativo) si applica esclusivamente alle vendite forzate e competitive, finalizzate alla liquidazione dell'attivo per la massa dei creditori. Nel caso di vendite private, seppur autorizzate, l'ipoteca può essere cancellata solo con il consenso del creditore o con la sua piena soddisfazione, salvaguardandone così i diritti.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: obblighi del lavoratore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4262/2025, ha stabilito che per accedere al Fondo di Garanzia INPS, il lavoratore di una società di persone insolvente deve prima tentare l'esecuzione forzata nei confronti di tutti i soci illimitatamente responsabili. La cessazione dell'attività aziendale o il decesso di un socio non esonerano da questo onere, che costituisce un presupposto indispensabile per ottenere la prestazione previdenziale.
Continua »
Bancarotta per distrazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta per distrazione a carico di un imprenditore. Il caso riguarda un bonifico e la riduzione di un credito a favore di una società collegata, gestita dai familiari. La Corte ha ritenuto che tali operazioni, effettuate in un periodo di dissesto finanziario e prive di una valida giustificazione economica, costituissero una sottrazione di risorse ai danni dei creditori, integrando così il reato contestato.
Continua »
Iscrizione ipotecaria: no termine di 180 giorni
Una contribuente ha contestato una comunicazione di iscrizione ipotecaria derivante da un accertamento fiscale. Sosteneva che l'atto fosse inefficace per decorso del termine e che l'immobile, inserito in un fondo patrimoniale, non potesse essere aggredito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare alternativa all'esecuzione forzata e, pertanto, non è soggetta al termine di 180 giorni previsto per l'intimazione di pagamento. Inoltre, ha ribadito che spetta al debitore dimostrare l'estraneità del debito ai bisogni familiari per impedire l'ipoteca sul fondo.
Continua »
Azione revocatoria: vendita al figlio e presunzioni
Una sorella agisce in revocatoria contro il fratello che vende i propri immobili a una società del figlio, pregiudicando il suo credito. La Cassazione, con ordinanza 5193/2025, dichiara inammissibile il ricorso del fratello. Si afferma che il legame familiare costituisce una forte presunzione sulla conoscenza del danno da parte del terzo acquirente e che la trasformazione del patrimonio da immobiliare a liquido aumenta il rischio per il creditore, legittimando l'azione revocatoria.
Continua »
Bancarotta impropria: quando si configura il reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo per bancarotta e riciclaggio, annullando l'ordinanza del tribunale. Il caso riguardava un manager accusato di aver deviato commesse da una società in amministrazione giudiziaria verso altre imprese legate a organizzazioni criminali. La Corte ha chiarito che non si tratta di bancarotta per distrazione, poiché le commesse erano mere aspettative future e non beni già presenti nel patrimonio. Ha invece riqualificato il fatto come bancarotta impropria da operazioni dolose, cioè una serie di atti fraudolenti che hanno causato il dissesto della società. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Bancarotta semplice: quando cessa l’obbligo contabile?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta semplice documentale di un liquidatore che aveva omesso la tenuta delle scritture contabili. L'imputato sosteneva che l'obbligo fosse cessato a causa dell'inattività prolungata della società, che ne avrebbe dovuto causare la cancellazione d'ufficio dal registro imprese. La Corte ha chiarito che l'obbligo contabile persiste fino alla formale e ufficiale cancellazione della società, e non cessa automaticamente con la semplice inattività, ribadendo la natura di reato di pericolo della bancarotta semplice documentale.
Continua »
Bancarotta impropria: quando lo sviamento è reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di misura cautelare per reati fallimentari, chiarendo la distinzione tra bancarotta per distrazione e bancarotta impropria. Il caso riguardava un dirigente accusato di aver partecipato a un sistematico sviamento di commesse da una società sottoposta a sequestro verso altre imprese, causandone il dissesto. La Corte ha stabilito che sottrarre future opportunità commerciali non costituisce 'distrazione' di beni esistenti, ma può integrare il diverso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose se tale condotta provoca il fallimento della società. Il giudizio è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Bancarotta impropria: quando si configura il reato
Un imprenditore, accusato di aver causato il fallimento di una società deviandone sistematicamente i contratti verso una nuova impresa, si è visto annullare la misura cautelare. La Cassazione ha chiarito che lo sviamento di future opportunità commerciali non costituisce bancarotta per distrazione di beni (che richiede beni già esistenti nel patrimonio), ma può integrare il reato di bancarotta impropria da operazioni dolose, se tali manovre causano il dissesto societario.
Continua »
Bancarotta impropria: sviamento di lavori è reato
La Corte di Cassazione analizza un caso di reati fallimentari, chiarendo la distinzione tra bancarotta distrattiva e bancarotta impropria. La sentenza stabilisce che lo sviamento sistematico di future commesse da un'azienda a un'altra, pur non essendo distrazione di beni esistenti, può configurare il reato di bancarotta impropria per operazioni dolose se tale condotta causa il dissesto della società. La Corte ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per illogicità della motivazione, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
Continua »
Bancarotta impropria: quando sviare clienti è reato
Un dipendente di una grande società di telecomunicazioni veniva accusato di aver partecipato allo svuotamento di un'azienda subappaltatrice, deviando sistematicamente i contratti verso nuove società riconducibili a un'associazione criminale. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di arresti domiciliari, specificando che tale condotta non costituisce bancarotta distrattiva (che richiede la sottrazione di beni esistenti), ma può configurare il diverso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose, qualora un insieme di atti coordinati causi il dissesto della società. L'annullamento è stato disposto per l'illogicità della motivazione del provvedimento impugnato.
Continua »
Bancarotta impropria: sviamento clientela è reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta bancarotta, annullando un'ordinanza di arresti domiciliari. La sentenza chiarisce una distinzione fondamentale: lo 'sviamento della clientela', ovvero la sottrazione sistematica di futuri contratti a una società per favorirne altre, non costituisce bancarotta fraudolenta per distrazione (che richiede la sottrazione di beni già presenti nel patrimonio), ma può integrare il più complesso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose. Quest'ultimo si configura quando una serie di atti, anche singolarmente non illeciti, causa il dissesto della società. La Corte ha rinviato il caso al Tribunale per una nuova valutazione basata su questo principio, criticando l'illogicità della precedente motivazione.
Continua »
Sottrazione fraudolenta: calcolo del sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 834/2025, interviene sul reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Nel caso esaminato, una società aveva ceduto rami d'azienda a due controllate per sottrarsi a un ingente debito tributario. La Corte ha confermato che tale operazione, sebbene formalmente lecita, può costituire reato. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza di sequestro per un valore sproporzionato, stabilendo che il profitto del reato, e quindi l'importo sequestrabile, deve essere commisurato al valore del debito fiscale e non all'intero valore dei beni trasferiti.
Continua »
Assegnazione canoni locazione: prevale sulla successiva
Una banca ottiene un'ordinanza di assegnazione per futuri canoni di locazione di un immobile. Successivamente, un'altra società avvia un pignoramento sull'immobile stesso. La Corte di Cassazione, pur dichiarando il ricorso inammissibile per questioni procedurali, ha enunciato un principio di diritto fondamentale: l'assegnazione dei canoni di locazione trasferisce immediatamente la titolarità del credito al creditore assegnatario. Di conseguenza, il successivo pignoramento immobiliare non può intaccare tali canoni, poiché al momento del pignoramento essi non fanno più parte del patrimonio del debitore. La precedente assegnazione, quindi, prevale.
Continua »
Creditori irreperibili: no alla redistribuzione somme
La Corte di Cassazione ha stabilito che nelle procedure fallimentari soggette alla normativa anteriore alla riforma del 2006, le somme accantonate per i creditori irreperibili non possono essere redistribuite agli altri creditori insoddisfatti. La decisione si fonda sul principio del "ratione temporis", evidenziando che il deposito di tali somme presso un istituto di credito aveva un effetto liberatorio immediato, facendole uscire definitivamente dal patrimonio del fallimento. Il ricorso di una società creditrice è stato quindi dichiarato inammissibile.
Continua »
Beneficio d’inventario: limiti all’esecuzione forzata
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'azione esecutiva nei confronti di un erede che ha accettato l'eredità con beneficio d'inventario. In un caso riguardante un'opposizione all'esecuzione, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del creditore, stabilendo che se l'accettazione con beneficio d'inventario è un fatto pacifico e non controverso nel giudizio di cognizione, la responsabilità dell'erede è limitata ai beni ereditati, anche se la sentenza di condanna non lo menziona esplicitamente.
Continua »
Erede con beneficio d’inventario: spese legali limitate?
La Corte di Cassazione esamina il caso di un erede con beneficio d'inventario condannato al pagamento delle spese legali. L'ordinanza interlocutoria solleva un'importante questione giuridica: tale condanna deve essere limitata al valore dei beni ereditati? Riconoscendo la complessità del tema e le sue implicazioni, la Corte ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per un approfondimento, sospendendo il giudizio sull'applicabilità del principio 'intra vires' alle spese processuali.
Continua »