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Art. 2700 Codice Civile

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1004 provvedimenti

Assegno familiare: prova reddito nucleo è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore extracomunitario contro il diniego dell'assegno familiare. L'ente di previdenza aveva negato il beneficio per mancata prova del reddito dell'intero nucleo familiare, residente all'estero. La Corte ha confermato che la dimostrazione del requisito reddituale familiare è un onere imprescindibile per tutti i richiedenti, senza discriminazioni, e non solo una base di calcolo.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore extracomunitario per l'ottenimento dell'assegno nucleo familiare. La Corte ha stabilito che la prova del reddito complessivo dell'intero nucleo, anche se residente all'estero, è un requisito costitutivo del diritto e un onere che grava sul richiedente. La sola documentazione del reddito prodotto in Italia dal lavoratore è stata ritenuta insufficiente, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Perizia grafologica su fotocopia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2777/2025, ha stabilito che una perizia grafologica su fotocopia non è scientificamente attendibile per verificare l'autenticità di una sottoscrizione disconosciuta. In un caso tra fratelli per un riconoscimento di debito, l'originale della scrittura privata era stato smarrito. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva equiparato il valore probatorio della perizia sulla copia a quella sull'originale, affermando che, in assenza dell'originale, la prova dell'autenticità deve essere fornita con altri mezzi, e la perizia sulla copia può valere al massimo come mero indizio.
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Mutuo di scopo: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società creditrice, chiarendo la distinzione tra mutuo fondiario e mutuo di scopo. In un caso di fallimento, il Tribunale aveva rigettato l'ammissione al passivo di un credito derivante da un mutuo, qualificandolo erroneamente come 'mutuo di scopo' e ritenendo non provata la realizzazione della finalità. La Cassazione ha stabilito che la mera enunciazione dei motivi del finanziamento (es. acquisto di un immobile) non è sufficiente per qualificare un contratto come mutuo di scopo. È necessario che la realizzazione di tale scopo diventi parte integrante della causa del contratto, con un obbligo giuridico a carico del mutuatario, cosa che non si verifica nel normale mutuo fondiario. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Esenzione daziaria aeronautica: certificato richiesto
Una società importava materiali per uso aeronautico, richiedendo un'esenzione dai dazi. La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere l'esenzione daziaria aeronautica, l'importatore deve presentare un certificato di aeronavigabilità specifico per la merce o, in alternativa, una dichiarazione del venditore che contenga gli elementi identificativi di tale certificato, creando un collegamento diretto con un singolo aeromobile. Un certificato generico di approvazione dell'impresa non è stato ritenuto sufficiente. La sentenza del giudice di secondo grado, favorevole all'azienda, è stata annullata con rinvio.
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Espromissione liberatoria: quando un terzo paga il debito
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un terzo (il figlio del debitore) è intervenuto per saldare un debito. La creditrice, ricevendo un assegno, ha firmato un documento che i giudici hanno interpretato come una espromissione liberatoria, estinguendo l'obbligazione del debitore originario. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della creditrice, affermando che l'interpretazione del contratto da parte dei giudici di merito è insindacabile in sede di legittimità se plausibile e logicamente motivata, anche se non è l'unica possibile.
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Costi antieconomici: quando sono indeducibili?
Una società finanziaria impugna un avviso di accertamento per costi antieconomici e altre spese. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando l'indeducibilità dei costi ritenuti non inerenti e frutto di pianificazione fiscale elusiva con parti correlate, e chiarisce il valore probatorio del verbale di constatazione.
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Notifica nulla e prescrizione: la Cassazione decide
Una società in amministrazione straordinaria agisce in giudizio, ma la notifica iniziale dell'atto di citazione risulta viziata. La Corte d'Appello dichiara l'azione prescritta, ritenendo la prima notifica inesistente e quindi inidonea a interrompere i termini. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema della notifica nulla e prescrizione e sull'efficacia retroattiva della sanatoria, rimette la questione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo.
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Onere della prova costi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento. La sentenza ribadisce che l'onere della prova costi deducibili spetta interamente al contribuente, il quale deve dimostrare non solo l'esistenza della spesa, ma anche la sua precisa natura e l'inerenza all'attività d'impresa. La genericità delle fatture e la mancanza di prove concrete a supporto non consentono la deduzione dei costi dal reddito imponibile.
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Assegno nucleo familiare: prova reddito e stranieri
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per ottenere l'assegno per il nucleo familiare, il lavoratore extracomunitario con familiari a carico all'estero deve fornire la prova del reddito complessivo di tutto il nucleo. La sola dichiarazione dei redditi del richiedente prodotta in Italia non è sufficiente. La Corte ha ritenuto che questo onere probatorio non costituisca discriminazione, in quanto il requisito reddituale familiare è un elemento costitutivo del diritto stesso, applicabile a tutti i lavoratori, italiani e stranieri.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4035/2025, ha stabilito che per ottenere l'assegno nucleo familiare, il lavoratore extracomunitario deve dimostrare il reddito complessivo di tutti i componenti della sua famiglia, anche se residenti all'estero. La Corte ha chiarito che presentare la sola certificazione dei propri redditi non è sufficiente, in quanto la prova del reddito familiare è un requisito costitutivo del diritto e non una mera base di calcolo. Questo onere della prova, identico a quello richiesto ai cittadini italiani, non costituisce discriminazione.
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Assegno nucleo familiare: onere della prova per stranieri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario, titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo, a cui era stato negato l'assegno nucleo familiare per i familiari residenti all'estero. La decisione conferma che il richiedente ha l'onere di dimostrare il reddito complessivo di tutto il nucleo familiare, non essendo sufficiente la sola certificazione del proprio reddito. Secondo la Corte, questo requisito non costituisce discriminazione, poiché si applica indistintamente a tutti i lavoratori, italiani e stranieri, essendo un elemento costitutivo del diritto stesso.
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Assegno nucleo familiare: onere della prova del reddito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno nucleo familiare per i parenti residenti all'estero. La Corte ha stabilito che la prova del reddito complessivo di tutto il nucleo familiare è un requisito essenziale per ottenere il beneficio e che l'onere di fornire tale prova spetta interamente al richiedente, anche se la documentazione è difficile da reperire dall'estero. La sola certificazione del reddito del lavoratore in Italia non è stata ritenuta sufficiente.
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Validità notifica fallimento: la parola del postino
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della fede privilegiata della relata di notifica in un caso di fallimento. Una società contestava la validità della notifica del ricorso di fallimento, ricevuta presso la sede legale da una persona che asseriva non essere autorizzata. La Corte ha stabilito che, sebbene la qualifica del ricevente non sia coperta da fede privilegiata e possa essere contestata con prove ordinarie, la società non ha fornito elementi sufficienti per superare la presunzione di validità, confermando la dichiarazione di fallimento.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione chiarisce che l'adesione a una definizione agevolata, unita alla mancata presentazione di un'istanza di trattazione da parte di entrambe le parti entro il termine previsto, comporta l'estinzione del processo tributario. In questo caso, un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento fino in Cassazione. Durante il giudizio, ha aderito alla sanatoria fiscale prevista dal D.L. 119/2018. Poiché nessuna delle parti ha richiesto di proseguire la causa, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione giudizio e decadenza: quando la cartella è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione del giudizio tributario, dovuto a mancata riassunzione, rende definitivo l'avviso di accertamento presupposto. Di conseguenza, il termine per notificare la cartella di pagamento è quello di decadenza, che inizia a decorrere dal momento in cui l'accertamento è divenuto definitivo, e non il termine di prescrizione. Nel caso di specie, la cartella era legittima perché notificata entro il termine di decadenza previsto dalla legge.
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Occupazione suolo pubblico: delibera vs contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di occupazione suolo pubblico, il contratto di locazione stipulato tra un Comune e un privato prevale su una precedente delibera comunale. Se il contratto esclude un'area esterna, l'occupazione della stessa è illegittima e soggetta al pagamento del relativo canone (COSAP), anche se la delibera iniziale la includeva nell'assegnazione.
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Atto presupposto: quando il ricorso è inammissibile
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su un precedente atto presupposto dell'Agenzia dei Monopoli, sostenendone la notifica tardiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la validità dell'atto presupposto non poteva essere riesaminata, essendo già stata decisa in un altro giudizio, e che la sospensione del processo non era obbligatoria.
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Onere della prova: indennità a un amministratore
Un'azienda speciale di una Camera di Commercio ha richiesto la restituzione delle indennità versate a un ex amministratore, sostenendo che non fossero dovute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che grava sull'azienda l'onere della prova di dimostrare che lo statuto, all'epoca dei fatti, vietasse espressamente tali compensi. Poiché la norma che introduceva la gratuità della carica è entrata in vigore solo successivamente, la richiesta di restituzione è stata ritenuta infondata.
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Cessione bonaria: quando è valida? La Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha perso la causa contro un Comune per il risarcimento danni da mancata retrocessione di terreni. La Cassazione ha stabilito che i trasferimenti, pur finalizzati a evitare un esproprio, erano semplici compravendite e non una cessione bonaria, non essendoci una procedura espropriativa in corso. Di conseguenza, nessun diritto alla restituzione dei beni poteva sorgere.
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