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Art. 267 T.F.U.E.

29 provvedimenti

Parità Trattamento Aiuti Agricoli: Nuovi vs. Storici, Cassazione Decide
L'Azienda Agricola ha contestato la distribuzione degli aiuti comunitari all'agricoltura da parte dell'Ente Pubblico. L'Azienda sosteneva che le norme nazionali violassero il Regolamento CE n. 1782/2003, creando una disparità di trattamento tra agricoltori di lunga data e nuovi agricoltori nell'accesso alla "riserva nazionale". Dopo una vittoria in primo grado, l'Ente Pubblico ha ottenuto ragione in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda Agricola. Ha stabilito che il regolamento comunitario non imponeva una parità di trattamento assoluta tra le due categorie di agricoltori per gli aiuti dalla riserva nazionale. La decisione ha confermato anche la condanna alle spese legali per l'Azienda. Questa sentenza chiarisce i limiti della parità di trattamento aiuti agricoli.
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Vincolo di esclusività del dipendente pubblico: condanna confermata
Una collaboratrice linguistica universitaria ha svolto continuativamente la professione di avvocato per oltre venti anni senza alcuna autorizzazione. La Corte dei Conti ha accertato la violazione del vincolo di esclusività del dipendente pubblico e ha condannato la professionista a restituire all'ateneo oltre 133.000 euro per danno erariale. La lavoratrice ha impugnato la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, contestando il mancato rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea e sostenendo l'invasione della sfera del legislatore. I Giudici Supremi hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione ha ribadito che il controllo di legittimità sulle decisioni della magistratura contabile riguarda unicamente i confini esterni della giurisdizione e non gli eventuali errori interpretativi delle norme.
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Cessione ramo d’azienda fittizia: l’Azienda perde, i Lavoratori tornano
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima una cessione di ramo d'azienda perché la parte di attività trasferita non possedeva i requisiti di autonomia funzionale e preesistenza. Due lavoratrici, trasferite insieme a una porzione di 'back office', hanno dimostrato che il ramo ceduto dipendeva ancora totalmente dall'azienda cedente per locali, strumenti informatici e direttive. La Corte ha stabilito che non si può mascherare una semplice espulsione di personale sotto la forma di una cessione. Di conseguenza, il trasferimento è stato annullato e le lavoratrici hanno ottenuto il diritto di essere reintegrate presso il datore di lavoro originario.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32759/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specialisti che chiedevano il risarcimento per la mancata corresponsione di un'adeguata retribuzione durante la specializzazione. Il caso riguarda la tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999. Da quel momento, infatti, i medici avevano la ragionevole certezza del loro diritto al risarcimento, rendendo irrilevanti le successive incertezze sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4089/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante i loro corsi tra il 1979 e il 1994. La Corte ha ribadito la sua giurisprudenza consolidata sulla prescrizione per medici specializzandi, confermando che il termine decennale per agire in giudizio decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999. Tale legge, pur risolvendo solo parzialmente il problema, ha generato la 'ragionevole certezza' che lo Stato non sarebbe più intervenuto, cristallizzando così il diritto al risarcimento e facendo partire il conteggio della prescrizione.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4088/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici specializzandi volto a ottenere il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il punto centrale è la prescrizione: la Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui il termine decennale per l'azione di risarcimento del danno da mancata attuazione di direttive europee decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Qualsiasi incertezza giurisprudenziale successiva non sposta tale termine, rendendo tardive le azioni intraprese oltre dieci anni da quella data.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione fa il punto
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento danni per la mancata retribuzione durante la specializzazione prima del 1993. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il diritto è soggetto a un termine di dieci anni. Il caso ruota attorno alla prescrizione per i medici specializzandi, che secondo la Corte decorre dal 27 ottobre 1999, data in cui la situazione giuridica si è sufficientemente chiarita per consentire l'esercizio del diritto.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata attuazione di direttive UE. Il punto centrale è la prescrizione medici specializzandi. La Corte ha confermato che il termine decennale per l'azione di risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/99, respingendo le tesi sulle incertezze giurisprudenziali come causa di sospensione del termine.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3863/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento, secondo cui la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999. Le incertezze giurisprudenziali successive non sono state ritenute idonee a posticipare tale termine, confermando così la prescrizione del diritto al risarcimento.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
L'ordinanza 3230/2023 della Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione medici specializzandi. Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per il mancato pagamento dell'indennità durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il termine di prescrizione decennale per tali richieste di risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/99. Secondo la Corte, da quella data i medici avevano la 'ragionevole certezza' della posizione dello Stato e avrebbero dovuto agire per interrompere la prescrizione.
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Remunerazione medici: Cassazione sui corsi pre-1983
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per la mancata remunerazione durante la specializzazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10566/2024, ha confermato la prescrizione decennale per la maggior parte dei ricorrenti, decorrente dal 1999. Tuttavia, ha accolto il ricorso di una dottoressa, stabilendo che la remunerazione dei medici specializzandi è dovuta dal 1° gennaio 1983 anche per chi ha iniziato il corso prima di tale data, segnando un'importante evoluzione giurisprudenziale.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione di direttive europee sulla remunerazione dei corsi di specializzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il suo orientamento consolidato secondo cui la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999. Secondo la Corte, eventuali incertezze giurisprudenziali successive non hanno interrotto o sospeso tale termine.
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Informativa antimafia: limiti al ricorso in Cassazione
Una società colpita da una informativa antimafia ha impugnato il provvedimento, sostenendo che fatti favorevoli successivi ne dimostrassero l'illegittimità. Dopo le sconfitte presso il TAR e il Consiglio di Stato, si è rivolta alla Cassazione. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la loro competenza è limitata ai soli 'motivi inerenti alla giurisdizione' (eccesso di potere del giudice amministrativo) e non può estendersi al merito della decisione, come la scelta di non considerare eventi successivi all'emissione dell'atto. La valutazione della legittimità di una informativa antimafia va fatta con riferimento al momento della sua adozione.
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Esenzione IMU terreni: la prova spetta all’ente
Un'istituzione agraria ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi terreni, sostenendo che fossero destinati a uso civico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha stabilito che l'ente non ha fornito prove sufficienti a dimostrare che i terreni fossero utilizzati esclusivamente per le attività istituzionali previste dalla legge, requisito fondamentale per ottenere l'esenzione IMU terreni. La decisione sottolinea come l'onere della prova gravi interamente sul contribuente che richiede l'agevolazione fiscale.
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Vincolo conformativo: no indennizzo per reiterazione
La Corte di Cassazione conferma che la reiterazione di un vincolo conformativo, a differenza di un vincolo espropriativo, non dà diritto a indennizzo. Nel caso esaminato, alcuni proprietari terrieri avevano citato in giudizio un Comune per i danni subiti a causa di vincoli urbanistici apposti sui loro terreni per la realizzazione di una struttura universitaria. La Corte, richiamando una precedente sentenza passata in giudicato interno, ha stabilito che i vincoli in questione avevano natura conformativa, in quanto parte di una generale pianificazione del territorio, e non espropriativa. Di conseguenza, è stata rigettata la richiesta di indennizzo.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici specializzandi per il risarcimento danni da mancata attuazione di direttive UE. La Corte ha confermato che la prescrizione per i medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/99, respingendo le tesi sull'incertezza giurisprudenziale come causa di sospensione del termine.
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Diniego di giurisdizione: rinvio alla CGUE negato
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ente Provinciale per diniego di giurisdizione. Il caso riguardava il rifiuto del Consiglio di Stato di effettuare un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE su una questione di diritto ambientale. La Cassazione ha stabilito che la valutazione del Consiglio di Stato sull'irrilevanza della questione o sulla chiarezza del diritto UE (teoria dell'atto chiaro) costituisce un potenziale errore di giudizio (error in iudicando), non sindacabile in sede di legittimità per motivi di giurisdizione, confermando i limiti del proprio sindacato sulle decisioni dei giudici amministrativi di ultima istanza.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
Un gruppo di medici ha citato in giudizio diversi Ministeri per ottenere un risarcimento per la mancata retribuzione durante i loro anni di specializzazione, in base a direttive europee. Le loro richieste sono state respinte in primo e secondo grado per intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sua giurisprudenza consolidata. La Corte ha ribadito che il termine di prescrizione decennale per i medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Tale legge, pur risolvendo solo parzialmente la questione, ha creato una "ragionevole certezza" per i medici esclusi che lo Stato non avrebbe più legiferato in loro favore, facendo così decorrere il termine per agire legalmente. La Corte ha inoltre condannato i ricorrenti per responsabilità aggravata, avendo proposto un ricorso su una questione giuridica ormai pacifica.
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Contratto lavoro sportivo: inefficacia e fallimento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un dirigente sportivo contro il fallimento di una società calcistica. La Corte ha stabilito che il suo contratto lavoro sportivo è divenuto inefficace non a causa del fallimento, ma a seguito della mancata iscrizione della squadra al campionato, evento di cui il dirigente stesso era stato ritenuto responsabile. Di conseguenza, il suo credito per le retribuzioni non è stato ammesso allo stato passivo del fallimento.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8715/2024, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i loro corsi negli anni '80. La Corte ha confermato il principio della prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale per l'azione risarcitoria è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Ha inoltre chiarito i criteri di calcolo per l'aumento delle spese legali in cause con più parti.
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