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Art. 2645-ter Codice Civile

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55 provvedimenti

Tassazione del trust: immobile torna al proprietario, niente tasse
Una società aveva trasferito un immobile in un trust. Successivamente, il trust è stato sciolto e l'immobile è tornato nel patrimonio della società. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento delle imposte di donazione, ipotecarie e catastali in misura proporzionale, considerando la restituzione un evento tassabile. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, chiarendo che la tassazione del trust (proporzionale) scatta solo al momento del trasferimento finale e definitivo della ricchezza ai beneficiari. Gli atti intermedi, come la costituzione del trust o la restituzione dei beni al disponente, non rappresentano un arricchimento reale e sono soggetti solo a imposta fissa. La società ha quindi vinto la causa, vedendosi annullare la pretesa fiscale.
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Tassazione Atto Istitutivo Trust: Atto Neutrale, non Donazione
Una società trustee ha contestato l'avviso dell'Agenzia delle Entrate che applicava le imposte di donazione, ipotecaria e catastale in misura proporzionale su un atto di costituzione di un trust. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo un principio fondamentale sulla tassazione dell'atto istitutivo trust. Questo atto non costituisce un trasferimento di ricchezza effettivo e immediato, ma solo un vincolo di destinazione. Pertanto, è fiscalmente neutro e soggetto solo a imposte in misura fissa. La tassazione proporzionale avverrà solo al momento del trasferimento finale dei beni dal trustee ai beneficiari, quando si realizza un vero arricchimento.
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Tassazione Trust Autodichiarato: Fisco Battuto, Imposta solo alla Fine
La Corte di Cassazione ha chiarito la tassazione del trust autodichiarato in materia di imposta di successione e donazione. I gestori di un trust avevano contestato la pretesa dell'Agenzia delle Entrate di applicare un'imposta proporzionale al momento della costituzione del trust. La Corte ha dato loro ragione, stabilendo un principio fondamentale: la creazione di un trust è un atto fiscalmente neutro. Non essendoci un trasferimento reale e definitivo di ricchezza, ma solo la creazione di un vincolo di destinazione, l'imposta proporzionale non è dovuta. La tassazione scatterà solo quando i beni verranno effettivamente trasferiti ai beneficiari finali. Al momento della costituzione, si applica solo l'imposta in misura fissa.
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Vincolo di destinazione: limiti al sequestro penale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. non impedisce il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Il caso riguardava immobili di proprietà di un'indagata per reati tributari, sui quali era stato istituito un vincolo in favore del figlio. La Corte ha chiarito che tale vincolo non trasferisce la proprietà al beneficiario, mantenendo il bene nel patrimonio dell'indagata e rendendolo quindi aggredibile dallo Stato.
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Concordato fallimentare: sopravvivenza delle garanzie
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un concordato fallimentare risolto per inadempimento del proponente. Il cuore della controversia riguardava la sopravvivenza di un vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. costituito su un immobile a garanzia del pagamento dei creditori. La Suprema Corte ha stabilito che tale vincolo costituisce una garanzia atipica e, ai sensi dell'art. 140 l.fall., non viene meno con la risoluzione del concordato, restando acquisito alla procedura per tutelare i creditori dal rischio di mancata attuazione della proposta.
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Opposizione all’esecuzione e inammissibilità ricorso
Un debitore ha proposto opposizione all'esecuzione contestando il pignoramento di un immobile, sostenendo che il bene fosse protetto da un fondo patrimoniale e da un vincolo di destinazione. Dopo il rigetto della domanda in primo grado, il soggetto ha presentato ricorso straordinario direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che le sentenze di primo grado relative a un'opposizione all'esecuzione devono essere impugnate tramite appello ordinario e non possono essere oggetto di ricorso diretto di legittimità.
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Concordato preventivo: revoca e pagamenti vietati
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca dell'ammissione al concordato preventivo per una società operante nel settore ambientale. La decisione scaturisce da due ragioni fondamentali: l'esecuzione di pagamenti non autorizzati a creditori antecedenti e la manifesta inattuabilità del piano economico. Quest'ultima è stata determinata dalla crisi finanziaria del soggetto terzo che avrebbe dovuto garantire l'apporto di capitali. La Corte ha ribadito che, nel giudizio di rinvio, è legittimo esaminare fatti sopravvenuti che rendono la proposta irrealizzabile, confermando così la dichiarazione di fallimento della società debitrice.
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Concordato preventivo: la garanzia del socio
Un socio unico ha garantito personalmente il pagamento dei debiti verso i creditori nell'ambito di un concordato preventivo. Successivamente, ha contestato la legittimazione del liquidatore giudiziale a richiedere il pagamento, sostenendo che l'obbligo fosse assunto solo verso i singoli creditori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'interpretazione sistematica degli atti negoziali attribuisce agli organi della procedura il potere di agire per l'adempimento della garanzia, validando inoltre il calcolo del debito basato sul rendiconto della liquidazione.
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Tassazione Trust: la Cassazione sulla risoluzione
Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per imposta di donazione, ipotecaria e catastale emesso a seguito della risoluzione di un trust immobiliare. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che la tassazione trust non si applica alla cessazione del vincolo con restituzione dei beni al disponente. Tale atto è fiscalmente neutro, poiché non genera alcun arricchimento patrimoniale tassabile, ma ripristina semplicemente la situazione originaria.
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Azione revocatoria scissione societaria: la difesa
Una società creditrice agricola ha agito in giudizio contro la sua debitrice e altre società collegate per far dichiarare inefficace, tramite un'azione revocatoria, una scissione societaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle società beneficiarie, confermando che la scissione è un atto dispositivo che può pregiudicare i creditori. Di conseguenza, l'azione revocatoria per la scissione societaria è uno strumento valido che coesiste con altri rimedi specifici del diritto societario, come l'opposizione.
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Vincolo di destinazione: onere della prova e preclusioni
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una proprietaria immobiliare contro un istituto di credito, confermando l'inefficacia di un vincolo di destinazione sui suoi beni. La decisione si fonda su principi procedurali: la mancata tempestiva contestazione della scadenza del vincolo e la tardiva produzione di prove a sostegno del suo rinnovo. La Corte ha chiarito che, una volta accertata l'inefficacia per decorrenza dei termini, diventa superfluo esaminare la validità originaria dell'atto.
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Tassazione trust: imposta solo al trasferimento finale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10133/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di tassazione trust: l'imposta sulle successioni e donazioni non è dovuta al momento della costituzione del trust o del conferimento dei beni, ma solo all'atto del trasferimento finale dal trustee ai beneficiari. La Corte ha ritenuto l'atto istitutivo fiscalmente neutro, in quanto non determina un arricchimento reale e definitivo per nessun soggetto, in linea con il principio costituzionale della capacità contributiva.
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Imposta donazione trust: quando si paga? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10076/2024, ha stabilito che l'imposta donazione trust non è dovuta al momento della sua costituzione. L'atto di dotazione è fiscalmente neutro; l'imposizione scatta solo con il trasferimento effettivo dei beni ai beneficiari finali, momento in cui si realizza un reale arricchimento.
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Tassazione Trust: la Cassazione conferma la neutralità
Una società, agendo come trustee, ha impugnato un avviso di liquidazione per l'imposta di successione relativo alla costituzione di un trust. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione trust: l'imposta proporzionale non è dovuta al momento della costituzione del vincolo o del trasferimento dei beni al trustee, atti considerati fiscalmente neutri. La tassazione scatta solo al momento del trasferimento finale e definitivo dei beni ai beneficiari, poiché solo allora si realizza un effettivo arricchimento e un concreto indice di capacità contributiva.
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Vincolo di destinazione: obbligo del cancelliere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29824/2024, ha stabilito che il cancelliere non ha alcun obbligo giuridico di curare la trascrizione del vincolo di destinazione su un immobile, anche se previsto in un accordo di separazione coniugale. Il caso riguardava una coppia che, a seguito della mancata trascrizione, aveva subito l'aggressione del bene da parte dei creditori. La Suprema Corte ha chiarito che l'art. 2645-ter c.c. configura la trascrizione come una mera facoltà a carico della parte interessata a rendere il vincolo opponibile ai terzi, e non come un dovere del pubblico ufficiale, a differenza di quanto previsto da altre norme come l'art. 2671 c.c.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: effetti sui terzi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28593/2024, chiarisce un punto cruciale sull'azione revocatoria fondo patrimoniale. La revoca della costituzione di un fondo patrimoniale non invalida automaticamente gli atti di vendita successivi a favore di terzi. L'effetto della revoca è limitato a rimuovere il vincolo di destinazione sul bene, rendendolo aggredibile dai creditori. Tuttavia, se un terzo acquista il bene e trascrive il suo atto prima della trascrizione del pignoramento da parte del creditore, il suo acquisto è salvo. La priorità della trascrizione diventa quindi l'elemento decisivo per l'opponibilità dell'acquisto al creditore procedente.
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Iscrizione ipotecaria su beni con vincolo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28271/2024, ha stabilito che l'iscrizione ipotecaria da parte dell'agente della riscossione è legittima anche su beni immobili soggetti a vincolo di destinazione ai sensi dell'art. 2645-ter c.c. La Corte ha chiarito che l'iscrizione ipotecaria ha una natura meramente cautelare e non esecutiva, pertanto non è preclusa dal vincolo. La questione dell'impignorabilità del bene potrà essere sollevata solo nell'eventuale successiva fase di esecuzione forzata.
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Provvigione mediatore immobiliare: quando è dovuta?
Un venditore ha negato il pagamento della provvigione a un'agenzia immobiliare, adducendo la negligenza del mediatore per un vincolo preesistente sull'immobile, di cui peraltro era a conoscenza. La Corte d'Appello ha confermato il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare, stabilendo che essa matura con la conclusione dell'affare (accettazione della proposta) e che il mediatore non è responsabile per circostanze già note al proprio cliente.
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Esenzione IMU Enti: l’uso diretto è essenziale
Un fondo previdenziale si è visto negare l'esenzione IMU per immobili locati a terzi, nonostante i proventi fossero destinati a fini istituzionali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che per l'esenzione IMU enti è indispensabile l'uso diretto dell'immobile per le attività non commerciali previste dalla legge. La locazione a terzi configura un uso indiretto e commerciale che esclude il beneficio fiscale, ribadendo la necessità di un'interpretazione restrittiva delle norme agevolative.
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Esenzione IMU: no se l’immobile è locato a terzi
Un ente mutualistico con finalità previdenziali ha richiesto l'esenzione IMU per un immobile di sua proprietà, concesso in locazione a terzi per un'attività commerciale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, stabilendo che per beneficiare dell'esenzione IMU è necessario l'uso diretto dell'immobile per le finalità istituzionali non commerciali dell'ente. La locazione a terzi, configurando un utilizzo indiretto e a scopo di reddito, esclude la possibilità di applicare l'agevolazione fiscale, anche se i proventi sono destinati a finanziare l'attività principale dell'ente.
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