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Art. 26 Codice Penale

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Devoluzione patrimonio cooperativa: non scatta con perdita mutualità
Un Fondo mutualistico ha chiesto la devoluzione del patrimonio cooperativa di una società che aveva eliminato le clausole antilucrative dal suo statuto. Il Fondo sosteneva che questa modifica comportasse l'obbligo di trasferire il patrimonio ai fondi mutualistici. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha chiarito che la perdita dei requisiti di mutualità prevalente, anche per soppressione delle clausole, non fa scattare l'obbligo di devoluzione. Questo obbligo si verifica solo se la cooperativa si trasforma in una società lucrativa. In caso contrario, gli amministratori devono solo redigere un bilancio straordinario per le riserve indivisibili.
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Agevolazioni fiscali per cooperative: il Fisco può revocarle
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una cooperativa agricola l'omessa contabilizzazione di ricavi e ha revocato le agevolazioni fiscali per cooperative per l'anno 2011, ritenendo che l'attività fosse una normale impresa commerciale senza reale scopo mutualistico. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla cooperativa, ritenendo necessario il parere degli organi di vigilanza per negare i benefici. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che l'amministrazione può disconoscere le agevolazioni fiscali per cooperative per ogni singolo anno d'imposta basandosi su dati concreti, senza vincoli di pareri esterni. Inoltre, l'esenzione Ires per le attività connesse spetta solo se l'attività è svolta prevalentemente con i soci. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Contraffazione di marchio: guida alla tutela del design
La Corte d'Appello ha accertato la contraffazione di marchio e la concorrenza sleale per imitazione servile in un caso riguardante il settore orafo. La decisione ribadisce la forza dei marchi di fantasia e la decadenza dei segni posteriori ingannevoli. Nonostante l'accertamento degli illeciti, la richiesta di risarcimento è stata respinta per carenza di prove concrete sul danno subito.
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Impresa sociale: solo liquidazione, no fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che una impresa sociale, in particolare un consorzio di cooperative sociali, non può essere dichiarata fallita. Anche se occasionalmente svolge attività a scopo di lucro, il suo status legale impone, in caso di insolvenza, l'applicazione esclusiva della liquidazione coatta amministrativa. La decisione della Corte d'Appello, che aveva confermato il fallimento basandosi su un singolo contratto con finalità lucrative, è stata annullata.
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Pena accessoria militare: no se il reato è comune
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pena accessoria militare della rimozione del grado non può essere applicata a un militare condannato per un reato comune, anche se questi sconta la pena in un carcere militare. La Corte ha chiarito che tale pena accessoria consegue solo a una condanna per un reato militare che prevede la 'reclusione militare', e non può derivare dalle semplici modalità di esecuzione della pena. La circostanza di aver scontato la pena in una struttura militare non costituisce un 'novum' giuridico tale da giustificare l'applicazione di una sanzione non prevista in sede di condanna.
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Revoca patente guida in stato di ebbrezza: obbligatoria
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23051/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di guida in stato di ebbrezza. Anche in caso di patteggiamento e di concessione di attenuanti, la revoca patente guida in stato di ebbrezza è una sanzione amministrativa obbligatoria e non discrezionale quando il conducente, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, provoca un incidente stradale. La Corte ha annullato la sentenza di merito che aveva omesso tale sanzione, distinguendo tra vizi che rendono la pena meramente 'illegittima' (non impugnabili nel patteggiamento) e quelli che la rendono 'illegale', come l'omissione di una sanzione inderogabile.
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Pena illegale: la Cassazione sui limiti del ricorso
La Corte di Cassazione interviene su un caso di guida in stato di ebbrezza, chiarendo la fondamentale distinzione tra "pena illegale" e "pena illegittima". In una sentenza di patteggiamento, il ricorso del Procuratore è stato parzialmente respinto perché gli errori di calcolo della pena la rendono solo illegittima, ma non illegale e quindi non impugnabile. La Corte ha però annullato la sentenza per la mancata applicazione della sanzione accessoria obbligatoria della revoca della patente.
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