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Art. 2575 Codice Civile

8 provvedimenti

Attività giornalistica addetti stampa: no a contributi automatici
L'ente previdenziale dei giornalisti ha richiesto a una nota casa editrice il pagamento di contributi per tre dipendenti dell'ufficio stampa, sostenendo svolgessero un'attività giornalistica. La Corte d'Appello ha revocato la richiesta, escludendo tale natura. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell'ente. La Suprema Corte ha stabilito che l'attività giornalistica addetti stampa nelle aziende private non è automatica. Essa richiede una valutazione concreta delle mansioni. Se prevale la finalità promozionale e commerciale, senza un reale apporto creativo o autonomia informativa, non si configura un rapporto di lavoro giornalistico. Di conseguenza, non sussiste l'obbligo di iscrizione e contribuzione previdenziale specifica.
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Lavoro giornalistico: l’ente previdenziale perde contro la TV
L'ente previdenziale dei giornalisti ha chiesto il pagamento di contributi previdenziali a un'azienda televisiva nazionale per l'attività svolta da alcuni programmisti registi, ritenendola rientrante nel lavoro giornalistico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. La Corte ha stabilito che, per l'obbligo di iscrizione previdenziale, non basta l'iscrizione all'albo, ma serve lo svolgimento effettivo di un'attività professionale giornalistica. Nel caso specifico, le mansioni dei programmisti registi non presentavano la tipica attività di mediazione informativa e non erano inserite in una testata giornalistica, escludendo così l'obbligo contributivo verso l'istituto dei giornalisti.
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Natura Giornalistica: Regista TV non è Giornalista per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha escluso la natura giornalistica della prestazione di alcuni lavoratori di un'azienda televisiva, inquadrati come programmisti registi. L'Ente Previdenziale dei Giornalisti richiedeva il versamento dei contributi specifici, sostenendo che le loro mansioni fossero giornalistiche. I giudici hanno invece stabilito che, per essere tale, l'attività deve includere una 'mediazione intellettuale' tra il fatto e il pubblico, con raccolta, elaborazione e commento critico delle notizie. I lavoratori in questione svolgevano compiti prevalentemente esecutivi e tecnici, senza l'autonomia e l'apporto creativo che caratterizzano il giornalismo. Di conseguenza, l'azienda ha vinto la causa e non è tenuta a versare i contributi richiesti all'ente di categoria.
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Diritto d’autore: tutela del progetto architettonico
Un architetto ha citato in giudizio due colleghi per il plagio di un progetto edilizio finalizzato alla trasformazione di un edificio scolastico in struttura alberghiera. Mentre il Tribunale aveva riconosciuto la violazione del **Diritto d'autore** e liquidato i danni morali, la Corte d'Appello aveva ribaltato la sentenza ritenendo il progetto privo di creatività. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, stabilendo che la tutela legale non richiede un'originalità assoluta o una novità straordinaria, ma è sufficiente un atto creativo minimo che manifesti la personalità dell'autore, anche in progetti di ristrutturazione interna.
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Diritto d’autore: tutela per le opere digitali
Una nota emittente radiotelevisiva è stata condannata per aver violato il **Diritto d'autore** di un'artista, utilizzando una sua opera grafica digitale come scenografia per una celebre kermesse canora senza autorizzazione. La Suprema Corte ha confermato che anche le opere digitali, incluse quelle create con l'ausilio di software, godono di protezione se presentano un apporto creativo originale. La decisione sottolinea l'importanza della tutela delle opere dell'ingegno nell'era digitale e la responsabilità delle grandi aziende mediatiche nel verificare la titolarità dei contenuti utilizzati.
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Tutela archivio fotografico: la Cassazione decide
Un collezionista ha citato in giudizio un soggetto per l'uso non autorizzato di fotografie dal suo archivio. Le corti hanno negato la protezione del diritto d'autore, stabilendo che la collezione mancava del carattere creativo necessario. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, ritenendo inammissibile la richiesta di tutela dell'archivio fotografico come opera unitaria senza una prova concreta di originalità e valore artistico, respingendo i ricorsi di entrambe le parti.
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Tutela condizioni di vendita: quando c’è copyright?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 274/2025, ha negato la tutela del diritto d'autore a delle condizioni generali di vendita online. Una società di e-commerce aveva citato in giudizio un concorrente per aver copiato i propri termini contrattuali. La Corte ha stabilito che la tutela condizioni di vendita è esclusa quando il testo è una mera riproduzione di norme e prassi di settore, privo dei requisiti di creatività e originalità. Anche l'accusa di concorrenza sleale è stata respinta.
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Diritto d’autore fumetti: l’idea non è tutelata
Un autore di fumetti ha citato in giudizio una nota casa editrice e altri autori, sostenendo che avessero plagiato la sua opera fantascientifica. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, ritenendo che le somiglianze riguardassero idee e temi comuni nel genere fantascientifico, non tutelabili dal diritto d'autore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo il principio fondamentale secondo cui il diritto d'autore protegge la forma espressiva e soggettiva di un'opera, non l'idea astratta che ne è alla base. La sentenza chiarisce i limiti della tutela per il diritto d'autore fumetti, escludendo dal plagio la ripresa di elementi generici come alieni, robot o viaggi onirici.
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