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Art. 253 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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153 provvedimenti

Altri anni per Art. 253 Codice di Procedura Penale

Utilizzabilità chat criptate e termini indagini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro una misura cautelare basata su prove da chat criptate. La Corte ha stabilito che l'iscrizione di una nuova indagine per lo stesso reato associativo, ma con un ruolo apicale diverso e più grave, non viola i termini di durata massima delle indagini preliminari. Si tratta infatti di un'iscrizione autonoma. Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo sull'utilizzabilità chat criptate perché l'eccezione non era stata correttamente sollevata e provata in sede di riesame.
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Sequestro smartphone: i limiti al potere degli inquirenti
La Corte di Cassazione ha annullato il sequestro probatorio di uno smartphone appartenente a un soggetto indagato per favoreggiamento. La misura è stata ritenuta illegittima poiché il decreto del pubblico ministero mancava di una motivazione specifica sulla proporzionalità e sulla necessità di acquisire l'intera mole di dati del dispositivo. Un sequestro smartphone indiscriminato, senza chiari criteri di selezione e limiti temporali, costituisce una ricerca esplorativa vietata e una violazione del diritto alla riservatezza.
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Riqualificazione ricorso penale: quando si converte
Una donna, condannata per spaccio, si è vista negare la restituzione di una somma di denaro sequestrata. Ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Corte ha stabilito che il rimedio corretto era un'opposizione. Invece di dichiarare l'inammissibilità, la Corte ha operato una riqualificazione del ricorso penale, convertendolo in opposizione e rinviando gli atti al giudice competente, in applicazione del principio del 'favor impugnationis'.
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Sequestro probatorio informatico: l’interesse a ricorrere
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indagato ha sempre un interesse concreto e attuale a impugnare un decreto di sequestro probatorio informatico, anche dopo la restituzione dei dispositivi fisici. La conservazione di una copia forense dei dati da parte dell'autorità giudiziaria lede il diritto alla disponibilità esclusiva del proprio patrimonio informativo, giustificando la richiesta di riesame. La Corte ha annullato l'ordinanza che dichiarava inammissibile il ricorso, rinviando al Tribunale per una nuova valutazione nel merito.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo e perché
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro probatorio eseguito presso un'azienda vitivinicola per un'ipotesi di tentata frode in commercio. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, specificando che la valutazione del 'fumus commissi delicti' da parte del Tribunale del riesame è insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente. La sentenza chiarisce che il tentativo di frode si configura anche con la sola produzione e detenzione di sostanze illecite destinate alla vendita.
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Sequestro probatorio: motivazione e limiti del rinvio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un decreto di sequestro probatorio, stabilendo la legittimità della motivazione 'per relationem' a un'altra ordinanza cautelare, a patto che siano rispettate precise condizioni. La sentenza chiarisce inoltre la distinzione fondamentale tra il 'fumus commissi delicti', sufficiente per il sequestro probatorio, e i 'gravi indizi di colpevolezza' necessari per le misure cautelari personali, evidenziando come il primo richieda solo l'astratta configurabilità del reato.
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Sequestro probatorio: la proporzionalità temporale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 543 del 2026, ha annullato un'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva invalidato un sequestro probatorio di dispositivi informatici. La Corte ha stabilito che la motivazione del Pubblico Ministero era adeguata sia riguardo all'ambito temporale dei dati da acquisire, sia riguardo alla durata delle operazioni di analisi. Si è chiarito che non è necessario fissare un termine perentorio per l'analisi dei dati, ma è sufficiente delineare una scansione ragionevole delle operazioni, bilanciando le esigenze investigative con il principio di proporzionalità.
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Sequestro preventivo riciclaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo per riciclaggio di oltre 120.000 euro in contanti. La decisione non si basa solo sull'ingente somma, ma su ulteriori indizi quali le modalità di occultamento, le dichiarazioni mendaci dell'imputata, la sua situazione economica e precedenti penali, che insieme costituiscono un quadro indiziario sufficiente per ipotizzare l'origine illecita del denaro.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società rivenditrice di auto contro un'ordinanza di sequestro probatorio di tre veicoli. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro, ritenendolo giustificato dalla necessità di accertare i fatti relativi a un'ipotesi di appropriazione indebita. È stata inoltre confermata la validità della querela presentata e l'irrilevanza della proprietà formale dei beni ai fini del reato contestato.
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Sequestro smartphone: i limiti della Procura
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro probatorio relativa a uno smartphone, ritenendola illegittima. La decisione si fonda sulla violazione del principio di proporzionalità, poiché il provvedimento autorizzava l'acquisizione indiscriminata di tutti i dati del dispositivo senza specifici criteri di selezione. Secondo la Corte, il sequestro smartphone non può trasformarsi in un'esplorazione generalizzata della vita privata e lavorativa dell'indagato, ma deve essere mirato e giustificato da precise esigenze probatorie.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di 40.000 euro. La sentenza chiarisce i presupposti per la legittimità della misura, focalizzandosi sulla nozione di 'fumus commissi delicti' e sulla finalità investigativa del vincolo, distinguendola nettamente dai requisiti del sequestro preventivo. Secondo la Corte, i precedenti penali degli indagati possono essere sufficienti a configurare l'astratta ipotizzabilità del reato di riciclaggio.
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Assistenza giudiziaria: sequestro su conti non indicati
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro su un conto bancario non esplicitamente elencato in una richiesta internazionale di assistenza giudiziaria. La Corte ha stabilito che se la richiesta è formulata come 'aperta', utilizzando espressioni come 'con particolare riferimento a', autorizza implicitamente l'estensione del sequestro ad altri beni correlati, senza necessità di una successiva integrazione formale della richiesta.
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Sequestro probatorio: i limiti su smartphone e PC
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio di dispositivi informatici e banconote false. La Corte chiarisce che il ricorso sul sequestro di ingenti somme di denaro era infondato, poiché tali somme erano oggetto di un diverso provvedimento (sequestro preventivo). Sulla questione dei dispositivi elettronici, la Corte stabilisce che il sequestro probatorio è legittimo se finalizzato alla ricerca di prove pertinenti al reato ipotizzato e non si configura come una mera "ricerca esplorativa", a condizione che vengano rispettati il principio di proporzionalità e tempistiche ragionevoli per l'analisi dei dati.
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