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Art. 2506-bis Codice Civile

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48 provvedimenti

Prova trasferimento credito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito i requisiti per la prova trasferimento credito in casi di scissione societaria. Un debitore aveva contestato la pretesa del nuovo creditore, lamentando la mancanza di una specifica prova scritta. La Corte ha stabilito che, sebbene la scissione richieda prove documentali, l'inclusione di un singolo credito può essere dimostrata tramite presunzioni, come dichiarazioni della società scissa e pubblicazioni ufficiali, purché sia garantita la certezza del debitore. Il ricorso del debitore è stato quindi respinto.
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Raddoppio termini accertamento: non per il coobbligato
Una società beneficiaria di una scissione parziale impugnava delle cartelle di pagamento per debiti tributari della società scissa. La Cassazione ha chiarito che il raddoppio termini accertamento per reati fiscali opera solo nei confronti del debitore principale e non si estende automaticamente al coobbligato solidale. Tuttavia, il ricorso è stato rigettato perché il coobbligato, impugnando la propria cartella, non può contestare la legittimità dell'avviso di accertamento notificato al debitore principale.
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Scissione societaria e debiti: responsabilità illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17188/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di scissione societaria. La Corte ha chiarito che i debiti previdenziali e assistenziali, al pari di quelli tributari, comportano una responsabilità solidale e illimitata per tutte le società coinvolte nell'operazione. Questa decisione deroga alla regola generale del codice civile che limita la responsabilità della società beneficiaria al valore del patrimonio netto trasferito. Inoltre, la Corte ha ribadito che l'eccezione di limitazione della responsabilità deve essere sollevata entro il termine perentorio di 40 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, pena l'inammissibilità dell'opposizione.
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Scissione societaria e debiti fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13861/2024, ha stabilito che in caso di scissione societaria e debiti fiscali, la società beneficiaria risponde in solido e illimitatamente per le obbligazioni tributarie della società scissa sorte in periodi d'imposta anteriori all'operazione. Tale responsabilità sussiste anche se l'accertamento fiscale e l'iscrizione a ruolo avvengono dopo la data della scissione. Il momento rilevante è l'insorgenza del presupposto del debito, non la sua successiva formalizzazione.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
Una società immobiliare, nata da una scissione societaria parziale, ha impugnato delle cartelle di pagamento per debiti fiscali della società originaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in ambito tributario, a differenza del diritto civile, tutte le società partecipanti alla scissione sono responsabili in solido e illimitatamente per i debiti fiscali anteriori all'operazione. Questo principio di specialità della norma tributaria prevale su quella civilistica, che prevedrebbe una responsabilità limitata. La Corte ha inoltre chiarito che la notifica della cartella a uno solo dei condebitori è sufficiente a interrompere la decadenza per tutti.
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Bancarotta per scissione: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10163 del 2024, ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale di un amministratore che, attraverso un'operazione di scissione societaria, aveva trasferito tutti gli asset di valore a una nuova società, lasciando la società originaria con la maggior parte dei debiti e destinandola al fallimento. La Corte ha stabilito che la bancarotta per scissione si configura quando l'operazione, pur formalmente lecita, è volutamente depauperativa del patrimonio aziendale. Le tutele civilistiche previste per i creditori non sono sufficienti a escludere la rilevanza penale del fatto.
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Intervento in appello: limiti per il successore
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'intervento in appello del successore a titolo particolare. Se la titolarità del diritto trasferito è contestata, le domande del successore sono inammissibili perché ampliano l'oggetto del giudizio, introducendo un nuovo tema di indagine non consentito in fase di impugnazione. Il caso riguarda la cessione di crediti derivanti da un contratto di appalto.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
Una società holding, nata da una fusione con società beneficiarie di una scissione, è stata ritenuta responsabile per i debiti fiscali pregressi della società scissa. La Corte di Cassazione ha confermato che in caso di scissione societaria, la normativa fiscale speciale, che prevede una responsabilità solidale e illimitata, prevale sulle norme del codice civile che limiterebbero tale responsabilità. Tuttavia, il caso è stato rinviato al giudice di merito per non aver esaminato l'eccezione di prescrizione del credito tributario.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
Una società, nata da una scissione parziale, ha contestato una cartella di pagamento per debiti fiscali sorti prima dell'operazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando il principio della responsabilità solidale e illimitata della società beneficiaria. Secondo la Corte, in caso di scissione societaria, l'Amministrazione Finanziaria può agire direttamente contro la beneficiaria per i debiti pregressi della scissa, senza necessità di notificare nuovi atti o rispettare termini di decadenza autonomi, poiché la beneficiaria è considerata a conoscenza della situazione debitoria originaria.
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Scissione societaria debiti fiscali: responsabilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33625/2024, ha stabilito che in caso di scissione societaria, i debiti fiscali della società scissa si trasferiscono illimitatamente alla società beneficiaria. Quest'ultima risponde in solido per le obbligazioni tributarie anteriori all'operazione, senza necessità di una nuova notifica dell'atto impositivo, potendo comunque difendersi nel merito. La sentenza ribadisce la specialità della disciplina tributaria rispetto a quella civilistica, che prevede invece una responsabilità limitata.
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Responsabilità solidale scissione: debiti fiscali
Una società immobiliare, nata da una scissione parziale, ha impugnato una cartella di pagamento per debiti fiscali (Iva e Irap) della società originaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio della responsabilità solidale scissione. Ha stabilito che la società beneficiaria risponde illimitatamente per i debiti tributari anteriori all'operazione, senza che sia necessaria la notifica di un nuovo avviso di accertamento, essendo sufficiente la notifica della cartella di pagamento.
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Scissione societaria: debiti fiscali e responsabilità
Una società nata da una scissione societaria è stata ritenuta responsabile per i debiti fiscali antecedenti della società originaria. La Corte di Cassazione ha confermato che la società beneficiaria risponde in solido e illimitatamente per tali debiti. Secondo la Corte, non è necessaria una nuova notifica dell'avviso di accertamento alla beneficiaria, essendo sufficiente quella effettuata alla società scissa per poter procedere legittimamente alla riscossione tramite cartella di pagamento.
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Scissione societaria: debiti fiscali senza preavviso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33619/2024, ha stabilito che in caso di scissione societaria, la società beneficiaria risponde solidalmente e illimitatamente dei debiti fiscali anteriori all'operazione. L'amministrazione finanziaria non è tenuta a notificare alla beneficiaria l'avviso di accertamento originariamente inviato alla società scissa prima di emettere la cartella di pagamento. Il diritto di difesa è garantito dalla possibilità di contestare la pretesa nel merito opponendosi alla cartella.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una società beneficiaria di una scissione societaria, chiamata a rispondere dei debiti fiscali (Iva e Irap) della società scissa. La Corte ha confermato il principio della responsabilità solidale e illimitata della beneficiaria, chiarendo che non è necessaria la notifica di un nuovo avviso di accertamento nei suoi confronti, essendo sufficiente quello notificato alla società originaria. La notifica della cartella di pagamento alla beneficiaria è quindi legittima, anche senza atti prodromici, poiché la sua responsabilità deriva direttamente dalla legge in seguito all'operazione di scissione societaria.
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Azione revocatoria scissione societaria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10478/2025, ha confermato che l'azione revocatoria per una scissione societaria è sempre ammissibile per tutelare i creditori. Un creditore, rappresentato dalla curatela fallimentare, aveva contestato una scissione che trasferiva un immobile di valore a una nuova società, riducendo la garanzia patrimoniale. La Corte ha stabilito che la revocatoria, che rende l'atto inefficace solo verso il creditore, può coesistere con l'opposizione preventiva. Ha inoltre ribadito che il giudice può fondare la sua decisione su una perizia di parte e su fatti notori, purché la motivazione sia adeguata.
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Responsabilità solidale scissione: notifica efficace
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di responsabilità solidale scissione. Una società, cancellata dopo una scissione parziale, contestava un avviso di accertamento per un vizio di notifica e la conseguente decadenza del Fisco. La Corte ha chiarito che, data la responsabilità solidale tra la società scissa e le beneficiarie, la notifica tempestiva dell'atto impositivo a una sola delle società beneficiarie è sufficiente a interrompere la decadenza per tutte le società coobbligate, rendendo l'azione fiscale legittima anche nei confronti della società originaria, nonostante la notifica a quest'ultima fosse tardiva o viziata.
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Fondo di Garanzia INPS: Pagamento TFR Garantito
La Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS deve intervenire per il TFR dei lavoratori di una società fallita, anche se esiste un'altra società co-obbligata e solvente a seguito di una scissione societaria. L'accesso al Fondo è diretto e non subordinato alla preventiva escussione di altri debitori.
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Inammissibilità ricorso cassazione: le regole chiave
Due fideiussori ricorrevano in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che confermava la loro condanna al pagamento di un debito. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione a causa di gravi vizi procedurali. L'ordinanza sottolinea come la mancanza di chiarezza, la confusione tra diversi motivi di ricorso e il mancato rispetto della regola della "doppia conforme" impediscano l'esame nel merito della questione, ribadendo il rigore formale richiesto per adire al giudizio di legittimità.
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Responsabilità società beneficiaria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15503/2025, ha statuito sulla responsabilità della società beneficiaria per i debiti fiscali della società scissa. Il caso riguardava un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva notificato a una società edile, sorta da una scissione parziale, per obbligazioni tributarie anteriori all'operazione. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando che la responsabilità società beneficiaria è solidale e illimitata. Ha inoltre chiarito che i procedimenti di accertamento si svolgono nei confronti della società scissa, senza che sia necessario notificare ogni atto alla beneficiaria, la quale ha comunque facoltà di partecipare al procedimento. È stato infine confermato legittimo l'accertamento induttivo a causa della mancata esibizione delle scritture contabili.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15504/2025, ha rigettato il ricorso di una società beneficiaria di una scissione societaria, chiamata a rispondere dei debiti fiscali della società scissa. La Corte ha confermato il principio della responsabilità solidale e illimitata della beneficiaria per i tributi anteriori all'operazione, anche se l'accertamento è stato notificato solo alla scissa. Secondo la Corte, la disciplina tributaria della scissione societaria prevede che la beneficiaria abbia facoltà di partecipare ai procedimenti, ma non impone all'Amministrazione Finanziaria un onere di notifica aggiuntivo.
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