LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2504-bis Codice Civile

Pagina 6 di 6

115 provvedimenti

Usucapione servitù di veduta: la prova decisiva
In un caso di violazione delle distanze legali, una parte ha invocato l'usucapione della servitù di veduta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava l'usucapione per mancanza di una prova certa sulla data di inizio del possesso ventennale. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle testimonianze spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
Continua »
Rappresentante Azionisti: ruolo e poteri post-fusione
Una società di telecomunicazioni impugna una delibera dell'assemblea degli azionisti di risparmio di una società media, poi incorporata. La Corte di Cassazione chiarisce che il rappresentante azionisti della società incorporata mantiene il suo ruolo e la legittimazione processuale per le azioni sorte prima della fusione, in virtù del principio di "prorogatio", per garantire la tutela dei diritti della categoria. La sua funzione non si trasferisce all'omologo della società incorporante.
Continua »
Accertamento tributario e onere della prova: la Cassazione
Una società contesta un accertamento tributario per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, annullando l'accertamento sull'IRAP per l'inapplicabilità del raddoppio dei termini e affermando che l'Agenzia delle Entrate non può richiedere documenti di cui è già in possesso, invertendo così l'onere della prova.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Una società, a seguito di una fusione, ha impugnato la notifica di una cartella esattoriale, lamentando vizi procedurali e l'incompetenza territoriale dell'agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che specifici motivi di nullità non possono essere sollevati per la prima volta in appello se inizialmente si è contestata solo genericamente la mancata notifica. Ha inoltre confermato che l'agente della riscossione del territorio del debitore originario può legittimamente notificare la cartella alla società incorporante, poiché la delega ad altro agente è una facoltà, non un obbligo.
Continua »
Notifica cartella di pagamento: onere della prova
Una società ha impugnato una cartella di pagamento contestando la validità della notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando i motivi inammissibili. La decisione sottolinea che, per contestare una notifica di cartella di pagamento, il ricorrente ha l'onere di provare le proprie affermazioni secondo il principio di autosufficienza, senza poter fare affidamento su un riesame dei fatti da parte della Corte.
Continua »
Notifica nulla e prescrizione: la Cassazione decide
Una società in amministrazione straordinaria agisce in giudizio, ma la notifica iniziale dell'atto di citazione risulta viziata. La Corte d'Appello dichiara l'azione prescritta, ritenendo la prima notifica inesistente e quindi inidonea a interrompere i termini. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema della notifica nulla e prescrizione e sull'efficacia retroattiva della sanatoria, rimette la questione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo.
Continua »
Ultrattività del mandato: notifica valida all’estinta
Una società sanitaria ha contestato la validità di una notifica di appello ricevuta presso il difensore della sua dante causa, un'entità estinta per fusione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando il principio di ultrattività del mandato: se l'estinzione della parte non viene formalmente dichiarata in giudizio dal suo legale, il mandato a quest'ultimo persiste e le notifiche a lui indirizzate sono pienamente valide, a prescindere dalla conoscenza che la controparte possa avere dell'evento societario.
Continua »
Fideiussione omnibus: validità dopo la fusione
Una garante firma una fideiussione omnibus a favore della Banca A per i futuri debiti del fratello. Anni dopo, il fratello contrae un debito con la Banca B. Successivamente, la Banca B incorpora la Banca A. La Corte di Cassazione ha stabilito che la fideiussione omnibus è valida ed efficace anche per il debito preesistente con la Banca B, in virtù della successione universale che si realizza con la fusione per incorporazione.
Continua »
Legittimazione processuale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi fideiussori contro una società di leasing e i suoi successori. Il caso verteva su presunti interessi usurari e anatocismo in un contratto di leasing. La Corte ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi, inclusi quelli sulla legittimazione processuale degli istituti di credito subentrati a seguito di fusioni e cessioni di crediti in blocco. La decisione sottolinea che la pubblicazione della cessione sulla Gazzetta Ufficiale è sufficiente a provarne l'efficacia e che i motivi di ricorso devono confrontarsi specificamente con le ragioni della sentenza impugnata, pena l'inammissibilità.
Continua »
Imputazione del pagamento: onere della prova del debitore
Un avvocato ha impugnato una decisione relativa a compensi professionali dovuti da una società sportiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso su due punti chiave. Primo, riguardo all'imputazione del pagamento, ha stabilito che, in presenza di più debiti, spetta al debitore dimostrare a quale specifica obbligazione si riferisce un pagamento, non potendo essere considerato generico. Secondo, gli interessi sui compensi legali decorrono dalla data della domanda giudiziale e non dal successivo provvedimento di liquidazione del giudice. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
Continua »
Notifica a società incorporata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1672/2025, ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento a una società già estinta a seguito di fusione per incorporazione è nulla. Questo principio si fonda sulla recente giurisprudenza delle Sezioni Unite, secondo cui la fusione comporta l'estinzione della società incorporata e una successione universale in capo alla società incorporante. Di conseguenza, una notifica a società incorporata, se effettuata dopo la fusione, non è idonea a interrompere i termini di decadenza per la riscossione del tributo.
Continua »
Riorganizzazione aziendale: quando non è demansionamento
Un dirigente di un consorzio, dopo la fusione di quest'ultimo in un'entità regionale più grande, vedeva revocato il suo ruolo di Direttore. La Cassazione ha respinto il suo ricorso per demansionamento, chiarendo che una legittima riorganizzazione aziendale che porta all'estinzione dell'ente originario può causare la perdita di una posizione apicale specifica, senza che ciò costituisca un illecito, a condizione che al lavoratore vengano conservate la qualifica e le funzioni dirigenziali all'interno della nuova struttura.
Continua »
Responsabilità amministratori associazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità degli amministratori di un'associazione non riconosciuta. Gli eredi del presidente defunto, citati per mala gestio, avevano chiamato in causa gli altri consiglieri. La Corte ha stabilito che la chiamata in garanzia era ammissibile e che la sospensione della prescrizione si applica anche a tali enti, annullando la decisione precedente per difetto di motivazione sulla quantificazione del danno. Il caso riguarda la distrazione di un fondo mutualistico per investimenti immobiliari.
Continua »
Sviamento clientela: risarcimento e prova in giudizio
Un'azienda di logistica cita in giudizio un suo ex dirigente e la società concorrente presso cui è stato assunto, accusandoli di concorrenza sleale per storno di dipendenti e sviamento di clientela. Il Tribunale accoglie parzialmente la domanda, escludendo lo storno ma riconoscendo lo sviamento clientela. I convenuti sono stati condannati in solido a un risarcimento di 550.000 euro, calcolato sulla base del margine di contribuzione perso dall'azienda a causa della clientela illecitamente sottratta.
Continua »
Responsabilità professionale vigilanza: la polizza paga?
Un istituto di vigilanza, condannato a risarcire un cliente per un furto dovuto a negligenza, ha citato in giudizio la propria compagnia assicurativa per essere manlevato. L'assicurazione non si è presentata in giudizio. Il Tribunale ha accolto la domanda, condannando l'assicuratore a pagare l'intero importo dovuto in base alla polizza per responsabilità professionale vigilanza e sanzionandola inoltre per la mancata partecipazione alla mediazione obbligatoria.
Continua »