LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2473 Codice Civile

35 provvedimenti

Recesso socio s.r.l.: Durata Lunga non è Indeterminata per la Cassazione
Un Socio ha tentato di esercitare il diritto di **recesso socio s.r.l.** da una società con durata fissata fino al 2050, chiedendo la liquidazione della sua quota. La Corte d'Appello aveva accolto la sua richiesta, equiparando il termine lungo a uno indeterminato. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che il diritto di recesso 'ad nutum' spetta solo alle società a tempo indeterminato. Un termine, anche se molto esteso, non lo consente, tutelando la stabilità aziendale e i creditori. La domanda del Socio è stata respinta.
Continua »
Cessione di quote societarie ed esonero da sopravvenienze
Una società socia cede a terzi la propria partecipazione in una S.r.l. In seguito, la società partecipata ottiene un consistente incasso da un accordo transattivo precedentemente non contabilizzato. L'ex socia cedente agisce in giudizio contro la società partecipata per ottenere una quota di tale sopravvenienza attiva, sostenendo un danno sul prezzo di vendita e assimilando la cessione di quote societarie a un recesso dal capitale sociale. La Corte di Cassazione respinge integralmente le pretese dell'ex socia. I giudici ribadiscono la netta distinzione tra compravendita di partecipazioni tra privati e recesso societario. La società partecipata rimane del tutto estranea all'accordo di compravendita tra i soci e non deve rifondere alcun maggior valore all'ex quotista.
Continua »
Recesso del socio s.r.l. e affitto d’azienda: quando non spetta
Un socio di una società a responsabilità limitata ha comunicato la propria volontà di recedere dalla società. Il socio sosteneva che la stipula di un contratto di affitto di un ramo d'azienda avesse modificato in modo sostanziale l'oggetto sociale, privandolo delle attività caratteristiche. La società si è opposta, evidenziando che lo statuto consentiva la locazione e che l'azienda continuava il proprio lavoro principale. I giudici di merito hanno respinto le pretese del socio, confermando la legittimità dell'operazione aziendale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'interpretazione dello statuto spetta ai giudici di merito e che l'affitto del ramo aziendale non comporta automaticamente il recesso del socio s.r.l. Il socio è stato condannato al pagamento delle spese legali.
Continua »
Recesso del socio: la stima della quota non si blocca
Un socio esercita il diritto di recesso del socio da una società a responsabilità limitata, chiedendo il rimborso della propria quota. Sorge una controversia sul valore della quota, risolta da un lodo arbitrale che dispone una nuova perizia di stima a causa di errori evidenti nella precedente. L'Azienda impugna il lodo, lamentando la mancata sospensione del giudizio in attesa di un'altra causa tra soci e contestando la nuova stima. La Corte d'Appello rigetta l'impugnazione. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che non vi era litispendenza per mancanza di identità delle parti e che la contestazione sulla stima della quota riguarda valutazioni di fatto insindacabili. Vince il Socio.
Continua »
Liquidazione della quota di recesso: soci perdono contro la società
I Soci Recedenti hanno impugnato la determinazione del valore delle proprie quote sociali effettuata dopo il loro recesso da una società a responsabilità limitata. I soci sostenevano di possedere una quota maggiore rispetto a quella accertata e contestavano la valutazione del patrimonio netto aziendale operata dal Consulente Tecnico d'Ufficio, che aveva considerato anche i carichi fiscali futuri. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei soci. I giudici hanno confermato che la percentuale di partecipazione era stata correttamente rideterminata a seguito di una delibera assembleare mai impugnata. Inoltre, la stima del patrimonio netto per la liquidazione della quota di recesso deve basarsi sul valore di mercato reale dei beni, includendo le rettifiche fiscali necessarie. Vince La Società, con condanna dei ricorrenti alle spese.
Continua »
Diritto di recesso del socio: escluso se si riduce la durata
Un socio di una società per azioni ha impugnato la delibera assembleare che abbreviava la durata della società, originariamente fissata all'anno 2100. Il socio sosteneva che tale riduzione eliminasse indirettamente la sua facoltà di uscire liberamente, facendo sorgere il suo diritto di recesso del socio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la riduzione della durata di una società per azioni non attribuisce al socio alcun diritto di recesso, poiché tale modifica riduce il tempo del vincolo sociale anziché estenderlo.
Continua »
Valutazione quota recesso e competenza arbitrale
Il Tribunale ha rigettato la richiesta di nomina di un esperto per la valutazione quota recesso, dichiarando la propria incompetenza. Poiché lo statuto della società conteneva una clausola compromissoria, la determinazione del valore della partecipazione deve essere affidata a un arbitro unico. La sentenza chiarisce inoltre l'impossibilità di applicare analogicamente le norme delle S.p.A. alle S.r.l. in materia di stima del valore di liquidazione.
Continua »
Valutazione della quota del socio: riserve o debiti?
Un socio escluso da una società a responsabilità limitata contesta la valutazione della quota del socio effettuata da un esperto. La società si oppone, ritenendo la stima eccessiva per la mancata considerazione di passività e per l'errata qualificazione di riserve di bilancio come debiti. I giudici di merito riducono drasticamente il valore della quota, detraendo oltre un milione di euro classificato come versamento in conto futuro aumento di capitale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del socio: non basta la semplice dicitura in bilancio per considerare un versamento dei soci come un debito della società. È necessario indagare la reale volontà delle parti. La sentenza viene cassata con rinvio per ricalcolare il valore corretto.
Continua »
Merger Leveraged Buyout: Fisco sconfitto, costi deducibili
L'Agenzia delle Entrate contesta la deducibilità degli interessi passivi derivanti da un'operazione di Merger Leveraged Buyout (MLBO), ritenendola elusiva perché finalizzata a liquidare un socio dissenziente. La Cassazione ha però dato ragione all'azienda. I giudici hanno stabilito che un MLBO non è di per sé un abuso del diritto. Se l'operazione è giustificata da valide ragioni extrafiscali, come la necessità di risolvere un grave conflitto tra soci che ostacola lo sviluppo aziendale, i costi finanziari sostenuti sono inerenti all'attività d'impresa e, quindi, pienamente deducibili. La presenza di una solida motivazione economica ha reso l'operazione legittima agli occhi dei giudici.
Continua »
Divisione quote S.r.l.: lo scioglimento della comunione
In un recente caso di divisione quote S.r.l., il Tribunale ha accolto la domanda di scioglimento della comunione tra due fratelli che avevano ricevuto in donazione una quota dell'80% del capitale sociale. La decisione conferma che la partecipazione in una società a responsabilità limitata è naturalmente divisibile, prevalendo sul desiderio di una gestione unitaria del socio amministratore.
Continua »
Revoca amministratore per giusta causa: se non provata, paga l’azienda
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di revoca amministratore per giusta causa. Un'azienda aveva rimosso un membro del CdA accusandolo di irregolarità di bilancio e assenteismo. L'amministratore, anche socio, ha contestato la decisione. La Corte ha confermato la sentenza precedente: l'azienda non ha fornito prove sufficienti per dimostrare la giusta causa. Di conseguenza, la revoca è stata illegittima e l'amministratore ha diritto al risarcimento del danno. Inoltre, la Corte ha validato il calcolo del valore della sua quota di recesso, basato su una perizia tecnica che correggeva i dati di bilancio, ritenuti inattendibili. L'azienda ha perso il ricorso e deve pagare.
Continua »
Litisconsorzio Necessario: Causa Annullata, la Banca Andava Coinvolta
Due ex soci avviano un pignoramento sui conti correnti di un'azienda per recuperare il valore delle loro quote. L'azienda si oppone, ma il Tribunale le dà torto. La Cassazione, però, ribalta tutto: il processo è nullo perché le banche pignorate non sono state coinvolte nel giudizio. Viene così affermato il principio del litisconsorzio necessario, secondo cui anche il terzo che subisce il pignoramento deve obbligatoriamente partecipare alla causa di opposizione. La sentenza viene annullata e il processo deve ricominciare da capo, questa volta con tutti i soggetti interessati.
Continua »
Abuso di maggioranza: annullata delibera fraudolenta
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una delibera assembleare di una S.r.l. che tentava di revocare l'esclusione di un socio deliberata cinque anni prima. Tale manovra è stata qualificata come abuso di maggioranza, poiché l'unico scopo reale della società era evitare di pagare la liquidazione della quota al socio, stimata in oltre novecentomila euro. La Corte ha ribadito che il voto espresso con finalità fraudolente per ledere i diritti patrimoniali della minoranza viola il principio di buona fede oggettiva.
Continua »
Differenza da recesso e tassazione plusvalenze
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'indebita deduzione di una differenza da recesso utilizzata per abbattere la plusvalenza derivante dalla vendita di terreni. La Cassazione ha stabilito che la liquidazione del socio deve avvenire a valore di libro, senza considerare rivalutazioni di beni non ancora realizzate. Inoltre, gli effetti di un condono tombale relativo a un'annualità precedente non si estendono automaticamente ai componenti di reddito che manifestano i propri effetti fiscali in anni successivi, come nel caso della cessione di immobili.
Continua »
Recesso socio srl: guida alla revoca e impugnazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che nel recesso socio srl vige il principio della libertà di forma, essendo un atto unilaterale. La Corte ha stabilito che un socio può revocare tacitamente la propria volontà di recedere votando contro la delibera di presa d'atto del recesso stesso. La decisione conferma che tale delibera, se invalida, è solo annullabile e non può essere impugnata dai soci che hanno espresso voto favorevole.
Continua »
Recesso socio srl: i limiti alla durata e al mobbing
La Corte d’Appello di Venezia ha respinto il reclamo di un socio che intendeva esercitare il recesso socio srl da una società a responsabilità limitata. Il ricorrente sosteneva che la scadenza della società fissata al 2050 fosse eccessiva e che le condotte di mobbing dei soci di maggioranza giustificassero l'uscita. La Corte ha chiarito che il termine del 2050 non equivale a tempo indeterminato e che, nelle SRL, il mobbing non è una causa di recesso prevista dalla legge.
Continua »
Credito da recesso: non è postergato come un prestito
Un ex socio di S.r.l., receduto anni prima del fallimento, si oppone alla postergazione del suo credito da recesso. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il credito da recesso non è assimilabile ai finanziamenti dei soci e non è soggetto alla postergazione prevista dall'art. 2467 c.c., poiché il socio receduto diventa un creditore terzo.
Continua »
Compenso esperto: chi liquida le spese della stima?
In un caso di recesso di un socio da una S.r.l., la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul compenso esperto. La Corte ha chiarito che gli esperti nominati dal Tribunale per la valutazione della quota sociale agiscono come ausiliari del giudice. Di conseguenza, il loro compenso non può essere auto-liquidato, ma deve essere determinato esclusivamente dal giudice che li ha nominati, secondo le tariffe giudiziali. Questa ordinanza annulla la prassi dell'autoliquidazione e riafferma la competenza giurisdizionale sulla liquidazione delle spese di stima.
Continua »
Differenza da recesso: non è costo deducibile per Srl
Una società a responsabilità limitata si è vista negare la deducibilità del costo sostenuto per liquidare due soci parzialmente receduti. L'importo, definito come "differenza da recesso", ovvero l'eccedenza tra il valore di mercato e quello nominale della quota, è stato qualificato dalla Corte di Cassazione non come un onere deducibile, ma come una remunerazione e un'anticipata distribuzione di utili. Pertanto, la somma non può essere sottratta dal reddito imponibile della società.
Continua »
Trasferimento sede estero: non estingue la società
La Corte di Cassazione ha stabilito che il trasferimento della sede estero di una società e la sua cancellazione dal registro delle imprese italiano non ne comportano l'estinzione. La società continua a esistere e a rispondere dei propri debiti. Di conseguenza, l'amministratore non può essere ritenuto personalmente responsabile per le passività fiscali dell'ente, poiché manca il presupposto dell'estinzione societaria previsto dalla legge.
Continua »