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Art. 232 Codice di Procedura Civile

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87 provvedimenti

Onere della prova parcheggio: chi prova il danno?
Un automobilista chiede il risarcimento per i danni alla sua auto, sostenendo che siano avvenuti mentre era parcheggiata in un'autorimessa a pagamento. La Corte di Cassazione, confermando la decisione di merito, chiarisce che l'onere della prova parcheggio grava sul cliente, il quale deve dimostrare non solo il danno, ma anche che questo si è verificato durante il periodo di custodia del veicolo. Poiché tale prova non è stata fornita in modo adeguato, il ricorso dell'automobilista è stato respinto.
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Onere della prova promotore: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di illeciti commessi da un promotore finanziario, l'onere della prova grava sul cliente. Per ottenere un risarcimento dalla banca, il risparmiatore deve dimostrare con prove concrete l'effettiva consegna del denaro al promotore per operazioni riconducibili al mandato. La condanna del promotore, anche penale tramite patteggiamento, non è sufficiente a trasferire automaticamente la responsabilità sull'istituto di credito. In questo caso, il ricorso dei risparmiatori è stato dichiarato inammissibile per carenza di prove adeguate, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso la responsabilità della banca.
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Prova Contraria: Ammissibilità e Valutazione Giudice
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società al pagamento di lavori edili, chiarendo importanti principi sulla prova contraria. La sentenza stabilisce che i documenti possono essere ammessi anche tardivamente se servono a contrastare nuove allegazioni della controparte. Inoltre, una proposta transattiva tra avvocati, sebbene soggetta a regole deontologiche, è utilizzabile come prova nel processo civile. La Corte ha anche ribadito il valore di 'ficta confessio' attribuibile alla mancata comparizione ingiustificata all'interrogatorio formale.
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Valutazione del danno: il giudice può discostarsi?
Un cittadino cita in giudizio un Comune per l'occupazione illegittima di un terreno. Dopo una prima condanna a un risarcimento cospicuo, la Corte d'Appello riduce drasticamente l'importo. La Cassazione rigetta il ricorso del cittadino, confermando la decisione d'appello e chiarendo i poteri del giudice nella valutazione del danno, che può discostarsi motivatamente dalle perizie tecniche (CTU) e basarsi su elementi oggettivi come precedenti transazioni tra le parti.
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Usucapione auto: la detenzione non basta per la proprietà
La Corte d'Appello ha negato l'usucapione di un'auto d'epoca a un meccanico che l'aveva custodita per oltre 40 anni. La decisione si fonda sulla distinzione tra detenzione e possesso: il meccanico era un semplice detentore e non ha mai compiuto un atto di 'interversione del possesso' per manifestare la volontà di comportarsi come proprietario. Una registrazione in cui chiedeva il pagamento delle spese di deposito è stata decisiva per dimostrare che riconosceva ancora il diritto di proprietà altrui, escludendo così l'acquisto per usucapione auto.
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Riduzione del prezzo: roulotte difettosa e tutela
Un acquirente cita in giudizio il venditore per aver acquistato una roulotte con gravi difetti. A fronte della contumacia dei venditori e delle prove testimoniali, il Tribunale ha concesso una significativa riduzione del prezzo, basandosi sul Codice del Consumo. La richiesta di risarcimento danni è stata invece respinta per mancanza di prove specifiche sul danno subito.
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Mansioni superiori: quando scatta il diritto?
Una lavoratrice ha ottenuto il riconoscimento di mansioni superiori e il risarcimento del danno per mancato richiamo in servizio post-Covid. La sentenza del Tribunale del Lavoro ha condannato la società datrice di lavoro, rimasta contumace, al pagamento delle differenze retributive e delle retribuzioni non corrisposte. Il giudice ha valorizzato le testimonianze che provavano lo svolgimento di compiti gestionali e ha sanzionato la condotta processuale omissiva dell'azienda.
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