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Art. 23 l.fall.

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Produzione documenti in opposizione: la Cassazione decide
Una società finanziaria propone opposizione allo stato passivo di un fallimento. Il Tribunale la dichiara inammissibile per la mancata produzione di un documento (procura) che provava i suoi poteri di rappresentanza. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che per la produzione documenti già presenti nel fascicolo della procedura fallimentare è sufficiente indicarli nell'atto di opposizione, senza necessità di un nuovo deposito. Spetta al giudice disporne l'acquisizione dal fascicolo d'ufficio.
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Credito prededucibile: onere della prova per i fornitori
Una società di autotrasporti si è vista negare la richiesta di riconoscimento di un credito prededucibile nei confronti di una grande acciaieria in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il fornitore ha il preciso onere della prova di dimostrare la natura essenziale delle prestazioni fornite, non essendo sufficienti fatture generiche.
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Liquidazione Giudiziale: no atto notarile per la domanda
Un socio di maggioranza ha impugnato la sentenza che apriva la liquidazione giudiziale della sua società, sostenendo che la domanda dell'amministratore fosse formalmente invalida e costituisse un abuso del processo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio: la domanda di liquidazione giudiziale, a differenza di altri strumenti di regolazione della crisi, non necessita di verbale notarile. È sufficiente che sia sottoscritta dal legale rappresentante. Inoltre, ha chiarito che il socio non può eccepire l'abuso del processo per bloccare la procedura se lo stato di insolvenza è accertato.
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Revoca curatore fallimentare: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25943/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista contro la sua rimozione dall'incarico. La decisione chiarisce che la revoca del curatore fallimentare è un atto amministrativo interno alla procedura, non una decisione su un diritto soggettivo, e pertanto non può essere impugnata dinanzi alla Suprema Corte.
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Compenso consulente tecnico di parte: la Cassazione decide
Una professionista, nominata consulente tecnico dal curatore di un fallimento, ha contestato la liquidazione del suo compenso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sua attività, avendo natura difensiva, deve essere retribuita secondo le tariffe professionali e non quelle previste per gli ausiliari del giudice. Il compenso del consulente tecnico di parte deve essere calcolato sul valore della pratica e non sull'importo recuperato tramite transazione. La Corte ha cassato il decreto e rinviato la causa al Tribunale per un nuovo esame.
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Opposizione stato passivo: onere della prova documentale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11261/2024, ha rigettato il ricorso di un professionista che si era visto ridurre il proprio credito in sede fallimentare. La Corte ha ribadito che nell'opposizione allo stato passivo, il creditore ha l'onere di indicare specificamente i documenti a sostegno della propria pretesa, anche se già depositati nella fase di verifica. Un generico rinvio al fascicolo precedente o una mera riserva di produzione non sono sufficienti per ottenere l'acquisizione d'ufficio della documentazione.
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