Un Cittadino Straniero, condannato per permanenza illegale in Italia, ha presentato ricorso in Cassazione. Era stato fermato nel 2018 senza documenti validi e con un precedente decreto di espulsione. La condanna iniziale prevedeva una multa di 5.000 euro. Nel ricorso, l'uomo sosteneva di essere in Italia per sposarsi, invocando un'esimente legata all'esercizio di un diritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha motivato che la difesa non era stata sollevata nel giudizio di primo grado e che, in ogni caso, l'esimente non era applicabile, poiché il matrimonio era avvenuto anni dopo il fatto contestato. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
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