LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2051 Codice Civile — Anno 2023

Pagina 8 di 8

157 provvedimenti

Altri anni per Art. 2051 Codice Civile

Condotta del danneggiato: quando esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un automobilista per un incidente causato da un tombino aperto. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta del danneggiato, ritenuta imprudente, ha interrotto il nesso causale, diventando l'unica causa del sinistro e escludendo così la responsabilità degli enti custodi della strada ai sensi dell'art. 2051 c.c.
Continua »
Nesso causale e buca: la condotta del danneggiato
Un motociclista ha citato in giudizio il Comune per i danni subiti a causa di una caduta provocata da una buca stradale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato stabilito che la condotta imprudente e negligente del motociclista, che non manteneva una distanza di sicurezza adeguata dal veicolo che lo precedeva, ha interrotto il nesso causale tra la presenza della buca e l'incidente, esonerando così l'ente custode da ogni responsabilità.
Continua »
Actio negatoria servitutis: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale che quello incidentale in una complessa controversia immobiliare. La questione centrale era una "actio negatoria servitutis" per negare un diritto di passaggio a favore di un hotel per accedere a delle autorimesse. La Corte ha confermato la decisione di appello, ritenendo idonea la soluzione di un cancello mobile per regolare l'accesso e ha respinto la richiesta di risarcimento danni per mancanza di prove specifiche.
Continua »
Canna fumaria e stabilità: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per una canna fumaria che compromette la stabilità di un edificio ricade su chi ne trae vantaggio, anche se non è l'autore materiale della modifica dannosa. In un caso di lite tra vicini per l'uso di una canna fumaria modificata pericolosamente, la Corte ha annullato la decisione d'appello, affermando che chi beneficia di una situazione pericolosa è tenuto a ripristinare le condizioni di sicurezza a proprie spese.
Continua »
Fatto colposo del danneggiato esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di due cittadini contro un Comune per danni da allagamento. La decisione si fonda sul fatto colposo del danneggiato, poiché l'immobile era stato costruito a una quota inferiore rispetto alla sede stradale e presentava altre irregolarità, configurando così una causa esclusiva del danno subito e interrompendo il nesso di causalità con le opere pubbliche.
Continua »
Domanda risarcitoria condizionata: i limiti del giudice
A seguito di un incidente stradale mortale, veniva avanzata una domanda risarcitoria condizionata nei confronti dell'ente proprietario della strada. La richiesta era subordinata all'accoglimento della domanda principale contro altri soggetti, che però è stata respinta. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice d'appello ha errato nel pronunciarsi nel merito sulla domanda condizionata, poiché la condizione non si era verificata, violando così il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato.
Continua »
Interpretazione polizza: la Cassazione boccia la lettura
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire i danni da rottura di una condotta, si è vista negare la copertura assicurativa dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che l'interpretazione della polizza assicurativa era stata errata e parziale. Il giudice di merito aveva considerato solo la clausola di esclusione per 'infiltrazioni', ignorandone un'altra che estendeva la copertura ai danni da rottura accidentale di condutture. La Suprema Corte ha ribadito che i contratti devono essere interpretati nel loro complesso, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Responsabilità condominio: l’appalto non esonera
Una recente ordinanza della Cassazione ha chiarito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni provenienti dal lastrico solare non viene meno per il solo fatto di aver affidato i lavori di riparazione a un'impresa. Il condominio, in qualità di custode, rimane responsabile a meno che non provi che il danno sia stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile (caso fortuito) riconducibile alla condotta dell'appaltatore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva esonerato il condominio, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Responsabilità terrazzo: chi paga i danni da infiltrazioni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29916/2023, ha affrontato un caso di danni da infiltrazioni provenienti da un terrazzo ad uso esclusivo con funzione di copertura. La Corte ha confermato la responsabilità solidale tra il proprietario esclusivo del terrazzo, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., e il Condominio, per l'omessa manutenzione delle parti comuni. L'ordinanza chiarisce che la delibera di esecuzione dei lavori, se non attuata prima dell'azione legale, non esclude la condanna alle spese per il principio di soccombenza virtuale. Di conseguenza, la responsabilità terrazzo per i danni è condivisa.
Continua »
Responsabilità custode strada: quando la colpa è tua
Una cittadina chiedeva il risarcimento dei danni al Comune per una caduta causata da una mattonella divelta e non segnalata, nascosta da foglie. La Cassazione ha negato il risarcimento, confermando le sentenze precedenti. La Corte ha stabilito che la condotta della danneggiata, considerata imprudente e abnorme, è stata la causa esclusiva dell'incidente, interrompendo il nesso causale e liberando il Comune dalla sua responsabilità di custode della strada. La presenza di detriti, secondo i giudici, avrebbe dovuto indurre la passante a una maggiore cautela.
Continua »
Responsabilità condominio: la transazione non lo salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni, derivanti da parti comuni come il lastrico solare, non è esclusa da una precedente transazione tra i condomini e l'originario unico proprietario/venditore. Al momento della sua costituzione, il condominio assume un nuovo e autonomo obbligo di custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c., distinto dalla garanzia per vizi del venditore. Pertanto, deve rispondere dei danni causati dalla mancata manutenzione successiva alla sua nascita.
Continua »
Cessione contratto di locazione: prova e comunicazione
Un imprenditore, subentrato in un locale commerciale, ha citato in giudizio il proprietario per danni da allagamento. I tribunali di merito e la Cassazione hanno respinto la sua richiesta, stabilendo che non aveva fornito una prova adeguata della cessione del contratto di locazione. La semplice comunicazione di un subentro e l'incasso di un canone da parte del locatore non sono stati ritenuti elementi sufficienti a dimostrare l'avvenuta e valida cessione del contratto, che deve essere collegata a una cessione d'azienda e comunicata in modo inequivocabile.
Continua »
Responsabilità del custode: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento avanzata dagli eredi di un automobilista deceduto in un incidente stradale. La Corte ha stabilito che, in tema di responsabilità del custode, spetta al danneggiato dimostrare il nesso di causalità tra la cosa in custodia (la strada) e il danno. In questo caso, è stato accertato che l'incidente non fu causato dalla presenza di acqua sulla carreggiata, ma dall'eccessiva velocità del conducente, condotta che ha interrotto ogni legame causale e ha escluso la responsabilità dell'ente gestore della strada.
Continua »
Danno da cose in custodia: condotta del danneggiato
Una cittadina ha citato in giudizio un comune per i danni subiti a seguito di una caduta su una strada dissestata. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta, attribuendo la colpa alla condotta imprudente della danneggiata. La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla corretta interpretazione del 'caso fortuito' e del danno da cose in custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c., ha deciso di rinviare la decisione, in attesa di una più ampia rivalutazione giurisprudenziale su questi principi.
Continua »
Responsabilità del costruttore: la duplice condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'impresa edile, ritenendola responsabile per l'80% dei danni da allagamento subiti da alcuni immobili. La Corte ha stabilito la duplice responsabilità del costruttore, sia ai sensi dell'art. 2050 c.c. per attività pericolosa, sia per negligenza generica ex art. 2043 c.c. L'appello del costruttore è stato respinto perché non aveva impugnato una delle due autonome ragioni della decisione e perché un precedente provvedimento cautelare non costituisce giudicato.
Continua »
Responsabilità del custode: la guida imprudente la esclude
La Cassazione esclude la responsabilità del custode (un Comune) per i danni subiti da un automobilista caduto in un tombino aperto. La sua guida gravemente imprudente, consistita in un sorpasso vietato, ha interrotto il nesso causale, integrando un caso fortuito.
Continua »
Danni da cose in custodia: chi paga per l’allagamento?
Un proprietario terriero ha citato in giudizio un consorzio autostradale per i danni subiti dal suo fondo agricolo, allagato a causa di canali di scolo incompleti. Dopo una prima sentenza sfavorevole, la Corte d'Appello ha riconosciuto la responsabilità del consorzio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del consorzio, confermando la sua responsabilità per i danni da cose in custodia e il relativo risarcimento. La Suprema Corte ha chiarito che, una volta provato il nesso causale tra l'opera e il danno tramite perizia tecnica, la responsabilità del custode sussiste, rendendo secondaria la distinzione tra responsabilità per fatto illecito generico e quella per custodia.
Continua »