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Art. 20-bis Codice Penale — Sezione Quarta Penale

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123 provvedimenti

Altri anni per Art. 20-bis Codice Penale

Furto aggravato: quando il ricorso in Cassazione è infondato
Due individui, condannati in appello per furto aggravato ai danni di un distributore automatico di una farmacia, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha rigettato entrambi i ricorsi, confermando la condanna. Le motivazioni si sono concentrate sull'inammissibilità di una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità, sulla corretta applicazione delle aggravanti, sulla validità della querela presentata e sul rigetto, ritenuto legittimo, sia della richiesta di sanzioni sostitutive sia della concessione delle attenuanti generiche, in virtù dei precedenti penali e della gravità dei fatti.
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Querela per furto: chi può denunciare il reato?
Una donna, condannata per furto consumato e tentato in un supermercato, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la validità della querela sporta da un capo reparto. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la querela per furto è valida se presentata da chiunque abbia una 'detenzione qualificata' dei beni, come un responsabile di reparto. La sentenza chiarisce anche la distinzione tra furto consumato, che si perfeziona con l'acquisizione del dominio esclusivo sulla merce, e il tentativo.
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Pena sostitutiva: ammesso l’appello, non solo Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di una Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile un appello contro una condanna per una contravvenzione. La pena detentiva originaria era stata convertita in una pena pecuniaria (pena sostitutiva). La Cassazione ha ribadito che, anche dopo la Riforma Cartabia, in questi casi è sempre garantito il diritto all'appello, in quanto la sanzione originaria era detentiva e la sua revoca potrebbe incidere sulla libertà personale. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per la celebrazione del giudizio di secondo grado.
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