La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per detenzione di stupefacenti e munizioni. La difesa contestava la ricostruzione dei fatti e l'attendibilità del figlio, che si era accollato la colpa del ritrovamento della droga nella soffitta della madre. Inoltre, la ricorrente lamentava la mancata pronuncia sulla richiesta di sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare, formulata solo durante l'udienza di discussione in appello. I giudici di legittimità hanno chiarito che, a seguito della Riforma Cartabia, la richiesta di sostituzione della pena detentiva deve essere presentata obbligatoriamente con l'atto di appello o con i motivi nuovi, e non verbalmente all'ultimo momento. Di conseguenza, la Corte d'appello non aveva alcun obbligo di motivare il diniego, confermando la condanna della ricorrente.
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