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Art. 2 comma 26 L. 335/1995

36 provvedimenti

Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente di previdenza ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei versamenti previdenziali per l'anno 2010 tramite una diffida recapitata il 4 luglio 2016. I giudici di merito hanno accolto la tesi del lavoratore autonomo, dichiarando estinto il credito per prescrizione contributi Gestione separata sul presupposto che il termine quinquennale decorresse dalla scadenza ordinaria di giugno 2011. La Suprema Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. La proroga fiscale disposta con decreto al 6 luglio 2011 sposta automaticamente anche il termine iniziale per il pagamento previdenziale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'Ente è giunta tempestivamente entro i cinque anni di legge, salvando la pretesa contributiva.
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Prescrizione Contributi Previdenziali: La Cassazione ribalta il “dies a quo”
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi previdenziali** dovuti da un professionista alla Gestione Separata INPS. L'Istituto previdenziale aveva richiesto contributi del 2010 nel 2016, ma la Corte d'Appello aveva dichiarato la pretesa prescritta, calcolando il termine dalla scadenza ordinaria. La Suprema Corte ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza *effettivamente prorogata* per il versamento dei contributi, come previsto da un decreto ministeriale (D.P.C.M. 2011) che aveva differito i pagamenti per i soggetti con studi di settore. Pertanto, la richiesta dell'INPS non era tardiva. La causa tornerà in Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi non versati alla Gestione Separata per l'anno 2009. Il Professionista eccepiva l'avvenuta prescrizione del credito. Il debitore sosteneva che il termine quinquennale decorresse dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010, rendendo tardiva la richiesta notificata il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. I giudici hanno chiarito che un apposito decreto governativo aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010. La prescrizione contributi Gestione Separata decorre unicamente dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprensiva delle proroghe generali di legge. Di conseguenza, l'avviso di pagamento recapitato prima del 6 luglio 2015 risulta pienamente tempestivo e interrompe la prescrizione.
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Iscrizione Gestione Separata INPS: Reddito Minimo o Abitualità?
Un'Avvocata ha prodotto un reddito di 3.000 euro nel 2009. L'Ente Previdenziale ha richiesto la sua Iscrizione Gestione Separata INPS. La Corte d'Appello ha confermato l'obbligo, ritenendo il reddito sufficiente. L'Avvocata ha fatto ricorso, sostenendo che l'obbligo dipende dall'abitualità dell'attività, non solo dal reddito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che l'Iscrizione Gestione Separata INPS per i professionisti dipende dall'esercizio abituale dell'attività, accertato in via di fatto. Il reddito è un indizio, non l'unico criterio. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Obbligo Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso vs Attività Abituale
L'INPS ha chiesto a un Avvocato di iscriversi alla Gestione Separata per l'anno 2010. L'Avvocato, iscritto all'Albo Forense ma non alla Cassa Forense, aveva percepito un reddito inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che l'Obbligo iscrizione Gestione Separata per i professionisti dipende dall'abitualità dell'attività. Il reddito inferiore a 5.000 euro è un indicatore di non abitualità per attività occasionali, ma per attività abituali il limite non è dirimente. L'INPS non ha provato l'abitualità dell'attività dell'Avvocato.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
Una Professionista ha contestato la richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per i contributi del 2009, eccependo l'estinzione del debito per decorso del tempo. La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione, fissando la decorrenza al 16 giugno 2010 e dichiarando tardivo il sollecito notificato il 30 giugno 2015. L'Ente ha proposto ricorso per Cassazione. I Giudici di legittimità hanno chiarito che il magistrato individua d'ufficio l'esatto momento iniziale del termine legale. In virtù della proroga fiscale stabilita per legge, la scadenza originaria risultava differita al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata entro tale arco temporale ha interrotto tempestivamente i termini. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente e ha cassato la decisione, ridefinendo il calcolo relativo alla prescrizione contributi Gestione separata.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'ente di previdenza ha richiesto a un libero professionista il pagamento di contributi omessi relativi all'anno 2008. Il professionista riteneva il credito ormai estinto, sostenendo che il termine quinquennale fosse decorso dal 16 giugno 2009 e che l'avviso di pagamento fosse giunto in ritardo a fine giugno 2014. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione favorevole al professionista, chiarendo i criteri sul decorso temporale. Il termine per versare i contributi fiscali e previdenziali era slittato per legge al 6 luglio 2009 in forza della proroga generale dei versamenti. La prescrizione contributi Gestione Separata decorre unicamente dalla reale scadenza del pagamento e non da date anteriori. La richiesta dell'istituto previdenziale, pervenuta entro i cinque anni da tale proroga, è tempestiva ed evita la decadenza della pretesa economica.
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Prescrizione contributi Gestione Separata tra proroga e scadenze
L'Ente di previdenza ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008. Il professionista ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata, sostenendo che il termine quinquennale fosse scaduto il 16 giugno 2014, prima della ricezione della richiesta notificata il 17 giugno 2014. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza originaria di pagamento al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti a studi di settore. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale decorreva dal 6 luglio 2009 e la richiesta di pagamento ricevuta il 17 giugno 2014 è pienamente tempestiva e valida.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. La contribuente ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi difensiva, ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata alla data di notifica della richiesta di pagamento del 4 luglio 2016. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. Il termine quinquennale non decorre dalla scadenza ordinaria di giugno, ma dal termine prorogato a luglio dai decreti governativi per i versamenti tributari e contributivi. La notifica effettuata prima della scadenza prorogata ha interrotto validamente i termini, rendendo dovute le somme richieste.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi non versati per l'anno 2009 tramite iscrizione d'ufficio. I giudici di merito avevano annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata: il termine iniziale era stato individuato nel 16 giugno 2010 e l'intimazione era giunta il 2 luglio 2015. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'Istituto. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010 per i soggetti rientranti negli studi di settore. Di conseguenza, il conteggio del termine quinquennale decorre dalla scadenza prorogata e rende tempestiva la richiesta di pagamento notificata prima del 6 luglio 2015.
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Gestione separata INPS avvocati: reddito basso e contributi dovuti
Un avvocato ha impugnato la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per i contributi dell'anno 2010. Il legale sosteneva che i guadagni inferiori alla soglia di 5.000 euro annui escludessero l'obbligo contributivo. La Corte di Appello ha accertato la natura abituale dell'attività professionale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di secondo grado. I giudici hanno stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS avvocati prescinde dal reddito minimo qualora sussistano elementi presuntivi come l'apertura della partita IVA e l'iscrizione all'albo professionale.
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INPS vs Lavoratrice: Prescrizione Contributi, la Cassazione ribalta la sentenza
L'INPS aveva richiesto a una Lavoratrice il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi all'anno 2006. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il debito ma dichiarato la prescrizione, calcolando il termine dalla scadenza ordinaria del pagamento (18 giugno 2007). L'INPS ha proposto ricorso, sostenendo che un DPCM aveva prorogato la scadenza del pagamento al 9 luglio 2007, spostando di conseguenza la decorrenza della prescrizione contributi INPS. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha chiarito che la prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del versamento, anche se prorogata. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS non era prescritta. La sentenza d'Appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no al recupero INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento dei contributi per l'anno 2010 dovuti all'iscrizione alla Gestione Separata, notificando l'avviso a luglio 2016. Il Professionista si è opposto eccependo l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata, poiché la scadenza per il pagamento risaliva a luglio 2011 ed erano trascorsi più di cinque anni. L'Ente ha sostenuto che la prescrizione fosse sospesa per l'omessa compilazione del quadro dei contributi nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente. La Corte ha chiarito che non vi è automatismo tra la mancata compilazione del quadro fiscale e l'occultamento doloso del debito. Inoltre, la prescrizione decorre dalla scadenza del termine di pagamento dei contributi e non dalla presentazione della dichiarazione. L'Ente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: niente dolo automatico
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento di somme arretrate a titolo di contributi per la Gestione separata relativi all'anno 2011. La contribuente ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. La Corte d'Appello ha invece ritenuto valida la richiesta dell'ente previdenziale, affermando che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione fiscale configurasse un occultamento doloso del debito, idoneo a bloccare i termini legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che la mancata compilazione del modello fiscale non costituisce una frode automatica. In tema di prescrizione contributi Gestione separata, l'ente deve provare l'effettiva volontà di ingannare e non una semplice difficoltà nei controlli ordinari. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS perde il credito
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi per l'anno 2011, inviando la richiesta solo ad agosto 2017. Il Professionista eccepiva l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. L'Istituto sosteneva invece la sospensione della prescrizione per doloso occultamento, causata dalla mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice omissione della compilazione del quadro fiscale non equivale a una condotta fraudolenta diretta a nascondere il debito. Di conseguenza, il conteggio temporale parte dalla data di scadenza del pagamento originario e la prescrizione contributi Gestione Separata si compie integralmente, annullando ogni pretesa dell'ente.
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Iscrizione alla Gestione Separata e redditi bassi
L'ente previdenziale ha richiesto i contributi a una professionista legale per l'anno 2009. La lavoratrice ha contestato la pretesa sostenendo il carattere occasionale dell'attività e la produzione di un reddito inferiore a 5.000 euro. I giudici di merito hanno accolto la richiesta dell'istituto, ritenendo non contestata l'abitualità del lavoro. La Corte di Cassazione ha ribadito che l'iscrizione alla Gestione Separata dipende dall'effettiva abitualità dell'occupazione, valutabile con indizi concreti e non solo dal reddito. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che eccepire l'occasionalità della prestazione costituisce una semplice difesa e non un'eccezione tardiva. Di conseguenza, l'ente pubblico non ha dimostrato l'abitualità dell'incarico. La Corte ha cassato la decisione impugnata e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'Ente previdenziale richiedeva a un'avvocata il versamento dei contributi per l'anno 2009 tramite avviso notificato nel luglio 2015. I giudici di merito accoglievano l'opposizione della professionista, ritenendo estinto il credito per prescrizione quinquennale calcolata a partire dal 16 giugno 2010. L'Ente ricorreva in Cassazione lamentando l'occultamento doloso del debito dovuto alla mancata compilazione del quadro dichiarativo. La Suprema Corte ha escluso il dolo automatico per l'omessa dichiarazione, ma ha stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorreva dalla scadenza prorogata al 6 luglio 2010 per effetto del differimento fiscale previsto dal D.P.C.M. del 10 giugno 2010. La richiesta dell'Ente risultava quindi tempestiva.
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Prescrizione contributi INPS: la proroga fiscale riapre i termini
Un professionista iscritto all'albo degli architetti ha impugnato gli avvisi di addebito notificati dall'INPS per i contributi della Gestione Separata relativi agli anni 2008 e 2009. I giudici di merito avevano accolto l'opposizione, dichiarando la prescrizione contributi INPS sul presupposto che il termine quinquennale decorresse dalle ordinarie scadenze fiscali del 16 giugno. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri avevano prorogato le scadenze dei pagamenti al 6 luglio. Di conseguenza, il termine di decorrenza della prescrizione slitta alla nuova data prorogata, rendendo pienamente tempestive le richieste di pagamento inviate dall'INPS entro il quinquennio calcolato da tale data differita.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2008 alla Gestione Separata. Il Professionista ha eccepito l'estinzione del debito per intervenuto decorso del termine quinquennale, sostenendo che il conteggio dovesse partire dalla scadenza originaria del 16 giugno 2009. La richiesta di pagamento era giunta il 30 giugno 2014. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni di merito, stabilendo che la proroga fiscale disposta con decreto governativo al 6 luglio 2009 sposta in avanti anche il termine iniziale per la prescrizione contributi Gestione Separata. Di conseguenza, la richiesta dell'ente ha interrotto validamente i termini prima della scadenza quinquennale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente pubblico e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop pretese INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2012 alla Gestione Separata. La richiesta è arrivata oltre cinque anni dopo la scadenza del termine di versamento. Il Professionista aveva dichiarato i propri compensi nel modello fiscale, ma non aveva compilato il quadro relativo ai contributi. L'Istituto ha sostenuto che l'omessa compilazione equivalesse a un occultamento intenzionale del debito, idoneo a bloccare il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Ente. I giudici hanno chiarito che la prescrizione contributi Gestione separata inizia a decorrere dalla data di scadenza del pagamento. La mancata compilazione del quadro dedicato non costituisce un inganno doloso se il reddito complessivo risulta comunque dichiarato.
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