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Art. 195 l.fall.

8 provvedimenti

Fisco abusivo ma cooperativa vera: confermato lo stato di insolvenza
Una società cooperativa agricola impugna la sentenza che ha confermato la dichiarazione del proprio stato di insolvenza. Il Consorzio sostiene che, a seguito di una verifica fiscale della Guardia di Finanza che ha riscontrato anomalie e un'interposizione fittizia, l'ente ha perso la qualifica di cooperativa a mutualità prevalente. Di conseguenza, secondo il ricorrente, non si sarebbe dovuta applicare la disciplina della liquidazione coatta amministrativa. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che la perdita dei requisiti di mutualità prevalente rileva solo ai fini delle agevolazioni fiscali e non cancella la natura cooperativa dell'ente. Ai fini della dichiarazione dello stato di insolvenza rileva la veste formale rivestita al momento della pronuncia. Il Consorzio perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Fallimento cooperative sociali: i criteri della Corte
Una cooperativa sociale operante nel settore dei trasporti sanitari ha impugnato la sentenza di fallimento, sostenendo la natura non commerciale della propria attività e l'assenza di insolvenza. La Corte d'Appello aveva confermato il fallimento rilevando un'economicità oggettiva dai bilanci, dove i ricavi superavano i costi. La Cassazione, con questa ordinanza, ha evidenziato la necessità di approfondire il tema del fallimento cooperative sociali alla luce della riforma del Terzo Settore e della qualifica di impresa sociale. Il giudizio è stato rinviato alla pubblica udienza per la rilevanza della questione di diritto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un gruppo di ex amministratori di un istituto bancario ha impugnato la dichiarazione dello stato di insolvenza, lamentando la violazione del diritto al contraddittorio. Secondo i ricorrenti, il tribunale avrebbe dovuto sentire gli organi amministrativi cessati e non solo i commissari straordinari. Tuttavia, nelle more del giudizio di legittimità, i ricorrenti hanno presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla banca in liquidazione. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, confermando che l'adesione alla rinuncia preclude la condanna alle spese e l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Cooperative sociali: solo liquidazione coatta, no fallimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33280/2023, ha stabilito un principio fondamentale per le cooperative sociali. A seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 112/2017, queste entità acquisiscono di diritto la qualifica di 'impresa sociale'. Di conseguenza, in caso di insolvenza, non possono essere dichiarate fallite, ma devono essere sottoposte esclusivamente alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha chiarito che la normativa speciale per le imprese sociali prevale su quella generale prevista per le cooperative, escludendo così la possibilità del fallimento.
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Cooperativa agricola sovraindebitamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cooperativa agricola non può accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento (ex L. 3/2012). Tale esclusione deriva dal fatto che le cooperative sono già soggette, in caso di insolvenza, alla procedura speciale di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha ritenuto che la normativa sul sovraindebitamento sia riservata a soggetti non sottoposti ad altre procedure concorsuali, e che questa differenziazione di trattamento per le cooperative non sia incostituzionale, data la loro peculiare funzione sociale.
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Fallimento cooperativa: quando prevale sulla lca?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di concorrenza tra procedura di fallimento e liquidazione coatta amministrativa per una società cooperativa, prevale quella che per prima giunge a una formale declaratoria. L'ordinanza chiarisce che il momento determinante non è la presentazione della domanda, ma l'emissione del provvedimento di apertura (sentenza di fallimento o decreto di liquidazione). Nel caso specifico, il fallimento della cooperativa è stato confermato perché dichiarato prima che il procedimento amministrativo di liquidazione fosse concluso.
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Contestazione an debeatur: assorbe il quantum?
Un avvocato si oppone alla drastica riduzione dei suoi compensi professionali richiesti a un ente in liquidazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, rigetta il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo: la contestazione radicale del diritto al compenso (contestazione an debeatur), basata sulla validità del mandato, assorbe e rende superflua una specifica contestazione sull'importo (quantum). Secondo: il valore di una causa amministrativa volta ad annullare un provvedimento è da considerarsi indeterminabile ai fini del calcolo delle tariffe forensi, e non può essere parametrato all'intero patrimonio dell'ente assistito.
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Crisi da sovraindebitamento: cooperative agricole
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a una pubblica udienza la decisione su un caso cruciale. La questione centrale riguarda la possibilità per una cooperativa agricola, già soggetta alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, di accedere anche alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. La Corte d'Appello aveva negato tale possibilità, ma la Cassazione ha ritenuto la questione di tale importanza da meritare un approfondimento per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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