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Art. 1936 Codice Civile

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171 provvedimenti

Fideiussione omnibus: validità dopo la fusione
Una garante firma una fideiussione omnibus a favore della Banca A per i futuri debiti del fratello. Anni dopo, il fratello contrae un debito con la Banca B. Successivamente, la Banca B incorpora la Banca A. La Corte di Cassazione ha stabilito che la fideiussione omnibus è valida ed efficace anche per il debito preesistente con la Banca B, in virtù della successione universale che si realizza con la fusione per incorporazione.
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Deducibilità fideiussione: la Cassazione chiarisce
Una società madre paga un debito della propria controllata in virtù di una fideiussione e cerca di dedurre l'importo come costo. La Corte di Cassazione ha negato la deducibilità della fideiussione, stabilendo che tale pagamento non costituisce una sopravvenienza passiva o una perdita su crediti fiscalmente rilevante. Secondo la Corte, la spesa deve essere considerata un incremento del costo fiscale della partecipazione, poiché non deriva da un ricavo precedentemente tassato, ma ha natura patrimoniale.
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Garanzia fideiussoria appalti: quando scade?
Un Comune ha escusso una garanzia fideiussoria a seguito della risoluzione per inadempimento di un contratto d'appalto. La Corte d'Appello ha ritenuto la garanzia estinta per mancato collaudo entro sei mesi. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla necessità del collaudo in caso di grave inadempimento dell'appaltatore, ha rimesso la questione alla pubblica udienza per la sua rilevanza nomofilattica. La decisione finale chiarirà se, in tali casi, la garanzia fideiussoria appalti si estingua o meno.
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Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di costruzioni, confermando che una polizza, sebbene denominata 'fideiussoria', deve essere qualificata come contratto autonomo di garanzia quando la sua funzione è quella di assicurare una rapida soddisfazione del creditore, specialmente nel contesto di appalti pubblici. La Corte ha stabilito che la volontà effettiva delle parti e il contesto normativo prevalgono sul nome formale ('nomen iuris') dato al contratto. I motivi procedurali sollevati dalla ricorrente sono stati dichiarati inammissibili in quanto questioni di fatto già coperte da un precedente lodo arbitrale e da decisioni conformi dei giudici di merito.
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Autosufficienza del ricorso: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa della violazione del principio di autosufficienza del ricorso. Il ricorrente non aveva esposto in modo chiaro e completo i fatti processuali e le difese svolte nei precedenti gradi di giudizio, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza dei motivi. La vicenda originava da un'opposizione a un precetto, in cui il debitore aveva eccepito in compensazione un controcredito maggiore, ottenendo ragione sia in primo grado che in appello. La decisione sottolinea l'importanza fondamentale della corretta redazione degli atti di impugnazione.
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Riempimento abusivo: la prova spetta al firmatario
Un fideiussore contesta la validità di una garanzia, sostenendo un riempimento abusivo del modulo firmato in bianco. La Corte d'Appello respinge il ricorso, chiarendo la distinzione tra riempimento 'contra pacta' (contro gli accordi) e 'absque pactis' (senza accordi). Nel primo caso, l'onere della prova grava sul firmatario, mentre solo il secondo caso, assimilabile a un falso materiale, richiede la querela di falso. La Corte ha ritenuto che il fideiussore non abbia fornito prove sufficienti a sostegno della sua tesi.
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Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
Una coppia costituisce un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. Una società finanziaria, divenuta creditrice a seguito di una cessione, agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace tale fondo. La coppia si oppone, sollevando questioni sulla legittimità della società cessionaria e su presunti vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando un principio fondamentale: l'azione revocatoria è un accessorio del credito e si trasferisce automaticamente al nuovo creditore. Inoltre, ha ribadito che i vizi procedurali devono essere eccepiti tempestivamente nei gradi di merito, altrimenti non possono essere fatti valere in Cassazione.
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Omologazione concordato: inammissibile il ricorso
Un creditore ha impugnato l'omologazione di un concordato preventivo, contestando la certezza del proprio credito, l'affidabilità del garante e la copertura dei costi di ripristino ambientale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le valutazioni sulla fattibilità del piano e sulla capienza patrimoniale del garante sono accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità, se sorretti da motivazione adeguata. L'omologazione concordato preventivo è stata quindi confermata.
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Onere della prova fideiussione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due garanti contro una decisione della Corte d'Appello. Il caso verteva sull'opposizione a un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca. La Corte ribadisce che, nel giudizio di opposizione, l'onere della prova fideiussione grava interamente sul creditore, che non può limitarsi a produrre l'estratto conto. Il ricorso è stato respinto per la genericità dei motivi, che non hanno efficacemente contestato la ratio decidendi della sentenza impugnata.
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Polizza fideiussoria: cauzione o fideiussione?
Una sentenza della Corte d'Appello di Torino chiarisce la natura giuridica della polizza fideiussoria. Il caso riguardava una compagnia assicuratrice che rifiutava il pagamento a un'azienda beneficiaria, sostenendo che quest'ultima non avesse rispettato i termini di decadenza previsti dall'art. 1957 c.c. per la fideiussione. La Corte ha stabilito che il contratto in questione non era una fideiussione tipica, ma una cauzione, ovvero un contratto atipico di garanzia. La decisione si fonda sulla volontà delle parti, espressa in clausole contrattuali che creavano una regolamentazione autonoma e completa, escludendo l'applicazione delle norme codicistiche sulla fideiussione. Di conseguenza, la compagnia assicuratrice è stata condannata al pagamento.
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Coobbligato o fideiussore? La differenza in un mutuo
La Corte d'Appello di Venezia conferma che la firma di un contratto di finanziamento come "coobbligato" non esclude la qualifica di fideiussore. La sentenza stabilisce che il termine definisce solo la solidarietà passiva, ma la natura del rapporto è quella di una garanzia fideiussoria. Di conseguenza, la banca che non agisce entro sei mesi dalla scadenza del debito perde il diritto di rivalersi sul garante, confermando la distinzione tra coobbligato e fideiussore.
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