La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di un gruppo di soggetti coinvolti in un furto milionario presso un istituto di credito e nel successivo tentativo punibile di furto ai danni di due gioiellerie. Gli imputati, tra cui alcune guardie giurate complici, avevano pianificato i colpi disattivando i sistemi di allarme con centraline elettroniche schermate e comunicando tramite telefoni dedicati. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quasi tutti i ricorrenti e ha rigettato quello di un altro imputato, confermando le condanne. I giudici hanno chiarito che per la configurabilità del tentativo punibile non occorre l'inizio dell'esecuzione materiale del furto, essendo sufficiente che gli atti preparatori, valutati complessivamente, dimostrino l'imminenza e l'univocità del disegno criminoso, interrotto solo dall'intervento tempestivo delle forze dell'ordine.
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