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Art. 1917 Codice Civile

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141 provvedimenti

Responsabilità professionale notaio: l’obbligo di verifica
Un notaio redige un atto di compravendita per un diritto immobiliare inesistente, portando alla nullità del contratto. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità professionale del notaio, sottolineando che il suo dovere non si limita a un controllo formale dei registri, ma impone una verifica sostanziale dell'effettiva esistenza del diritto. L'ordinanza chiarisce anche aspetti cruciali sul rimborso delle spese legali da parte dell'assicurazione professionale e sui criteri per la loro compensazione in giudizio.
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Responsabilità professionale architetto e abuso edilizio
Una società immobiliare ha citato in giudizio il proprio architetto per i danni derivanti da un abuso edilizio che ha bloccato un cantiere. La Corte di Cassazione ha confermato una limitazione della responsabilità professionale dell'architetto, stabilendo che la decisione illecita di proseguire i lavori senza autorizzazione era stata presa di comune accordo con la committenza. Di conseguenza, la maggior parte del danno non è risarcibile, in quanto frutto di una scelta condivisa tra le parti.
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Responsabilità medica: il nesso causale e la prova
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di responsabilità medica per il decesso di un neonato. Viene confermato il criterio del 'più probabile che non' per l'accertamento del nesso causale, distinguendolo dalla probabilità logica. La sentenza chiarisce che la valutazione del giudice deve basarsi su tutti gli elementi probatori disponibili, non solo sulle conclusioni della CTU. La domanda di manleva dell'azienda sanitaria verso l'assicurazione è stata respinta per reticenza al momento della stipula della polizza.
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Prescrizione assicurazione: quando il ricorso è vago
Una società agricola ha citato in giudizio la propria assicurazione per un indennizzo da fulmine. La richiesta è stata respinta in primo e secondo grado per intervenuta prescrizione biennale. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando che la società non ha fornito dettagli sufficienti a dimostrare una sospensione del termine di prescrizione assicurazione, come ad esempio l'attivazione di una perizia contrattuale.
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Responsabilità avvocato: negligenza e chance persa
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un legale per responsabilità professionale avvocato a causa di una tardiva costituzione in giudizio che ha causato un danno da perdita di chance ai suoi clienti. L'ordinanza rigetta anche la richiesta di manleva nei confronti dell'assicurazione, sottolineando l'obbligo del professionista di dichiarare i rischi noti al momento della stipula della polizza. Il ricorso è stato respinto su tutti i fronti, consolidando principi chiave in materia di negligenza professionale e contratti assicurativi.
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Claims made: avviso di garanzia non attiva la polizza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31811/2024, ha stabilito un importante principio in materia di polizze assicurative "claims made". Il caso riguardava una struttura sanitaria che, durante il periodo di validità della polizza, aveva ricevuto notizia di un'informazione di garanzia a carico di un proprio dipendente. La richiesta di risarcimento danni da parte dei terzi danneggiati era però pervenuta solo dopo la scadenza del contratto. La Corte d'Appello aveva equiparato la conoscenza dell'informazione di garanzia alla richiesta di risarcimento per evitare "vuoti di copertura". La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'interpretazione del contratto deve rispettare la volontà delle parti espressa nel testo. Un'informazione di garanzia è un atto del procedimento penale e non può essere confusa con una richiesta risarcitoria civile, che è l'evento che attiva la garanzia nelle polizze claims made.
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Sentenza inesistente: non fa prova dei fatti
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza inesistente, emessa nei confronti di una società già cancellata dal registro delle imprese, non può essere utilizzata come prova per considerare 'incontroversi' i fatti in un successivo giudizio. Il caso riguardava una richiesta di manleva da parte di un'impresa appaltatrice verso gli ex soci di una subappaltatrice, basata su una precedente condanna pronunciata contro la società ormai estinta. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, che aveva erroneamente ritenuto la sentenza inesistente valida ai fini della ricostruzione dei fatti, e ha rinviato il caso per un nuovo esame del merito senza poter fare affidamento su tale provvedimento.
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Responsabilità del custode: incendio e caso fortuito
La Corte di Cassazione interviene sul tema della responsabilità del custode ex art. 2051 c.c. in un caso di incendio doloso appiccato da un terzo a materiale di cantiere. La Corte ha stabilito che, per escludere la responsabilità, non basta che la condotta del custode abbia meramente agevolato l'azione del terzo. È necessario valutare se l'atto doloso fosse oggettivamente imprevedibile e inevitabile. Nel caso di specie, l'incendio appiccato a tubi di plastica lasciati fuori da un cantiere non è stato ritenuto un evento prevedibile, portando alla cassazione della sentenza di condanna.
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Clausola claims made: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9861/2025, ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato nulla una clausola claims made per vessatorietà. La Corte ha ribadito che tale clausola non è una decadenza convenzionale, ma definisce l'oggetto del rischio assicurato. La sua validità deve essere valutata secondo i principi di liceità e adeguatezza dell'assetto contrattuale, non secondo un astratto controllo di meritevolezza. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi consolidati.
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Responsabilità solidale e assicurazione: la decisione
Una società intenta una causa di responsabilità contro i suoi ex amministratori e sindaci. La compagnia assicuratrice di uno dei sindaci contesta la copertura, invocando il dolo eventuale dell'assicurato e cercando di limitare la garanzia alla sola quota di responsabilità diretta, escludendo quindi la responsabilità solidale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'assicurazione per la responsabilità civile deve coprire l'intero importo dovuto dall'assicurato, anche se condannato in solido con altri. Inoltre, ha ribadito che spetta all'assicuratore fornire la prova del dolo per poter escludere la copertura.
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Assicurazione responsabilità civile: la polizza copre?
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire i danni da infiltrazione causati dalla rottura di una condotta, si è vista negare la copertura dalla propria assicurazione. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene chiarendo i principi di interpretazione del contratto di assicurazione responsabilità civile. La Corte ha stabilito che la clausola di esclusione per 'infiltrazione' deve essere interpretata restrittivamente e non si applica ai danni a immobili causati da perdite d'acqua. La sentenza è stata cassata solo per la mancata applicazione della franchigia prevista in polizza.
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Responsabilità solidale appaltatore: la guida
La Cassazione chiarisce la portata della responsabilità solidale appaltatore. In un caso di vizi in un'opera pubblica dovuti a concause (progettista, geologo, stazione appaltante), l'assicurazione dell'appaltatore deve coprire l'intero importo del risarcimento a cui è condannato, non solo la sua quota di colpa. L'assicuratore potrà poi rivalersi sugli altri corresponsabili.
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Spese legali dirigente: quando paga la banca?
Un gruppo bancario ha impugnato una decisione che lo obbligava a coprire le spese legali di un ex dirigente, assolto dall'accusa di false comunicazioni sociali. La Cassazione ha stabilito che l'obbligo di copertura previsto dal contratto collettivo non si applica se il reato contestato crea un conflitto di interessi con l'azienda. Ha inoltre ritenuto erroneamente inammissibile la domanda di risarcimento della banca contro il dirigente, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ricorso inammissibile: le sanzioni per lite temeraria
Un ex amministratore di condominio, condannato a restituire somme, vede il suo appello dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte non solo conferma la decisione, ma lo condanna anche per lite temeraria, evidenziando come un ricorso inammissibile e privo di fondamento possa comportare gravi conseguenze economiche, inclusa la condanna al pagamento di ulteriori somme a titolo di sanzione.
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Opposizione atti esecutivi: limiti del terzo pignorato
Una società creditrice avvia un pignoramento presso una compagnia assicurativa per recuperare un credito. L'assicurazione dichiara di essere debitrice fino a un massimale di polizza. Il giudice dell'esecuzione, però, assegna al creditore una somma superiore, includendo interessi e spese. La compagnia assicurativa si oppone tramite opposizione agli atti esecutivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società creditrice, confermando che il terzo pignorato può opporsi all'ordinanza di assegnazione se questa si basa su un'errata interpretazione della sua dichiarazione di quantità, assegnando un importo eccedente quello effettivamente dovuto.
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Responsabilità custode strada: quando l’ente paga?
Un ciclista cade a causa di una buca non segnalata durante una gara. La Cassazione conferma la responsabilità del custode della strada, in questo caso il Comune, chiarendo i principi della responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. Viene respinta la tesi del concorso di colpa del danneggiato, poiché la buca è stata ritenuta un'insidia imprevedibile e inevitabile. La sentenza sottolinea che la responsabilità del custode è esclusa solo dalla prova del caso fortuito, non fornita dall'ente.
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Interesse ad impugnare: l’imputato e il civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per lesioni stradali. L'imputata lamentava la mancata condanna in solido della propria compagnia assicurativa, citata in giudizio come responsabile civile. La Corte ha stabilito la carenza di interesse ad impugnare, poiché la solidarietà tra imputato e responsabile civile discende direttamente dalla legge ('ope legis'), rendendo l'omissione un mero errore materiale non emendabile a fronte di un ricorso inammissibile.
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Responsabilità condominio: i confini della proprietà
La Cassazione ha stabilito i confini della responsabilità condominio in un caso di infiltrazioni. La Corte ha chiarito che l'impianto idrico interno a un'unità privata, come la cassetta del water, è di proprietà esclusiva e non condominiale. Di conseguenza, il condominio non risponde dei danni da esso derivanti e, se vittorioso in giudizio, non può essere condannato al pagamento delle spese legali.
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Responsabilità appaltatore: prova del nesso causale
In un caso riguardante il crollo di una pala eolica riparata, la Corte d'Appello di Roma ha confermato la responsabilità dell'appaltatore. La decisione si fonda sul criterio del 'più probabile che non', stabilendo che il difetto nella riparazione era la causa più probabile del danno, escludendo altre ipotesi come la fulminazione. La sentenza chiarisce come la prova del nesso di causalità e la quantificazione del danno vengano gestite in materia di responsabilità appaltatore, rigettando sia gli appelli incidentali del costruttore sia la richiesta di maggior risarcimento del committente.
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Tabelle Milano: guida al risarcimento del danno
In un caso di sinistro stradale, la Corte d'Appello di Roma ha riformato una sentenza di primo grado, stabilendo l'obbligo di utilizzare le Tabelle Milano per la liquidazione del danno non patrimoniale. Questa decisione ha comportato un aumento significativo del risarcimento per la persona danneggiata, ribadendo che tali tabelle costituiscono il parametro di riferimento a livello nazionale per garantire un trattamento equo e uniforme. La sentenza chiarisce inoltre il corretto metodo di calcolo per interessi, rivalutazione monetaria e detrazione degli acconti versati.
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