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Art. 191 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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120 provvedimenti

Altri anni per Art. 191 Codice di Procedura Penale

Inutilizzabilità prove fiscali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 512/2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore che chiedeva l'annullamento di un sequestro preventivo. L'imprenditore sosteneva l'inutilizzabilità delle prove fiscali raccolte durante una verifica, basandosi su una recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) che aveva censurato il sistema italiano. La Cassazione ha stabilito che una pronuncia della CEDU non costituisce 'legge' ai sensi dell'art. 191 c.p.p. e non può quindi determinare un'automatica e retroattiva inutilizzabilità. Ha inoltre confermato la validità delle prove acquisite in passato, anche alla luce del successivo intervento del legislatore che ha escluso la retroattività delle nuove garanzie procedurali.
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Inutilizzabilità prove fiscali: la Cassazione decide
Una società edile impugna un sequestro, sostenendo l'inutilizzabilità delle prove fiscali basata su una sentenza della Corte EDU. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, affermando che la violazione sistemica rilevata dalla Corte EDU non comporta l'automatica inutilizzabilità delle prove raccolte in passato.
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Ricorso per saltum: conversione in appello
Due imputati, condannati in primo grado per il commercio illegale di specie vegetali protette, presentano un ricorso per saltum direttamente in Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, rileva che i motivi di impugnazione non riguardano pure violazioni di legge, ma contestano nel merito la valutazione delle prove. Di conseguenza, il ricorso viene convertito in un regolare appello e il caso trasmesso alla Corte d'Appello competente, in applicazione dei limiti procedurali previsti per il ricorso per saltum.
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Schede carburante false: frode fiscale e Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per frode fiscale a carico dell'amministratrice di una società per l'utilizzo di schede carburante false. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché un insieme di prove convergenti, come chilometraggi incongruenti e timbri anomali, è stato ritenuto sufficiente a dimostrare la fittizietà dei costi e l'intento di evadere le imposte. La sentenza sottolinea che non si tratta di mere irregolarità formali, ma di un sistema fraudolento volto a ridurre l'imponibile.
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Prove digitali: come si usano tra diversi processi?
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un indagato per reati tributari e autoriciclaggio, la cui misura cautelare si basava su prove digitali provenienti da un altro procedimento. La difesa sosteneva l'illegittimità di tale utilizzo in assenza di un nuovo decreto di sequestro, la violazione delle norme sulla corrispondenza per l'analisi delle chat e l'interruzione della catena di custodia. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che i dati digitali, una volta lecitamente acquisiti e selezionati, diventano documenti che possono circolare tra procedimenti. Ha inoltre chiarito che i vizi del sequestro originario devono essere eccepiti tempestivamente e che l'analisi delle chat può essere delegata alla polizia giudiziaria sotto la direzione del PM, senza che ciò costituisca una violazione. L'eventuale interruzione della catena di custodia incide sull'attendibilità della prova, non sulla sua automatica inutilizzabilità.
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Dichiarazione fraudolenta: la Cassazione chiarisce
Un imprenditore, assolto in primo grado per dichiarazione fraudolenta, viene condannato in appello. La Cassazione conferma la condanna, chiarendo l'utilizzabilità delle prove fiscali nel processo penale. Tuttavia, annulla parzialmente la sentenza, specificando che la confisca del profitto non può includere le sanzioni amministrative, ma solo l'imposta evasa e gli interessi.
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Associazione per delinquere: la prova del partecipe
Un individuo condannato per partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, per aver agito come corriere di denaro e fatture false tra la Polonia e l'Italia, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che l'attività reiterata di corriere ('spallone') costituisce prova di una partecipazione stabile e consapevole al sodalizio, anche in assenza di condanne per i singoli reati-fine. La sentenza chiarisce inoltre l'inammissibilità del ricorso avverso il diniego alla giustizia riparativa in questo specifico contesto e la natura oggettiva dell'aggravante del numero dei membri.
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Dichiarazione fraudolenta: ricorso inammissibile
Un imprenditore, condannato per dichiarazione fraudolenta tramite fatture fittizie, ricorre in Cassazione lamentando vizi di prova e motivazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la solidità delle prove, inclusa la testimonianza del complice e i documenti ottenuti all'estero, e la correttezza della sentenza d'appello.
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Occultamento scritture contabili: quando scatta?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per vari reati tributari, tra cui l'occultamento di scritture contabili. La difesa sosteneva la prescrizione del reato, ma la Corte ha ribadito che l'occultamento è un reato permanente, il cui termine di prescrizione inizia a decorrere solo dal momento dell'accertamento fiscale, non da quando i documenti vengono nascosti. La sentenza ha anche chiarito questioni procedurali sull'inutilizzabilità delle prove e sulla testimonianza dei familiari.
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Dichiarazione fraudolenta: la Cassazione decide
Un imprenditore, condannato per dichiarazione fraudolenta e emissione di fatture false, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte annulla una condanna per prescrizione, ma conferma il reato di dichiarazione fraudolenta per aver creato un credito IVA fittizio tramite false operazioni intracomunitarie. La pena viene ridotta e sospesa.
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Acquirente stabile stupefacenti: quando è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39156/2024, ha rigettato il ricorso di un indagato accusato di essere un acquirente stabile di stupefacenti all'interno di un'associazione a delinquere. La Corte ha confermato che l'acquisto continuativo e ingente di sostanze, tale da superare il mero rapporto sinallagmatico, integra la partecipazione al sodalizio criminale. Inoltre, ha ribadito la piena utilizzabilità delle chat criptate acquisite tramite Ordine Europeo di Indagine, richiamando i principi stabiliti dalle Sezioni Unite.
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Analisi alimenti deperibili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore di una società ittica, condannato per aver venduto molluschi con cariche batteriche superiori ai limiti. Il caso verteva sulla validità delle analisi alimenti deperibili. La Corte ha stabilito che, per cibi deteriorabili, la garanzia del contraddittorio è assicurata dalla comunicazione all'interessato di partecipare all'analisi, non dalla disponibilità di una seconda aliquota per la ripetizione, rendendo così valida l'analisi effettuata su un unico campione.
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Cryptophone: quando le chat sono prova nel processo
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro una misura di custodia cautelare per narcotraffico e associazione a delinquere. Il caso si fondava su prove ottenute da una piattaforma di cryptophone tramite un Ordine Europeo di Indagine. La difesa sosteneva l'inutilizzabilità di tali prove, ritenendole frutto di intercettazioni indiscriminate, e contestava l'identificazione dell'indagato. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la piena utilizzabilità delle conversazioni criptate e la validità dell'identificazione basata su solidi indizi logici desunti dal contenuto dei messaggi, in linea con i recenti principi stabiliti dalle Sezioni Unite.
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Inutilizzabilità prove: Cassazione su atti post-indizi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38125/2024, ha stabilito un importante principio sull'inutilizzabilità prove tributarie. Una volta emersi indizi di reato durante una verifica fiscale, qualsiasi prova, sia digitale che cartacea, raccolta senza le garanzie del codice di procedura penale è inutilizzabile. La Corte ha ritenuto illogica la distinzione operata in appello tra dati informatici (inutilizzabili) e documenti cartacei (utilizzabili), annullando la condanna per i reati residui, dichiarandoli estinti per prescrizione.
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Dati criptati: la Cassazione sull’uso delle chat
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro una misura cautelare basata su dati criptati provenienti da una chat. La sentenza chiarisce che l'acquisizione di tali dati, già decifrati da autorità estere (in questo caso francesi) e trasmessi tramite Ordine Europeo di Indagine, non è assimilabile a un'intercettazione ma alla circolazione di prove tra procedimenti. Pertanto, l'acquisizione da parte del Pubblico Ministero non necessita di autorizzazione preventiva del giudice ed è legittima, a meno che non venga provata una violazione dei diritti fondamentali.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da diversi imputati condannati per traffico di stupefacenti e associazione a delinquere. La sentenza evidenzia come vizi procedurali, quali la tardiva richiesta di continuazione tra reati o l'impugnazione di pene concordate in appello, rendano l'impugnazione non esaminabile nel merito, confermando le condanne.
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Indagini difensive: le regole per le dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro la confisca di un immobile, intestato a lei ma ritenuto nella disponibilità del fratello, condannato per spaccio. La sentenza sottolinea che le dichiarazioni scritte dei familiari, prodotte a sua difesa, sono processualmente inutilizzabili se non raccolte nel rigoroso rispetto delle formalità previste per le indagini difensive, non potendo essere classificate come semplici documenti.
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Inutilizzabilità prove penali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per reati fiscali. L'imputato lamentava l'inutilizzabilità delle prove penali, sostenendo che fossero state acquisite senza consenso e oltre i termini delle indagini. La Corte ha respinto le doglianze, confermando che il consenso era stato validamente prestato e che le eccezioni procedurali erano generiche o miravano a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità. La sentenza ribadisce la necessità di formulare motivi di ricorso specifici e non meramente fattuali.
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Misura cautelare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro l'applicazione di una misura cautelare (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) per un reato tributario di indebita compensazione. Il ricorso è stato respinto per aspecificità, in quanto la difesa non ha fornito gli elementi necessari per valutare la presunta modifica dei fatti da parte del Tribunale del Riesame, né ha dimostrato la decisività delle prove ritenute inutilizzabili secondo il criterio della 'prova di resistenza'. La Corte ha inoltre confermato la corretta valutazione del pericolo di recidivanza.
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Sequestro probatorio: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio per reati fiscali. L'imputato lamentava l'inutilizzabilità di dichiarazioni e un vizio di motivazione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che le censure procedurali devono essere specifiche e non generiche, e che il ricorso in materia cautelare reale è limitato alla sola violazione di legge, escludendo la contestazione nel merito della valutazione delle prove.
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