LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 19 del d.P.R. n. 633 del 1972

Pagina 2 di 2

36 provvedimenti

Raddoppio termini accertamento: IRES, IVA e IRAP
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33908/2024, ha chiarito i limiti di applicazione del raddoppio termini accertamento in materia fiscale. Il caso riguardava una società che aveva ricevuto un avviso di accertamento integrativo per il 2008, basato su elementi emersi da un'indagine penale. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso del contribuente, stabilendo che il raddoppio dei termini è legittimo per IRES e IVA, in quanto violazioni a esse relative possono avere rilevanza penale, ma non per l'IRAP, le cui infrazioni non sono presidiate da sanzioni penali. La decisione ha quindi annullato l'accertamento limitatamente all'IRAP per intervenuta decadenza dei termini.
Continua »
Somministrazione irregolare: costi e IVA indeducibili
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di somministrazione irregolare di manodopera, mascherata da un fittizio contratto di appalto con una società cooperativa 'cartiera', l'impresa utilizzatrice non può dedurre i costi né detrarre l'IVA. La Corte ha rigettato i ricorsi di una società e dei suoi soci, confermando la valutazione dell'Agenzia delle Entrate. È stato chiarito che la nullità del contratto sottostante rende la prestazione dell'intermediario inesistente ai fini fiscali, addossando al contribuente l'onere di provare la legittimità del rapporto di appalto.
Continua »
Rimborso IVA: quando scade il termine di decadenza?
Una società ha pagato un'aliquota IVA superiore a quella dovuta e ha richiesto il rimborso oltre il termine biennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine per la richiesta di rimborso IVA non decorre dalla rendicontazione finale di un progetto, ma dal momento in cui l'errore diventa riconoscibile, ovvero dalla ricezione delle fatture dei subappaltatori con l'aliquota corretta.
Continua »
Detrazione credito IVA: i termini per la correzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva tentato di recuperare un credito IVA sorto nel 2012 inserendolo direttamente nella dichiarazione del 2015. I giudici hanno confermato che la detrazione credito IVA doveva essere esercitata, al più tardi, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto era sorto. L'inserimento in una dichiarazione successiva, senza una preventiva dichiarazione integrativa, è stato ritenuto illegittimo.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e novità
Una società di logistica ha impugnato un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere della prova grava sul contribuente qualora l'Amministrazione finanziaria fornisca elementi indiziari sulla fittizietà delle operazioni. È stato inoltre chiarito che, secondo una nuova norma, la sentenza penale di assoluzione vincola il giudice tributario solo se emessa a seguito di dibattimento, e non da un Giudice dell'Udienza Preliminare.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza tributaria annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione apparente. La decisione impugnata si limitava a richiamare un verbale di constatazione senza spiegare le ragioni della condanna di una società per l'uso di fatture false, violando il 'minimo costituzionale' richiesto per la motivazione di un provvedimento.
Continua »
Rimborso IVA: la decorrenza nella doppia imposizione
Una società ha pagato l'IVA sia in Italia che in Olanda per le stesse operazioni, subendo una doppia imposizione. Ha poi richiesto il rimborso IVA in Italia, ma l'istanza è stata respinta perché presentata oltre il termine di due anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6756/2025, ha confermato che il termine per la richiesta di rimborso decorre dal momento del pagamento dell'imposta nel paese estero, e non dalla data di ottenimento di un successivo certificato di regolarità fiscale. Questo perché il pagamento stesso rende il contribuente pienamente consapevole della doppia imposizione e del suo diritto al rimborso.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava un'associazione culturale a cui erano state negate le agevolazioni fiscali per una presunta carenza di democraticità interna. La Suprema Corte ha ritenuto che la motivazione della corte d'appello fosse troppo generica e basata su formule di stile, senza un'analisi specifica dei fatti, rendendo impossibile comprendere l'iter logico-giuridico seguito. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame. Il motivo relativo a un precedente giudicato favorevole è stato invece respinto per tardiva produzione della prova.
Continua »
Documentazione contabile: se non esibita, addio costi
Una società si è vista negare la deducibilità dei costi e la detrazione dell'IVA a causa della mancata esibizione della documentazione contabile durante una verifica. La giustificazione addotta, ossia lo stato di detenzione del legale rappresentante, non è stata ritenuta sufficiente dalla Corte di Cassazione. La sentenza sottolinea che il contribuente ha l'onere di provare non solo l'impedimento, ma anche l'impossibilità assoluta di produrre i documenti richiesti, confermando l'accertamento fiscale.
Continua »
Sovrafatturazione: l’IVA è sempre indetraibile?
Una società si è vista negare la detrazione dell'IVA a causa di fatture per operazioni parzialmente inesistenti (sovrafatturazione). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sovrafatturazione comporta la perdita totale del diritto alla detrazione. Secondo la Corte, l'intento fraudolento che caratterizza tale pratica spezza il legame di inerenza con l'attività d'impresa, rendendo l'intera imposta esposta in fattura indetraibile per il destinatario e dovuta dall'emittente, in base al principio di cartolarità.
Continua »
Sovrafatturazione: detrazione IVA negata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per indebita detrazione IVA. Il caso riguardava l'utilizzo di fatture per importi maggiorati, una pratica nota come sovrafatturazione. La Corte ha confermato che tale pratica equivale a un'operazione parzialmente inesistente e comporta la perdita totale del diritto alla detrazione, non solo per la parte eccedente. È stato inoltre ribadito che le sentenze penali di assoluzione non hanno efficacia vincolante nel processo tributario e che l'onere di provare la realtà dell'operazione, una volta contestata dall'Ufficio, spetta al contribuente.
Continua »
Omessa dichiarazione IVA: credito non perso, ecco perché
Un contribuente ha ricevuto una cartella di pagamento per IRPEF, IRAP e IVA a seguito di un'omessa dichiarazione IVA per l'anno 2007. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omissione della dichiarazione non comporta la perdita automatica del diritto alla detrazione e alla compensazione del credito IVA maturato. La Corte ha dato prevalenza al principio di neutralità fiscale e alla sostanza del diritto rispetto agli adempimenti formali, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Costi da reato: deducibilità e onere della prova
La Cassazione affronta il tema della deducibilità dei costi da reato. La Corte ha stabilito che la non deducibilità scatta solo se è stata esercitata l'azione penale. Il giudice tributario non può accertare incidentalmente il reato, ma deve limitarsi a verificare la pendenza del procedimento penale. La sentenza chiarisce anche l'onere della prova a carico del contribuente per le movimentazioni bancarie e applica il principio del favor rei per le sanzioni.
Continua »
Onere della prova operazioni inesistenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società accusata di essere una 'cartiera' per operazioni soggettivamente inesistenti. L'ordinanza stabilisce che, a fronte di gravi indizi forniti dall'Agenzia delle Entrate, l'onere della prova operazioni inesistenti si sposta sul contribuente. Quest'ultimo non può limitarsi a produrre documenti formali come contratti di locazione o fatture, ma deve dimostrare l'effettiva operatività aziendale. La Corte ha inoltre ribadito l'autonomia del giudizio tributario rispetto a quello penale.
Continua »
Detrazione IVA negata per fatture da società cartiere
Una società di distribuzione si è vista negare la detrazione IVA per operazioni con fornitori rivelatisi 'società cartiere'. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, di fronte a prove presuntive di frode fornite dall'Agenzia delle Entrate, spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza. La semplice regolarità formale dei pagamenti o il prezzo di mercato non sono sufficienti a provare la buona fede e a garantire il diritto alla detrazione IVA.
Continua »
Deducibilità costi familiari: quando è negata?
Un contribuente si è visto negare la deducibilità di costi e la detrazione IVA per fatture emesse dal padre. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate, qualificando il rapporto come collaborazione familiare non deducibile. La Corte ha stabilito che, essendo la ditta del padre cancellata dal registro imprese prima dell'emissione delle fatture, l'operazione non era soggetta a IVA, rendendo indetraibile l'imposta esposta in fattura. Il ricorso del contribuente è stato quindi integralmente rigettato.
Continua »