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Art. 186, comma 2, lett. b), d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285

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44 provvedimenti

Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ribadito che la valutazione dei presupposti per tale beneficio è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se la motivazione della sentenza impugnata è coerente e corretta.
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Ricorso inammissibile: niente appello con i lavori di P.U.
Un giovane automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ottiene la conversione della pena in lavori di pubblica utilità. Tenta comunque di impugnare la sentenza per la severità della sanzione. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che la scelta dei lavori di pubblica utilità preclude l'appello e che la valutazione della pena è una decisione discrezionale del giudice di primo grado, non sindacabile in sede di legittimità se non palesemente illogica.
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Riduzione pena rito abbreviato: la Cassazione chiarisce
Un automobilista veniva condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante dell'incidente stradale. La Procura ha impugnato la sentenza lamentando l'errata applicazione della riduzione della pena per il rito abbreviato, calcolata in un terzo anziché nella metà corretta per le contravvenzioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullato la sentenza limitatamente alla pena e ha ricalcolato la sanzione applicando la corretta riduzione pena rito abbreviato della metà.
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Riduzione pena rito abbreviato: la Cassazione corregge
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha impugnato la sentenza per due motivi: l'errato calcolo della riduzione della pena per il rito abbreviato (un terzo anziché la metà) e la mancata motivazione sulla richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha accolto entrambi i motivi, annullando la sentenza e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione, sottolineando l'obbligo di applicare la corretta riduzione pena rito abbreviato per le contravvenzioni.
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