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Art. 186 Codice della Strada — Anno 2024

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368 provvedimenti

Altri anni per Art. 186 Codice della Strada

Verbale tardivo: valido anche se non immediato
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha impugnato la sentenza sostenendo l'invalidità del verbale di polizia perché redatto giorni dopo i fatti (c.d. verbale tardivo). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la redazione non immediata di un atto di polizia giudiziaria non ne causa la nullità o l'inutilizzabilità, a condizione che i dati essenziali siano documentati con certezza. La Corte ha inoltre ribadito che la testimonianza degli agenti può confermare i fatti avvenuti, anche se non verbalizzati.
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Revoca patente guida in stato di ebbrezza: i limiti
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha impugnato la sentenza lamentando una pena eccessiva e l'illegittima revoca della patente. La Corte di Cassazione ha confermato la congruità della pena, ma ha annullato la decisione riguardo la sanzione accessoria. Ha chiarito che la revoca patente guida in stato di ebbrezza si applica solo in presenza dell'aggravante del sinistro stradale. In sua assenza, la sanzione corretta è la sospensione. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo punto.
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Onere della prova etilometro: chi deve dimostrarlo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Con la sentenza in esame, è stato ribadito che l'onere della prova etilometro, in caso di presunto malfunzionamento, spetta alla difesa. L'illeggibilità degli scontrini non è sufficiente a invalidare il test se i risultati sono correttamente verbalizzati dagli agenti accertatori e confermati da altri sintomi evidenti.
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Ricorso straordinario: quando l’errore non è decisivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto, presentato da un imputato che lamentava un'inesatta descrizione della sua posizione processuale in una precedente ordinanza. La Corte ha stabilito che, affinché tale rimedio sia ammissibile, l'errore commesso deve essere 'decisivo', ovvero tale da aver condotto a una decisione diversa da quella che si sarebbe altrimenti presa. Nel caso di specie, l'errore non ha influenzato l'esito finale, rendendo il ricorso infondato.
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Ricorso in Cassazione: inammissibilità se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul principio inderogabile secondo cui tale impugnazione deve essere proposta esclusivamente da un difensore iscritto nell'apposito albo speciale, come previsto dal codice di procedura penale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Incidente stradale guida in stato di ebbrezza: quando?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale: per l'aggravante dell'incidente stradale guida in stato di ebbrezza non serve provare un nesso di causalità diretto, ma è sufficiente un collegamento materiale tra lo stato di alterazione del conducente e il sinistro.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. L'ordinanza sottolinea che un ricorso generico, che non critica analiticamente la sentenza impugnata, è inammissibile. Viene ribadito che per l'aggravante dell'incidente è sufficiente un collegamento materiale con lo stato di alterazione, senza necessità di provare un nesso causale diretto. Infine, si chiarisce che la modifica di una sanzione amministrativa accessoria in appello non viola il divieto di 'reformatio in peius'.
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Revoca patente guida in stato di ebbrezza: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47327/2024, ha stabilito che la revoca patente guida in stato di ebbrezza è la sanzione amministrativa obbligatoria e non discrezionale per chi provoca un incidente con lesioni stradali guidando con un tasso alcolemico elevato. La Corte ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva erroneamente disposto la semplice sospensione, chiarendo che in questi casi gravi la legge non lascia margini di scelta al giudice.
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