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Art. 185-bis Codice di Procedura Civile

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45 provvedimenti

Incompatibilità del giudice: la decisione della Cassazione
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che non sussiste l'incompatibilità del giudice che, dopo aver redatto la proposta di definizione accelerata di un ricorso ai sensi del nuovo art. 380-bis c.p.c., partecipa poi al collegio giudicante chiamato a decidere nel merito. La Corte ha chiarito che la proposta non costituisce un giudizio anticipato, ma uno strumento processuale che non crea una fase autonoma di giudizio, salvaguardando così i principi di efficienza e del giusto processo.
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Cessione credito in blocco: la prova della titolarità
La Corte di Appello di Ancona ha riformato una sentenza di primo grado, stabilendo che nella cessione del credito in blocco, la prova della titolarità del credito può essere fornita anche tramite una dichiarazione della banca cedente e dal comportamento del debitore che, contestando il merito del debito, riconosce implicitamente la cessione. La Corte ha inoltre confermato la validità di un contratto di mutuo con ammortamento alla francese, rigettando l'eccezione di nullità per indeterminatezza, in linea con una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione.
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Chiamata in causa del terzo: chi paga le spese?
Una società di costruzioni, citata in giudizio per danni, chiama in causa il direttore dei lavori. La domanda di risarcimento viene respinta. La Cassazione chiarisce che l'attore soccombente, non il convenuto, deve pagare le spese legali del terzo, applicando il principio di causazione. Il convenuto è responsabile dei costi solo se la chiamata in causa del terzo costituisce un abuso del diritto di difesa.
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Cessazione materia del contendere: il caso risolto
La Corte d'Appello di Ancona ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una causa di diritto bancario. A seguito di una proposta conciliativa formulata dal collegio, le parti hanno raggiunto un accordo, accettando una riduzione della pretesa creditoria e la compensazione delle spese legali. La decisione si fonda sul principio che l'accordo tra le parti fa venir meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio, rendendo superflua una pronuncia sul merito.
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Onere della prova sinistro: quando il Fondo non paga?
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento avanzata dai familiari di una vittima di un incidente stradale mortale contro il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Il caso verteva sull'onere della prova sinistro, che i ricorrenti non sono riusciti a soddisfare. La Corte ha ritenuto le testimonianze a sostegno della tesi di un veicolo 'pirata' inaffidabili e contraddittorie, sottolineando che il danneggiato deve fornire una prova rigorosa della dinamica e della responsabilità di un veicolo rimasto sconosciuto.
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Mediazione domanda riconvenzionale: la Cassazione chiarisce
Con la sentenza n. 3452/2024, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la condizione di procedibilità della mediazione obbligatoria non si applica alla domanda riconvenzionale. Analizzando un caso di locazione, la Corte ha chiarito che l'obbligo di mediazione riguarda solo l'atto introduttivo del giudizio, per non aggravare il processo e rispettare il principio di ragionevole durata. La funzione deflattiva della mediazione si esaurisce una volta che la causa è già iniziata.
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Definizione agevolata: calcolo corretto per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo per la definizione agevolata dei canoni demaniali marittimi. Una società concessionaria si era opposta al metodo di calcolo proposto dall'Agenzia del Demanio e dalla Regione. La Corte ha stabilito che la riduzione percentuale prevista dalla legge deve essere applicata all'intero importo dovuto e solo successivamente devono essere detratte le somme già versate. Questa interpretazione favorisce il concessionario e garantisce parità di trattamento. La Corte ha anche annullato la sentenza d'appello per un vizio procedurale, ritenendo che l'ordinanza del tribunale di primo grado non fosse appellabile.
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Risarcimento sinistro stradale: colpa esclusiva U-turn
Un motociclista subisce gravi lesioni a seguito di un incidente causato da un autocarro che eseguiva un'inversione a 'U' vietata. Il Tribunale di Venezia ha riconosciuto la colpa esclusiva del conducente dell'autocarro, basando la sua decisione sulle risultanze di una Consulenza Tecnica d'Ufficio. La sentenza analizza dettagliatamente il calcolo del risarcimento sinistro stradale, sia per il danno non patrimoniale che per quello patrimoniale, rigettando la tesi del concorso di colpa del motociclista.
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Contratto d’appalto verbale: prova e pagamento
Una società di costruzioni cita in giudizio il committente per il mancato pagamento di lavori di ristrutturazione. Nonostante la mancanza di un accordo scritto, il Tribunale riconosce la validità del contratto d'appalto verbale basandosi sulla condotta delle parti. La quantificazione del dovuto avviene tramite CTU, condannando il committente al pagamento del saldo per le opere effettivamente eseguite.
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Proposta transattiva giudice: è lecita dopo i termini?
Un professionista ha citato in giudizio un consorzio per ottenere il pagamento delle proprie competenze professionali. Il consorzio ha contestato la sentenza, sostenendo che la proposta transattiva del giudice di primo grado fosse stata formulata tardivamente, ovvero dopo la chiusura della fase istruttoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il giudice può formulare una proposta transattiva in ogni stato e grado del processo, in linea con il favore del legislatore per le soluzioni alternative delle controversie. Tale attività non costituisce motivo di astensione o ricusazione del magistrato. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili in quanto miravano a un riesame del merito della vicenda, precluso in sede di legittimità.
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Contributo AGCM e fallimento: quando è dovuto?
Un ente di riscossione si è visto respingere la richiesta di ammissione al passivo fallimentare di una società per il mancato pagamento del contributo AGCM. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ma non per le ragioni addotte dal tribunale di merito. Sebbene il ricorso sia stato respinto per un difetto di prova, la Suprema Corte ha colto l'occasione per enunciare un importante principio di diritto: l'obbligazione di versare il contributo AGCM ha natura tributaria e sorge nel momento in cui viene generato il fatturato che ne costituisce il presupposto, non quando l'attività d'impresa viene effettivamente svolta. Pertanto, se il fatturato è anteriore alla dichiarazione di fallimento, il credito è di natura concorsuale e va ammesso al passivo.
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Perizia contrattuale: limiti del mandato degli periti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3487/2025, ha chiarito i limiti della perizia contrattuale in ambito assicurativo. A seguito di un incendio, era sorta una controversia tra un'azienda e la sua compagnia assicurativa riguardo l'applicazione di una clausola di scoperto. La Suprema Corte ha stabilito che il mandato dei periti è strettamente limitato alla quantificazione tecnica del danno. L'interpretazione delle clausole della polizza, essendo una questione di diritto, spetta esclusivamente al giudice. Pertanto, la decisione dei periti di applicare lo scoperto è stata considerata un eccesso di mandato, e la sentenza della Corte d'Appello che aveva escluso tale applicazione è stata confermata.
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Confessione stragiudiziale: valore probatorio e limiti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul valore probatorio di una confessione stragiudiziale fatta a un terzo. In un caso riguardante la compravendita di un macchinario industriale difettoso, la società acquirente sosteneva di aver saldato il prezzo basandosi su una dichiarazione rilasciata dalla venditrice a una società di leasing. La Corte ha stabilito che tale dichiarazione non costituisce prova legale piena, ma è soggetta al libero e prudente apprezzamento del giudice, che nel caso specifico l'ha ritenuta insufficiente. La sentenza chiarisce che spetta al debitore l'onere di provare l'avvenuto pagamento.
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Proroga termine processuale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla tempestività di un ricorso la cui scadenza cadeva in un giorno festivo (venerdì), seguito da un sabato. La Corte ha stabilito che la proroga del termine processuale si estende fino al primo giorno non festivo successivo, quindi al lunedì. Nel merito, ha rigettato il ricorso di un cliente contro i suoi ex avvocati per presunta negligenza professionale, confermando la decisione della Corte d'Appello che non aveva riscontrato un nesso causale tra la condotta dei legali e il danno lamentato.
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Responsabilità custode: risarcimento per caduta su buca
La sentenza del Tribunale di Ancona, n. 178/2024, affronta il tema della responsabilità custode di un Comune per la caduta di una cittadina a causa di una buca stradale. Pur riconoscendo la responsabilità dell'ente ex art. 2051 c.c., il giudice ha ridotto il risarcimento di 1/3, ravvisando un concorso di colpa della danneggiata per non aver prestato la dovuta attenzione a un'insidia prevedibile.
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Inadempimento professionale: come si calcola il danno?
Una società committente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il pagamento di competenze professionali, lamentando un inadempimento professionale da parte dei progettisti. Il Tribunale, avvalendosi di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), ha riscontrato un inadempimento parziale relativo al progetto strutturale e al piano di manutenzione. Di conseguenza, ha quantificato il danno subito dalla committente e lo ha posto in compensazione con il credito dei professionisti, revocando il decreto ingiuntivo e condannando la società al pagamento della sola somma residua.
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Onere della prova appalto: chi prova i lavori extra?
La Corte di Appello di Firenze si è pronunciata su una controversia nata da un contratto di appalto verbale. Un committente aveva contestato la richiesta di pagamento per lavori ritenuti extra rispetto a un accordo a corpo. La Corte ha confermato la decisione di primo grado, rigettando l'appello del committente e chiarendo l'importanza dell'onere della prova nell'appalto. È stato stabilito che spetta all'appaltatore dimostrare l'esecuzione dei lavori aggiuntivi tramite prove, come le testimonianze, e al committente provare l'avvenuto pagamento e la sua specifica imputazione. La sentenza sottolinea i rischi degli accordi verbali e l'importanza della documentazione scritta.
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Responsabilità buca stradale: risarcimento ridotto
Una ciclista cade a causa di una buca stradale e cita in giudizio il Comune per ottenere il risarcimento dei danni. Il Tribunale riconosce la responsabilità buca stradale in capo all'ente pubblico, ma riduce l'importo del risarcimento del 20%, attribuendo alla danneggiata un concorso di colpa per non aver prestato sufficiente attenzione, pur considerando le difficili condizioni del traffico cittadino.
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Testimonianza de relato: quando non costituisce prova
Una sentenza della Corte d'Appello di Roma chiarisce l'inefficacia probatoria della testimonianza de relato, specialmente se proveniente dalla parte stessa (actoris). Il caso riguardava una richiesta di restituzione di un prestito e una domanda riconvenzionale per danni da aggressione. La Corte ha respinto la domanda di risarcimento basata su testimonianze indirette e contraddittorie, confermando invece l'obbligo di restituzione del prestito per mancanza di prove certe del pagamento.
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Sequestro conservativo: come ottenerlo
Una società in liquidazione ha ottenuto un sequestro conservativo contro l'erede di un ex amministratore. Il tribunale ha ravvisato sufficienti indizi di contratti immobiliari simulati e trasferimenti di fondi ingiustificati, volti a svuotare il patrimonio sociale. Il sequestro è stato concesso sulla base della condotta dell'erede, che ha fatto presumere un concreto rischio di dispersione dei beni per sottrarsi al pagamento.
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