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Art. 183 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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134 provvedimenti

Altri anni per Art. 183 Codice di Procedura Civile

Domanda riconvenzionale: limiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una domanda riconvenzionale (nella forma di 'reconventio reconventionis') presentata da un ex agente. La domanda, relativa a crediti derivanti dal rapporto di agenzia, è stata ritenuta priva di connessione sia con la pretesa iniziale basata su un accordo conciliativo, sia con la domanda riconvenzionale della controparte per concorrenza sleale, stabilendo un importante principio sui limiti di nuove domande nel processo.
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Conguaglio tariffario: legittimo e non prescritto
Una società di fornitura idrica ha richiesto un conguaglio tariffario retroattivo a un condominio per consumi risalenti a diversi anni prima. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale richiesta è legittima, ma solo per gli importi calcolabili secondo il sistema tariffario in vigore all'epoca dei consumi. Inoltre, ha chiarito che il termine di prescrizione di cinque anni non decorre dalla data del consumo, ma dal momento in cui l'autorità competente approva e quantifica formalmente il conguaglio, rendendo il credito esigibile per il fornitore. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Mutatio libelli: quando la domanda non si può cambiare
Una società costruttrice ha inizialmente richiesto l'esecuzione di un contratto preliminare. In seguito, ha modificato la domanda chiedendo la risoluzione del contratto per un diniego edilizio. La Cassazione ha confermato che si trattava di una mutatio libelli inammissibile, in quanto basata su fatti nuovi e una diversa causa petendi, respingendo così il ricorso.
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Querela di falso: firma falsa e rinvio del processo
Un'avvocatessa presenta ricorso in Cassazione in una causa di risarcimento danni. Solleva una querela di falso, contestando l'autenticità della firma di una controparte sul controricorso. La Corte di Cassazione, rilevata l'ammissibilità della querela, sospende la decisione sul merito e rinvia la causa a pubblica udienza per gli accertamenti necessari.
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Consenso tacito prelievi: il silenzio vale assenso?
In una controversia tra coniugi relativa a prelievi da un conto cointestato, la Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sul consenso tacito. Un marito aveva citato in giudizio la moglie per la restituzione di ingenti somme prelevate dal conto comune, sostenendo che eccedessero la quota di spettanza di quest'ultima. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato ritenuto che il silenzio del marito, protratto per sei anni pur essendo a conoscenza dei prelievi, unito ad altri elementi come la prosecuzione del rapporto familiare e l'uso continuato del conto da parte sua, costituisse una prova presuntiva sufficiente del suo consenso tacito alle operazioni.
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Compenso professionale: quando spetta senza risultato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consulente a ricevere il proprio compenso professionale per un'attività di assistenza in un'acquisizione aziendale, anche se l'affare non si è concluso. L'ordinanza sottolinea che le contestazioni dei clienti sull'operato del professionista sono state respinte perché formulate in modo generico e tardivo, violando le preclusioni processuali. La Corte ha ribadito che l'obbligazione del professionista è di mezzi e non di risultato, e il compenso è stato liquidato secondo le tariffe professionali in base al valore dell'operazione.
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Rettifica saldo conto corrente: ricorso inammissibile
Un istituto di credito ha impugnato una sentenza che disponeva la rettifica del saldo di un conto corrente a favore di una società cliente. La banca lamentava un errore procedurale e l'errato rigetto della sua eccezione di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando il principio di autosufficienza del ricorso e confermando l'orientamento giurisprudenziale sulla metodologia di calcolo per la rettifica saldo conto corrente, che incide sulla prescrizione delle rimesse.
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Termine introduzione giudizio: conta la notifica
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale sul termine per l'introduzione del giudizio di merito in un'opposizione esecutiva. Un'azione era stata dichiarata improcedibile perché, pur essendo stata notificata entro il termine perentorio di 30 giorni, era stata iscritta a ruolo successivamente. La Suprema Corte ha annullato la decisione, chiarendo che, quando il giudizio è introdotto con atto di citazione, il termine introduzione giudizio è rispettato con la sola notifica dell'atto, essendo l'iscrizione a ruolo un adempimento successivo e distinto.
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Improcedibilità del ricorso: deposito notifica decisivo
Un lungo contenzioso per danno ambientale si conclude in Cassazione con una declaratoria di improcedibilità del ricorso. Gli eredi di alcuni imprenditori, condannati a risarcire una provincia per gravi danni a un'area montana, hanno visto il loro appello respinto non nel merito, ma per un vizio procedurale: il mancato deposito, insieme al ricorso, della copia della sentenza d'appello munita della relata di notifica. La Corte ha ribadito la perentorietà di tale adempimento, essenziale per la procedibilità dell'impugnazione.
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Diritto di riscatto locazione: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso relativo al diritto di riscatto locazione di un immobile a uso abitativo. La Corte ha confermato la validità dell'esercizio del diritto da parte del conduttore, anche se manifestato tramite l'atto di citazione iniziale e senza una dettagliata offerta di pagamento. È stato stabilito che la volontà di riscattare, comunicata entro sei mesi, è sufficiente, e che eventuali contestazioni sulla genericità della dichiarazione devono essere sollevate tempestivamente. La sentenza ha respinto tutti i motivi di ricorso della nuova acquirente, consolidando il diritto del conduttore a subentrare nell'acquisto dell'immobile.
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Fideiussione omnibus: onere della prova e nullità
Un fideiussore ha impugnato una fideiussione omnibus del 2013, sostenendone la nullità per conformità a uno schema anticoncorrenziale sanzionato nel 2005. I tribunali di merito hanno respinto la richiesta, addossando al fideiussore l'onere di provare la persistenza dell'intesa illecita. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione è oggetto di un rinvio alle Sezioni Unite, ha sospeso il giudizio in attesa della loro decisione. Il nodo cruciale è l'onere della prova per i contratti post-2005.
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Domanda nuova in opposizione a decreto: la Cassazione
Una società finanziaria, dopo aver ottenuto un decreto ingiuntivo contro un ente pubblico, si vede opporre il decreto per insussistenza del credito. In risposta, la società propone una domanda subordinata di risarcimento danni. La Corte di Cassazione, riformando le precedenti decisioni, stabilisce l'ammissibilità della domanda nuova in opposizione a decreto ingiuntivo, anche senza una riconvenzionale dell'opponente, purché la nuova domanda sia connessa alla stessa vicenda sostanziale del ricorso monitorio.
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Polizza RC: copertura estesa ai danni immateriali
Un'azienda, ritenuta responsabile per un incendio che ha distrutto un capannone locato, ha richiesto l'indennizzo alle proprie assicurazioni. La Corte di Cassazione ha confermato la mancata copertura di una polizza 'property' per un sito non specificato in contratto, ma ha ribaltato la decisione dei giudici di merito riguardo alla Polizza RC (Responsabilità Civile). La Suprema Corte ha stabilito che la clausola 'danni materiali a cose' deve essere interpretata in modo sistematico e può estendersi anche a danni immateriali, come la perdita dei canoni di locazione da parte del proprietario, in quanto conseguenza prevedibile del rischio assicurato.
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Accettazione tacita eredità: il comodato prova la volontà
In una causa di divisione ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'accettazione tacita eredità può essere provata dalla concessione di un immobile ereditario in comodato gratuito al coerede. A differenza della voltura catastale, che è un atto personale, il comodato è un atto di disposizione che presuppone la qualità di erede. La mancata contestazione tempestiva di tale circostanza da parte del fratello ha reso il fatto provato, portando alla cassazione della sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il diritto della sorella ad accettare l'eredità.
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Gravi difetti costruzione: quando si applica l’art. 1669
Un'impresa immobiliare ha citato in giudizio un'impresa appaltatrice per il distacco diffuso di piastrelle in 35 unità abitative, causato da un intonaco inadeguato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'appaltatrice, qualificando il vizio come 'gravi difetti costruzione' ai sensi dell'art. 1669 c.c. L'ordinanza chiarisce i criteri per la valutazione delle prove tecniche e il momento da cui decorre la prescrizione per la denuncia, confermando che anche vizi su elementi di finitura possono compromettere la funzionalità dell'opera.
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Restitutio in integrum: non automatica nel rito lavoro
Un professore universitario, a seguito della revoca illegittima delle sue funzioni assistenziali in ospedale, chiedeva la reintegra e, solo in un secondo momento, la cosiddetta restitutio in integrum per le retribuzioni non percepite. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che nel rito del lavoro la domanda di restituzione economica non è una conseguenza automatica dell'accertamento dell'illegittimità, ma deve essere formulata espressamente e tempestivamente fin dall'inizio del giudizio, altrimenti è inammissibile.
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Risoluzione parziale del contratto: la Cassazione
In un caso di permuta immobiliare parzialmente inadempiuta, la Corte di Cassazione ha chiarito che è ammissibile la domanda di risoluzione parziale del contratto con risarcimento del danno. La Corte ha riformato la decisione d'appello, affermando che il giudice di primo grado non era incorso in ultrapetizione nel convertire la domanda di adempimento in una di risarcimento per equivalente, data l'impossibilità di trasferire gli immobili. La domanda di risarcimento era implicitamente collegata alla risoluzione della parte inadempiuta del contratto.
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Responsabilità extracontrattuale appaltatore: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società costruttrice al risarcimento dei danni per gravi difetti in un immobile. La sentenza chiarisce che la presenza di infiltrazioni, dovute a vizi costruttivi come la mancata realizzazione del vespaio d'aerazione, integra la fattispecie della responsabilità extracontrattuale appaltatore ex art. 1669 c.c. Tale qualificazione permette anche all'acquirente finale, non diretto committente, di agire contro l'appaltatore entro il termine di dieci anni dal compimento dell'opera.
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Ricorso Cassazione: limiti al riesame del merito
Una società concessionaria di auto in liquidazione presenta ricorso alla Corte di Cassazione contro una casa automobilistica in una complessa disputa su crediti commerciali. La Corte rigetta integralmente il ricorso, sottolineando che il giudizio di legittimità non consente un riesame del merito dei fatti o delle prove. La pronuncia ribadisce i rigorosi requisiti di autosufficienza che un ricorso in Cassazione deve possedere per non essere dichiarato inammissibile.
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Clausola di solidarietà successiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della clausola di solidarietà successiva inserita nei contratti di garanzia. Un'erede si era opposta al pagamento di un debito garantito dalla madre, sostenendo la nullità della clausola che estendeva la responsabilità solidale agli eredi. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale pattuizione non costituisce un patto successorio vietato. Gli eredi, infatti, non sono vincolati in modo assoluto, ma conservano la facoltà di tutelarsi rinunciando all'eredità o accettandola con beneficio di inventario.
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