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Art. 182 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Penale

18 provvedimenti

Altri anni per Art. 182 Codice di Procedura Civile

Riesame del sequestro preventivo: auto bloccata e procura valida
Un cittadino ha subito il sequestro della propria autovettura nell'ambito di un'indagine penale a carico di terzi soggetti. Il proprietario ha quindi presentato istanza per il riesame del sequestro preventivo al fine di riottenere il veicolo. Il Tribunale locale ha dichiarato inammissibile la richiesta, contestando presunte carenze formali della procura speciale rilasciata all'avvocato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del proprietario estraneo alle indagini. I giudici supremi hanno chiarito che il mandato difensivo non richiede formule sacramentali rigide, purché manifesti la chiara volontà di tutelare il bene. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione del merito.
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Procura speciale sequestro probatorio: no alla sanatoria tardiva
L'amministratore di una società ha impugnato un provvedimento di perquisizione e sequestro probatorio eseguito su beni aziendali. Il Tribunale del riesame ha dichiarato inammissibile il ricorso della società poiché il difensore non possedeva la procura speciale sequestro probatorio al momento del deposito. L'amministratore ha provato a depositare la procura in un secondo momento, sostenendo anche che la propria qualifica di indagato lo esentasse da tale formalità. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi e dichiarato inammissibile il ricorso. La Corte ha chiarito che nel processo penale non esiste la sanatoria retroattiva per la mancanza di procura speciale. La società deve conferire la delega difensiva specifica prima di avviare il giudizio. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Sequestro preventivo: vizi formali e rigetto per l’azienda
I giudici hanno disposto il sequestro preventivo di ingenti quantitativi di formaggio tipico a marchio protetto appartenenti a un'azienda produttrice, contestando il reato di violazione delle denominazioni di origine. L'azienda, intervenuta quale terzo proprietario non formalmente indagato, ha impugnato il sequestro contestando la validità delle analisi chimiche e la proporzionalità della misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda. Il difensore ha depositato l'atto senza allegare una valida procura speciale rilasciata specificamente per il giudizio di legittimità. Di conseguenza, i giudici hanno confermato il vincolo sui prodotti alimentari e hanno condannato la società alle spese processuali e a una sanzione.
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Procura speciale del terzo interessato e veicoli bloccati
Il giudice per le indagini preliminari dispone il sequestro preventivo di alcuni veicoli per un reato ambientale legato alla gestione di rifiuti. Due cittadini, intestatari dei mezzi e formalmente estranei all'illecito, chiedono la restituzione dei veicoli dichiarandosi proprietari in buona fede. Il Tribunale del riesame respinge la richiesta. Il difensore dei proprietari impugna la decisione in Cassazione sostenendo l'assenza di presupposti per il vincolo reale sui beni. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici rilevano che la procura speciale del terzo interessato mancava agli atti processuali. La semplice nomina fiduciaria non basta per tutelare diritti civilistici nel processo penale. I ricorrenti subiscono la perdita definitiva della causa e la condanna al pagamento delle spese legali e di una sanzione.
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Procura speciale ricorso cassazione: il vizio fatale
Il Tribunale di Roma ha confermato il sequestro preventivo dei beni di una società per reati tributari. Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo risiede nella mancanza di una valida procura speciale ricorso cassazione rilasciata dalla società terza interessata dal sequestro. Il difensore aveva depositato solo un mandato generico, mentre la precedente procura speciale era intestata a un altro avvocato e limitata alla fase di riesame. Di conseguenza, la Cassazione ha respinto il ricorso senza esaminare il merito e ha condannato la società al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Senza procura speciale ricorso cassazione il sequestro resta
Il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo dei beni di una società cooperativa per reati tributari. Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione per conto della società e del suo legale rappresentante. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la mancanza di una valida procura speciale ricorso cassazione. Il difensore della società, in quanto terzo estraneo al reato ma proprietario dei beni sequestrati, deve essere munito di una procura speciale specifica per impugnare il provvedimento. Un semplice mandato difensivo generico non è sufficiente e non è possibile sanare questo difetto in un secondo momento. Di conseguenza, la società perde il ricorso e viene condannata a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Procura speciale ricorso cassazione: l’errore che perde la causa
Il Tribunale di Roma confermava il sequestro preventivo dei beni di una società per reati tributari. Il difensore della società proponeva ricorso, ma la Corte di Cassazione lo ha dichiarato inammissibile. La decisione si fonda sulla mancanza di una idonea procura speciale ricorso cassazione rilasciata dalla società, terzo interessato al sequestro. Un semplice mandato difensivo generico non è sufficiente per impugnare l'ordinanza del riesame, né è possibile sanare il difetto di rappresentanza in un secondo momento. Di conseguenza, la società perde il ricorso e viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro e procura speciale: il ricorso negato alla società
Il Tribunale di Monza aveva disposto il dissequestro parziale di somme di denaro bloccate a una società per un'ipotesi di reato tributario. Il legale rappresentante della società ha proposto ricorso per cassazione per ottenere la restituzione dell'intero importo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo risiede nella mancanza della procura speciale al difensore: quando il ricorso contro un sequestro è presentato dal legale di un terzo interessato, è indispensabile il rilascio di una procura speciale, la cui assenza non può essere sanata successivamente. Di conseguenza, la società perde il ricorso e viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro preventivo: i termini per il riesame.
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava tardiva una richiesta di riesame contro un sequestro preventivo. Il Tribunale aveva erroneamente fatto decorrere il termine di dieci giorni dalla partecipazione a un'udienza camerale precedente all'esecuzione della misura. La Suprema Corte ha chiarito che il termine per impugnare il sequestro preventivo decorre esclusivamente dal momento dell'esecuzione o dalla conoscenza effettiva dell'avvenuto vincolo sui beni, poiché solo in quel momento sorge un interesse concreto e attuale alla difesa. Parallelamente, il ricorso della società coinvolta è stato dichiarato inammissibile per mancanza di procura speciale del difensore.
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Procura speciale: riesame del terzo inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato avverso un decreto di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla mancanza di una procura speciale conferita al difensore. La sentenza chiarisce che, sebbene non siano richieste formule sacramentali, l'atto deve manifestare in modo inequivocabile la volontà di affidare al legale l'incarico per quello specifico procedimento di riesame, cosa che non avveniva nella procura presentata, la quale elencava altri poteri ma non quello specifico.
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Procura speciale e ricorso: la Cassazione decide
Una terza parte ha impugnato il sequestro preventivo del proprio conto corrente, legato a un'indagine penale a carico di un'altra persona. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'avvocato non era munito di una specifica procura speciale per questa fase del giudizio. La Corte ha inoltre osservato che il sequestro era comunque motivato da indizi che riconducevano la disponibilità dei beni all'indagato principale.
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Procura speciale terzo: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo proprietario di un immobile sequestrato nell'ambito di un procedimento penale a carico dei suoi familiari. La decisione si fonda su un duplice motivo: in via preliminare, la mancanza della procura speciale del terzo in capo al difensore per il giudizio di riesame, vizio insanabile; nel merito, la logicità della motivazione del tribunale che ha ritenuto l'intestazione del bene fittizia, data la sproporzione tra il patrimonio e i redditi del nucleo familiare.
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Procura speciale terzo interessato: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35219/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato avverso un sequestro preventivo. Il motivo risiede nella mancanza di una procura speciale terzo interessato conferita al difensore. La Corte ha ribadito che, a differenza dell'imputato, il terzo con interessi civilistici deve munire il proprio legale di un mandato specifico per l'impugnazione, e tale vizio non è sanabile.
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Procura speciale: quando serve per il riesame del sequestro
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo contro un imprenditore e la sua società. La Corte ha stabilito che il difensore dell'indagato non necessita di una procura speciale per impugnare il sequestro sui beni personali del suo assistito, poiché gode di un autonomo diritto di impugnazione. Al contrario, la procura speciale è indispensabile per contestare il sequestro sui beni della società, in quanto quest'ultima è un terzo soggetto estraneo al reato. Nel caso specifico, la procura rilasciata dall'imprenditore 'in proprio' è stata ritenuta inidonea a rappresentare la società, portando all'inammissibilità del ricorso per conto dell'ente.
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Procura speciale: quando serve all’ente indagato?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro, confermando la necessità della procura speciale. Se l'ente non prova di essere indagato ai sensi del D.Lgs. 231/2001, viene considerato come un terzo e il suo difensore deve avere una procura speciale per presentare l'istanza di riesame. L'affermazione generica di essere 'indagata' non è sufficiente.
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Accertamenti tecnici irripetibili: no difese nei rilievi
Una società impugnava un'ordinanza di sequestro preventivo, lamentando la mancata applicazione delle garanzie difensive durante il prelievo di campioni, ritenuti accertamenti tecnici irripetibili. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per due ragioni: in primo luogo, un vizio procedurale legato alla mancanza di una procura speciale al difensore; in secondo luogo, nel merito, ha ribadito che il semplice campionamento di rifiuti rientra nella categoria dei "rilievi" e non degli "accertamenti tecnici", non richiedendo quindi le garanzie difensive previste dall'art. 360 c.p.p., salvo casi eccezionali di particolare complessità tecnica non dimostrati nel caso di specie.
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Procura speciale terzo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dal difensore di un terzo, proprietario di un cellulare sequestrato, a causa della mancanza di una procura speciale. Il provvedimento sottolinea come tale requisito, previsto dall'art. 100 cod. proc. pen., sia indispensabile per la validità dell'impugnazione, impedendo alla Corte di esaminare nel merito le censure relative alla presunta illegittimità del sequestro.
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Terzo estraneo al reato: quando non si è tutelati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della proprietaria di un furgone sottoposto a sequestro preventivo per trasporto illecito di rifiuti. La ricorrente sosteneva di essere un 'terzo estraneo al reato', ma la Corte ha ribadito che tale qualifica non spetta a chi, pur non partecipando al reato, ha legami stretti con l'indagato (in questo caso, coniuge e datrice di lavoro) e non dimostra di aver agito con la massima diligenza per prevenire l'uso illecito del bene, ricavando comunque un vantaggio, anche non materiale, dalla condotta criminosa.
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